Narrativa

IL PARADISO E’ ALTROVE

Llosa Mario Vargas

Descrizione: Le storie vere di Flora Tristan, attiva socialista e fondatrice dell'Unione Universale delle Operaie e degli Operai, e suo nipote Paul Gauguin, legati dal grande sogno dell'Utopia di una società liberata dalle ingiustizie sociali e riconquistata alla bellezza artistica.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2003

ISBN: 9788806166496

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Aprì gli occhi alle quattro del mattino e pensò: – Oggi inizi a cambiare il mondo, Florita- “.

L’incipit de “Il paradiso è altrove” è una dichiarazione di guerra alla mediocrità del pensiero, all’immobilismo sociale, alla restaurazione che puntualmente segue ad ogni rivoluzione.

Quella di Flora Tristàn, una delle prime anarchiche della storia, è una rivoluzione che nasce per caso e per necessità. Dopo anni vissuti nella miseria di un’infanzia senza padre, sopravvissuta ad un’adolescenza prematuramente piegata al lavoro e ad una giovinezza consegnata alla schiavitù di un matrimonio senza amore, Flora si apre alla missione del cambiamento per la costruzione di una nuova società.

E’ il 1844 quando la giovane donna inizia il suo viaggio attraverso le città di una Francia ancora rivolta al passato. Flora parla agli operai delle fabbriche di un nuovo mondo possibile, dove i lavoratori e le lavoratrici non vengano più sfruttati dai loro padroni, attraverso la presa di coscienza del proprio ruolo e la creazione di un’Unione operaia che garantisca il rispetto del lavoro e della persona.

Flora guarda negli occhi i suoi nemici, i padroni, spaventati dalle parole dirette di una donna libera e consapevole della giustizia e della forza del proprio pensiero. Madame la Colère, la sovversiva, non si arrende di fronte all’ostruzionismo dei padroni, alla censura delle autorità pubbliche e religiose, alla solitudine della lotta e all’ignoranza pavida di uomini educati alla schiavitù. “Usciva da quelle riunioni morta di fatica, ma in uno stato d’incandescenza spirituale“.

Flora Tristàn vive fino all’ultimo i suoi giorni rivoluzionari senza mai perdere di vista l’ideale e senza abbandonarsi allo scoramento della faticosa lotta contro l’ignoranza, dimostrandoci che la forza delle idee ed il coraggio delle parole possono davvero cambiare il mondo.

Il fervore intellettuale di Flora è lo stesso che condurrà il nipote Paul verso la ricerca di un paradiso esistenziale ove l’individuo possa, affrancato dal bisogno e dalla paura, dare sfogo alle proprie naturali inclinazioni. L’abbandono della società francese di fine Ottocento verso le terre della Polinesia trasformano – rendendola rivoluzionaria – la pittura di Gauguin l’uomo che, superati i trent’anni, scopre nell’espressione artistica la propria realizzazione personale.

La vicinanza agli artisti dell’epoca e l’amicizia con Van Gogh non sono infatti sufficienti a trattenere in Francia l’indole irrequieta dell’artista il quale, ben presto, rifiuta l’idea dell’arte come un “affare da mercanti” destinata a riempire i musei e a diventare il passatempo di un pubblico borghese. L’arte per Gauguin è “lavoro vitale” e non il mezzo di sostentamento dell’artista, la cui piena esistenza si sarebbe potuta realizzare solo lontano dalla civiltà europea corrotta.

La ricerca di un mondo puro e primitivo, dove l’artista possa ritrovare la massima ispirazione, si trasforma però per l’eccelso pittore in una ricerca vana anche nei mari del Sud, dove il colonialismo e la religione erano arrivati a contaminare, snaturandoli, le abitudini e gli stili di vita degli indigeni.

Due esistenze diverse quelle di Flora e Paul, ma accomunate dall’ideale del cambiamento, teso verso la realizzazione di una società svecchiata e affrancata da antichi retaggi e non più ingabbiata nell’immobilismo – a tratti rassicurante – di falsi valori.

Messe sapientemente a confronto dallo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa – la cui scrittura seducente scandisce con un ritmo suggestivo tutto il romanzo – il lettore non potrà non avvedersi della distanza tra le due utopie: quella di Flora è una rivoluzione sociale fatta di uomini e per gli uomini, mentre quella di Paul è più privata ed egoistica tutta incentrata sull’artista e sulla sua realizzazione personale.

Comunque il paradiso rivoluzionario, collettivo o privato che sia, esiste, ma non è qui e non ora. Forse, è altrove.

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