Narrativa

Non esistono posti lontani

Faggiani Franco

Descrizione: Roma, aprile del 1944. L'archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un carico di opere d'arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo, l'ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due decidono di scappare insieme per riportare le opere d'arte a Roma. In un avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad aiutarli nell'impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso carico tra imprevisti e nuove avventure. Paesaggi insoliti, valli fiorite e boschi, risvegliati dall'arrivo di una strana primavera, fanno da sfondo a questa vicenda sul valore dell'amicizia.

Categoria: Narrativa

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Anno: 2020

ISBN: 9788893257640

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Non esistono posti lontani

Franco Faggiani, giornalista, ha pubblicato La manutenzione dei sensi e Il guardiano della collina dei ciliegi. Ora torna alla narrativa con Non esistono posti lontani. Un libro molto raffinato e colto sull’amicizia, sui viaggi, sul mondo dell’arte e dell’archeologia.

Siamo a Roma nell’aprile del 1944 quando l’archeologo Filippo Cavalcanti viene mandato a Bressanone per controllare un carico di opere d’arte, in predicato d’essere trafugate in Germania. Siamo in pieno periodo bellico: i fascisti e i tedeschi sono quasi allo stremo, la povertà è ovunque. Giunto a Bressanone, l’archeologo fa la conoscenza di uno strano giovane: tale Quintino, “era poco più che un adolescente, con un’infanzia e una gioventù travagliate, nonostante il sostegno che gli aveva dato la marchesa.

Napoletano, poco acculturato, ma abile stratega, Quintino è abituato a sopravvivere. Tra i due, seppur così diversi e così lontani, nasce un’immediata simpatia, destinata a diventare una solida amicizia. Con notevole sprezzo del pericolo, i due – insieme – decidono di riportare le opere d’arte a Roma. Quintino “aveva progettato le cose perbene, con una certa visione strategica. Forse avrei dovuto nutrire un po’ più di fiducia verso di lui, anche se ogni sua prospettiva continuava a terrorizzarmi.

Inizia in questo modo un avventuroso e pericoloso viaggio lungo tutta la penisola, nella fase finale della guerra, tra fascisti, nazisti, partigiani, ma anche contadini, persone umili e affamate, preti e laici corrotti e non.

La vicenda è delicata e toccante, descritta con una prosa lieve eppur profonda, colta e particolareggiata. I personaggi sono descritti minuziosamente, ma il fulcro della narrazione è rappresentato dai paesaggi, descritti nella loro intima essenza e particolarità. Dunque, una storia di amicizia e di viaggi che colpisce il lettore nell’intimo per raffinatezza e sagacia letteraria. La lettura conduce ad amare sempre di più il nostro bel Paese.

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