Narrativa

Di notte si vede più lontano

Pezzolla Indro

Descrizione: Che cos'è la verità? Pensi davvero di avere la risposta ad una domanda così apparentemente banale? Quella che leggerai è la storia di un uomo che un tempo era e aveva tutto ciò che desiderava per poi perdere ogni cosa macchiandosi delle colpe e dei crimini più gravi. Attraverso pezzi di quel passato e dei suoi sentimenti mescolati ad un presente senza speranza, ripercorrerai la sua storia finché troverà la chiave per riprendere in mano la sua vita. A quel punto, però, per la seconda volta si troverà di fronte ad una domanda che rimetterà tutto in discussione: che cos'è la verità? E Aidan capirà che trovare quella risposta, come spesso avviene con tutte le domande più importanti, non rappresenta affatto la fine della ricerca, ma solo l'inizio.

Categoria: Narrativa

Editore: La Memoria del Mondo

Collana: Contemporanea

Anno: 2014

ISBN: 9788898414451

Recensito da Francesca Barile

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Dopo “Dreamland”, viaggio semi-fiabesco nel paese della felicità, una sorta di Shangri-là occidentale, con “Di notte si vede più lontanoIndro Pezzolla approda in selve più oscure raccontando la storia di Aidan, giovane uomo già perso che, freddo e cinico, racconta la sua vita con molte luci e altrettante ombre.
Intorno a lui vi sono tre donne : Mya, che rappresenta l’amore , Elettra la consigliera e Cheyenne, l’anima nera, la passione ma anche il dubbio. E un amico, Simion, che è anche suo rivale con l’enigmatica Cheyenne.

La storia è narrata a ritroso, dopo un incipit in medias res, attraverso tasselli che, ad uno ad uno, compongono i pezzi di vita del tormentato Aidan fino alla risoluzione.

Ė un giallo? Ė una storia d’amore o è la storia di un’anima (titolo di un romanzo abbozzato, ma mai scritto, da Giacomo Leopardi)? E Cheyenne è davvero la dark lady che da sempre sconvolge i sogni degli uomini?
La ricerca della verità è lunga e complessa, Aidan si pone l’eterno quesito su cosa sia la verità, quesito che Pilato pose a Cristo senza ricevere una risposta, perché non vi è una veritas unica e univoca.

L’intreccio, tra mezze frasi e caselle che devono comporsi, attrae il lettore compulsivamente, perché ogni personaggio ha molte sfaccettature. La frase che dà il titolo al romanzo è di Cheyenne: “Di notte si vede più lontano“. Il buio non è cupo, ma offre a chi guarda la possibilità di scrutare a distanza per ritrovare la luce e uscire dal baratro, perché ognuno ha diritto alla speranza e l’aura incantata di “Dreamland” lascia ancora la sua scia.

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«Dovlatov semplicemente ride. Senza secondi fini, senza sottofondo». «In Dovlatov il lettore occidentale riconoscerà anche se stesso. In questa universalità dell'umorismo dovlatoviano risiede, forse, la qualità fondamentale della sua prosa». Vanno assunti pressoché testualmente, come guida alla lettura, questi giudizi di critici su uno scrittore russo contro ogni corrente, morto prematuramente nel '90, da sempre dissidente ed emigrato in America con l'ultima ondata, molto amato dalla critica, meno dai suoi colleghi dell'emigrazione. E ad essi va utilmente aggiunta l'esclamazione di Kurt Vonnegut alla presentazione newyorkese di un libro di Dovlatov: «siamo felici che lei sia tra di noi». Poiché infatti a spiegare l'amore che suscita questo che è ormai da considerarsi un caso letterario internazionale bisogna ricorrere al ritemprante senso di felicità che esala dalle sue commedie quotidiane, lo splendente umorismo che filtra dai suoi infiniti aneddoti (paragonato senza mediazioni all'umorismo di Čechov). Tanto che, se il lettore astraesse dal luogo e dal tempo del loro svolgimento (la repubblica estone dell'URSS, nell'era di Breznev), questi compromessi potrebbero benissimo raccontare come nasce universalmente una non-notizia, come è fatto veramente il mondo della non-comunicazione.

COMPROMESSO

Dovlatov Sergej

I custodi del destino

Maria Teresa Steri

Perle di un filo pulito

Verga, Giovanni – LA LUPA (Vita dei campi, 1880)