Narrativa

Perché tu non ti perda nel quartiere

Modiano Patrick

Descrizione: Jean Daragane, scrittore parigino vicino alla settantina, vive in totale solitudine, fuori dal resto del mondo. Una sera, però, dopo mesi in cui non ha letteralmente parlato con nessuno, il telefono di casa squilla: si tratta di un uomo che dice di aver ritrovato la sua agenda, perduta su un treno. Daragane inizialmente è recalcitrante a incontrarlo; rompere il suo isolamento gli costa, e i numeri segnati su quella rubrica non gli interessano più. Ma infine accetta un appuntamento. E cosi che conosce l'ambiguo, mellifluo Gilles Ottolini e la sua sottomessa e giovane compagna, Chantal Grippay. L'appuntamento farà ripensare Deragane al suo primo romanzo e gli farà rivalutare una serie di dettagli a suo tempo trascurati che lo porteranno a riscoprire l'importanza della memoria, della nostalgia e dell'amore rimosso, ma mai sopito.

Categoria: Narrativa

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno: 2015

ISBN: 9788806226558

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Patrick Modiano riprende nella sua ultima opera, intitolata “Perché tu non ti perda nel quartiere”, temi cari a lui e alla letteratura francese, come preannunciato e condensato nella citazione iniziale di Stendhal (“Non posso restituire la realtà dei fatti, posso solo presentarne l’ombra”).

Jean Daragane è uno scrittore misantropo (“Quella sensazione che gli altri si allontanino da te a poco a poco”) e scostante (“Quando era più giovane approfittava di ogni minima occasione per piantare in asso le persone”), che tende a isolarsi sempre più dalla realtà (“Non parlava con nessuno dall’inizio dell’estate”). Improvvisamente viene contattato da Gilles Ottolini, un individuo losco (“Ma la voce di poco prima non gli aveva ispirato fiducia”), che dice di aver ritrovato il suo taccuino (“È per il suo taccuino degli indirizzi, signore. L’aveva perso un mese prima su un treno che lo portava in Costa Azzurra”). Ottolini confessa di aver sbirciato tra le pagine e di avervi ritrovato un nominativo che lo interessa (“C’è qualcuno di cui ho trovato il nome nel taccuino. Le sarei grato se volesse darmi qualche informazione su di lui…”). Daragane oppone ai tentativi di approfondimento di Ottolini una resistenza difensivistica (“Nessun nome apparteneva a persone che avevano contato qualcosa nella sua vita: di quelle non aveva mai avuto bisogno di annotare i recapiti e i numeri telefonici”), ma al contempo – anche grazie agli indizi che gli vengono forniti da Chantal Grippay, la donna legata a Ottolini da un misterioso rapporto (“Sembrava che fosse abituata a ubbidirgli”) – si lascia coinvolgere sempre più (“Come una puntura d’insetto che all’inizio ti sembra molto lieve”) dagli sviluppi di quella vicenda e avvia una ricostruzione del passato, dal quale fuoriescono la tenuità del rapporto con i genitori, una foto tessera che scatena ricordi sepolti (“Bambino non identificato. Perquisizione e arresto Astrand, Annie. Frontiera di Ventimiglia. Lunedì 21 luglio 1952”), un nome di donna, Annie Astrand, una casa (“Alla Maladrerie ha abitato strana gente…”) dal passato indiziario (“Come dice il suo nome, è stata costruita dove sorgeva un antico lebbrosario”) che custodisce le sensazioni confuse di un bambino (“C’era un grande via vai in quella casa…A volte arrivava gente anche in piena notte…”).

Tempi (“Passato e presente si confondono, e sembra naturale visto che erano separati soltanto da una parete di cellofan”), luoghi e segnali (“L’abito nero con le rondini era sempre appoggiato sullo schienale del divano”) s’intrecciano nella meticolosa ricerca che Daragane (la controfigura di Modiano?) compie per interpolare buchi e ombre della memoria, tracciando attraverso la creazione letteraria un percorso esistenziale da emendare e ricostruire (“Anche lui, in più di quarant’anni, aveva inserito uno spazio bianco al posto del periodo in cui scriveva il suo primo libro e dell’estate in cui girovagava da solo con in tasca un foglio piegato in quattro: PERCHÉ TU NON TI PERDA NEL QUARTIERE”). Parigi è più che mai città dai circuiti misteriosi, da praticare passando da un indizio all’altro (“Era un frammento di realtà contrabbandato, uno di quei messaggi personali inviati attraverso un annuncio sul giornale e che una sola persona è in grado di decifrare”), osservando edifici che si conservano nel tempo o che il tempo demolisce e trasforma (“Sarebbe andato alla ricerca di scale segrete e porte nascoste”), tra identità mutevoli (“La targhetta dice Joséphine Grippay, ma ho cambiato nome di battesimo”) e toponomastiche che realizzano le sorprese di un’esistenza criptata da decifrare e interpretare (“Perché alcune persone di cui neppure sospetti l’esistenza, che incroci una sola volta senza mai più rivederle, recitano fra le quinte un ruolo così importante nella tua vita?”).

