Saggi

Peccato originale

Nuzzi Gianluigi

Descrizione: Dopo "Vaticano Spa", "Sua santità", "Via crucis", tre inchieste che ci hanno introdotto nelle stanze e nei segreti più profondi del Vaticano, in questo nuovo libro Gianluigi Nuzzi ricompone, attraverso documenti inediti, carte riservate dell'archivio Ior e testimonianze sorprendenti, i tre fili rossi - quello del sangue, dei soldi e del sesso - che collegano e spiegano la fitta trama di scandali, dal pontificato di Paolo VI fino a oggi. Una ragnatela di storie dagli effetti devastanti, che hanno suscitato nel tempo interrogativi sempre rimasti senza risposta e che paralizzano ogni riforma di papa Francesco. L'autore ricostruisce molte verità che mancavano, a cominciare dal mistero della morte di papa Luciani...; la trattativa riservata tra Vaticano e procura di Roma per chiudere il caso Emanuela Orlandi; i conti di cardinali, attori, politici presso lo lor, tra operazioni milionarie, lingotti d'oro, fiumi di dollari e trame che portano al traffico internazionale di droga; l'evidenza di una lobby gay che condiziona pesantemente le scelte del Vaticano, tra violenze e pressioni perpetrate nei sacri palazzi e qui per la prima volta documentate. Ecco il "fuori scena" di un blocco di potere per certi aspetti criminale, ramificato, che continua ad agire impunito, più forte di qualsiasi papa (Ratzinger è stato costretto alle dimissioni aprendo però la strada a Bergoglio), sempre capace di rigenerarsi, che ostacola con la forza del ricatto e dei privilegi ogni tentativo di riforma.

Categoria: Saggi

Editore: Chiare Lettere

Collana: Principioattivo

Anno: 2017

ISBN: 9788861908406

Recensito da Elpis Bruno

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Peccato originale di Gianluigi Nuzzi

La prefazione (Papa Francesco e le sette domande) di Peccato originale  pone sette domande, alle quali tenta di rispondere Gianluigi Nuzzi nelle tre parti del saggio-inchiesta, i cui titoli corrispondono a pulsioni allitterate da tre esse: Sangue – Soldi – Sesso.

La prima parte (Sangue) ha tutti i toni del romanzo giallo.

1 – È stato ucciso Albino Luciani?
È questo un dubbio che aleggia in presenza di un possibile movente (“Papa Luciani… era diventato un ostacolo per gli affari spregiudicati dell’allora presidente dello Ior Paul casimir Marcinkus”) contro un papa scomodo (“A colpire Albino Luciani è la sua vicinanza con papa Paolo VI”) e critico (“Il giudizio negativo di Luciani… si rafforza dopo la cessione del pacchetto di controllo della Banca Cattolica del veneto dallo Ior al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi”) nei confronti di un sistema guasto (“I tanti e spregiudicati affari che il trio Sindona-Calvi-Marcinkus stavano portando avanti”): un dubbio ingigantito da una circostanza ben precisa (“Perché non fu fatta l’autopsia?”)…

2 – Chi ha rapito Emanuela Orlandi?
Per anni l’opinione pubblica è stata abbagliata da ipotesi infondate (“Questa imponente dissimulazione era forse dovuta al ruolo di regista che la banda della Magliana avrebbe avuto nel rapimento e forse nell’omicidio della ragazza, per soddisfare le richieste di qualche prelato”). Una confessione spontanea (“Dalle accuse di Sabrina Minardi all’insolita sepoltura di De Pedis nella cripta – ndr: di sant’Apollinare -, un’eccezione che poteva essere interpretata come un ringraziamento per aver risolto un problema”) scatena un supplemento d’indagine, che poi inopportunamente s’interrompe…

3 – Se la ragazza ormai sta in cielo, come afferma papa Francesco, il Vaticano ha delle responsabilità nell’omicidio, e quali sono?
A destar questo sospetto è “Un accordo (con la procura) che rivela la sorprendente prossimità del Vaticano con la famiglia di un famoso malavitoso”.
“Risultava che per la sepoltura il Vaticano avesse incassato oltre 500 milioni di lire.”
Nonostante vi siano le premesse per una soluzione del caso (“Perché in curia sono disposti a passare informazioni concrete su Emanuela pur di far rimuovere il corpo di de Pedis da sant’Apollinare?”), il mistero s’infittisce (“Se sono disposti a pagare a caro prezzo il trasferimento della salma… forse la basilica protegge segreti ancor più inconfessabili”) e il caso rimane tutt’oggi insoluto.

