Giallo - thriller - noir

Non rompere niente

Giaquinta Marilina

Descrizione: Una notte arriva al 113 una segnalazione di urla provenienti da una villa. Nel frattempo, nell'ospedale civico giunge un ferito grave, di cui si sconosce l'identità. Il commissario Ventura, un lupo solitario, spedito ad aspettare la pensione su una tranquilla isoletta di povere case ai piedi di un vulcano, si ritrova così a indagare su una storia dove il delitto non è ancora stato compiuto. Gran lettore, ironico, con un solido senso della legalità e della giustizia, poliziotto di naturale gentilezza, Ventura si ritrova incalzato da tutti i personaggi che animano il suo commissariato, ma soprattutto dall'inarrestabile Maria Isola Lo Faro, ostinata cinefila, «appuntata» con il sogno di passare alla giudiziaria. Ed è proprio l'appuntato Maria, con la sua lingua stramba, con il suo incessante e inarrestabile divagare, la sua imprevedibilità e conoscenza dei chiacchiericci dell'isola che aiuterà il commissario a venire a capo di una storia complicata di trame familiari.

Categoria: Giallo - thriller - noir

Editore: Euno Edizioni

Collana:

Anno: 2020

ISBN: 9788868591779

Recensito da Ornella Donna

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Marilina Giaquinta, Non rompere niente, Euno edizioni 2020.

Marilina Giaquinta, dirigente superiore della Polizia di Stato in pensione, scrive Non rompere niente, un giallo che stupisce non tanto per la storia narrata, ma per la prosa molto vivace e per l’impianto narrativo molto particolare. Il romanzo è scritto utilizzando un siciliano perfettamente comprensibile.

La storia è ambientato su di un’isola, mai nominata e della quale viene fornito un unico riferinento (è di fronte alla Sicilia), dove regna incontrastato il silenzio, un “posto dove non succede niente, dove il silenzio è profondo come uno sbadiglio! In quest’isola, c’è l’unico silenzio al mondo che face rumore: il rumore dei pensieri che acchianano in testa, come l’olio quando va a finire dentro l’acqua, bolle di pensieri, molecole di idee fisse che non si mischiano, che non affondano e non si confondono.

Qui approda Anastasio Ventura, commissario, un uomo speciale, che si distingue, amante della solitudine e della pace, lettore vorace e compulsivo, misterioso, che “non aveva mai voluto essere al passato con quei tempi, aveva sempre rivendicato i suoi tempi, a volte esasperanti e lenti, a volte troppo veloci, a volte sospesi, a volte persi.”

Lo affianca Maria lo Faro, detta Isola, una donna esuberante, molto verace, procace ed estrosa. Insieme devono occuparsi di una strana indagine che riguarda una villa sperduta, abitata da una donna strana: lì in passato ci sono stati scandali e strani eventi. Si sono sentite grida provenienti da quel luogo intriso di mistero. Che cosa è accaduto veramente? Qual è il confine tra diceria e realtà? E tra la follia e l’amore?

La storia è torbida e sanguinosa,  il male e la tragedia sono protagonisti assoluti. La lettura non è del tutto semplice, per il linguaggio usato, ma risulta curiosa e intrigante. La vicenda è percorsa dal non detto, da un mistero che si percepisce, ma non si comprende mai del tutto. In definitiva è una lettura diversa, particolare, che stupisce.

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