Il risultato rimane lì sospeso: non cerchi il lettore la soddisfazione integrale di ogni quesito razionale. Non la troverà. Perché anche il lettore, come il protagonista, dovrà identificarsi nelle approssimazioni risolutive o nella vaghezza atemporale che aleggia su pagine scandite da telefonate incalzanti che assumono sempre più tonalità minatorie ed enigmatiche (“Un respiro, all’inizio regolare poi sempre più affannoso, e una voce lontana…”).

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Patrick

Modiano

Libri dallo stesso autore

Intervista a Modiano Patrick

Può l’insegnante riappropriarsi del suo ruolo e nello stesso tempo parlare un linguaggio più vicino a quello degli studenti? E’ possibile sfruttare tutte le informazioni che sono già accessibili agli studenti tramite i diversi canali dell’era della comunicazione? E’ possibile tornare ad essere quelle figure di riferimento e orientamento fondamentali nella società civile in modo da essere la guida capace di insegnare ad apprendere da soli? E’ possibile fare in modo che i ragazzi si sentano più responsabili del loro apprendimento? Il flipped learning, l’approccio proposto in questo volume, consiste nell’invertire il luogo dove si segue la lezione (a casa propria anziché a scuola) con quello in cui si studia e si fanno i compiti (a scuola anziché a casa). In queste pagine gli autori presentano questa modalità didattica, dando ampio spazio al racconto di esperienze e buone prassi realizzate a livello nazionale e internazionale.

La classe capovolta

Maglioni Maurizio Biscaro Fabio

Da sempre Clare Moorhouse ama camminare nella folla di Parigi, fra i boulevard e gli stretti vicoli del quartiere latino. Tra gli sguardi frettolosi dei passanti, passi svelti e mani che si sfiorano per sbaglio, Clare riesce a essere sé stessa completamente. Solo in mezzo a completi sconosciuti si sente al sicuro. Nessuno può riconoscerla, nessuno può scoprire il segreto che da anni custodisce nel cuore, nemmeno il vento di primavera che le scompiglia i capelli biondi. Ma oggi è un giorno speciale. Clare ha appena saputo di dover organizzare una cena importante per suo marito, un diplomatico in carriera. Forse per lui è arrivato il momento di ottenere la tanto attesa promozione ad ambasciatore. E tutto dipende dalla cena che Clare ha appena dodici ore per definire. Un compito che può svolgere solo lei, abituata a rendere ogni ricevimento impeccabile. Per lei non è mai stato un problema, eppure oggi, mentre sceglie le primule da mettere nel centrotavola o corre al Bon Marché per gli ingredienti più raffinati, un peso le tormenta l'anima. Perché il nuovo incarico per suo marito sarà in Irlanda. E Dublino è la città che nasconde il segreto dal quale Clare ha cercato di fuggire per vent'anni. Tutta la sua vita perfetta, suo marito, i suoi figli e quello che ha di più caro sono in pericolo: oggi, tra la folla che l'ha sempre fatta sentire protetta, sono riapparsi gli occhi azzurri di un uomo che Clare credeva morto. Un uomo che è l'unico al mondo a conoscere il suo passato, e che adesso potrebbe spazzare via la tela di inganni così sapientemente intessuta…

Quando eravamo foglie nel vento

Korkeakivi Anne

Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l'Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l'altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di "In territorio nemico", tre giovani separati dalla guerra che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, cercano di ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell'occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell'isolamento, dell'amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. "In territorio nemico" è una nuova epica della Resistenza. Un'epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l'ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l'eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull'esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale in Italia.

In territorio nemico

«Gli inquilini», pubblicato originariamente nel 1971, è la storia di Henry Lesser, l'ultimo occupante di una palazzina di Brooklyn che deve essere abbattuta per far posto a un condominio di lusso. Nonostante i goffi tentativi di sfratto da parte del proprietario Levenspiel, Lesser non vuole abbandonare l'appartamento, perché lì ha iniziato a scrivere il suo romanzo ed è lì che intende terminarlo. Quando nella palazzina si trasferisce, per abitarci abusivamente, Willie Spearmint, anche lui scrittore, fra i due si instaura una rivalità che è al tempo stesso letteraria (Willie sembra decisamente più sicuro di sé rispetto alla propria scrittura) e razziale (Lesser è ebreo, Spearmint afroamericano) e che assume uno sfondo anche sessuale quando entra in scena Irene, la fidanzata, di Willie.

Gli inquilini

Malamud Bernard