La seconda parte (Soldi) è un’inchiesta documentata e argomentata.

4 – Perché le riforme per la trasparenza della curia, avviate prima da Joseph Ratzinger e adesso da Bergoglio, puntualmente falliscono o rimangono incompiute?
Come spesso accade, la supremazia dell’interesse economico (“Benvenuti allo Ior, l’unica banca offshore nel centro di Roma”) impone le sue regole scandalose (“Soldi profumati d’incenso mischiati a narcodollari macchiati di sangue”). 

5 – Cosa blocca il cambiamento?
La risposta è semplice: “Modificare e introdurre nuove leggi senza cambiare gli uomini chiamati ad applicarle vuol dire lasciare l’opera a metà”.
Nella contrapposizione delle forze sembrano fronteggiarsi due fazioni opposte: da un lato Sodano, segretario ai tempi di Giovanni Paolo II, Parolin (il nuovo segretario di stato), Beniamino Stella (nuovo prefetto della Congregazione per il clero) Lorenzo Baldisseri (segretario del Collegio cardinalizio); dall’altro Bertone, Camilleri, Becciu, Bertello…

6 – I mercanti del tempio continuano a condizionare la vita della Chiesa dopo aver avuto un ruolo nella rinuncia al pontificato di Benedetto XVI?
Le interconnessioni tra IOR/Vaticano e scandali italiani sono una costante sino ai tempi recenti: il caso Enimont (“Dal 1989 in poi… è riciclata gran parte della maxitangente Enimont, pagata dalla famiglia Ferruzzi ai partiti della Prima e Seconda repubblica per separare i destini della Montedison da quelli dell’Eni”), il fallimento del San Raffaele (“Bertone… insiste perché il San Raffaele finisca nella galassia Ior… Gotti Tedeschi si oppone”), i fondi distratti dall’ospedale Bambino Gesù (“Profiti e Massimo Spina, tesoriere della fondazione Bambino Gesù, saranno rinviati a giudizio per rispondere di distrazione di fondi, secondo l’accusa utilizzati per i lavori di ristrutturazione dell’appartamento… dove vive Bertone”)… Sì, i mercanti occupano ancora il tempio!

7 – Lo stallo nel quale sono cadute le riforme di Francesco è dovuto a chi non vuole questo papa, dentro e fuori i sacri palazzi, e dunque ne ostacola l’opera riformatrice? Da qui la pianificazione della rinuncia di Benedetto XVI, che vede manomesso il suo pontificato.
Vatileaks docet (“A partire dall’autunno del 2011, il maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, cerca un contatto con me. Desidera passarmi fotocopie di documenti su vicende di corruzione, privilegi e soprusi”), allarma (“Giani – ndr: il capo della gendarmeria – chiede se ha fotocopiato anche il dossier su emanuela Orlandi”), smuove le acque (“Ratzinger affida … un lavoro di approfondimento sui mali oscuri della curia”), riceve in quest’opera un’interpretazione (“Quest’uomo di fede, incensurato, servitore di Ratzinger, esasperato dai soprusi a cui da anni assisteva”) che forse non corrisponde a quella fornita dai mass media (“Resta da capire se Gabriele abbia agito, come lui sostiene, in autonomia, o se sia stato sostenuto all’interno del Vaticano da chi voleva aiutare il pontefice, come invece ritiene chi scrive”), consente di meglio inquadrare la rinuncia di Benedetto XVI (“Uno studioso pragmatico come Ratzinger, uno degli intellettuali viventi di maggior spessore… bisognava preparare la Chiesa, alleggerirla di criticità e fardelli; ed era necessario mettere il successivo conclave nelle condizioni di scegliere un pontefice che da un lato incontrasse il sostegno popolare e dall’altro avesse la forza per proseguire nelle riforme. Quella forza che Ratzinger sapeva di non avere”).

La terza parte (Sesso) è quella che è stata maggiormente anticipata dalla stampa, che troppo spesso riconduce le questioni ai minimi termini, possibilmente scandalistici. In realtà le ultime settanta pagine dell’opera – che includono rivelazioni, riportano l’intervista a un ex “chierichetto del papa”e pongono un’ottava domanda (esiste una lobby gay in Vaticano?) – sono il capitolo di una tesi articolata e completa, che interseca anche questo tema scabroso e doloroso per le vittime e per chi vorrebbe credere in una Chiesa che sostituisse alla trinità del sangue-soldi-sesso la trilogia della vita-disinteresse-amore…

Bruno Elpis

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