Narrativa

PERDERSI

Genova Lisa

Descrizione: Alice ha lavorato sodo per raggiungere i suoi obiettivi e ora, a quasi cinquant'anni, sente di avercela finalmente fatta. Dopo anni di studio, di notti a base di caffè e libri di psicologia, ha coronato il suo sogno, è una scienziata di grido, insegna ad Harvard e viene chiamata dalle più prestigiose università per tenere conferenze. E poi c'è il suo più grande orgoglio, la famiglia: il marito John, un brillante esperto di chimica, che non riesce a trovare gli occhiali neppure quando li indossa, e i loro figli, Anna, Tom e Lydia, tutti e tre realizzati, anche se ognuno a modo suo. All'improvviso, però, tutto cambia. All'inizio sono solo piccole dimenticanze: una parola sulla punta della lingua che non riesce a ricordare, gli orari delle lezioni, il numero di uova nella ricetta del pudding natalizio, quello che prepara da più di vent'anni. E poi un giorno, dopo il giro di jogging quotidiano, Alice si ritrova in una piazza che è sicura di conoscere ma che non sa dove si trovi. Si è persa, a pochi metri da casa. Qui comincia il suo viaggio tra le corsie d'ospedale, a caccia del male che sta cancellando i suoi ricordi. Quando le viene diagnosticato l'Alzheimer precoce, tutto ciò in cui Alice ha sempre creduto pare sgretolarsi, il mondo intorno a lei sembra sfuggirle ogni giorno di più.

Categoria: Narrativa

Editore: Piemme

Collana: NumeriPrimi

Anno: 2010

ISBN: 9788866216049

Recensito da Nicoletta Scano

Le Vostre recensioni

Perdersi non è un libro facile da digerire, e nemmeno da leggere.

E’ una storia che fa paura, che fa tremare nel più profondo intimo, perché in fondo la malattia è ciò che ci spaventa più di ogni altra cosa, è il pericolo oscuro che non si nomina per scaramanzia, oppure si scandaglia fino all’analisi dei dettagli più terribili e morbosi con la stessa superstizione. Un morbo che insieme alla salute e alla vita si porta via la nostra identità, il passato e tutto ciò che abbiamo amato è ciò che di più tragico sappiamo pensare.

Di questa malattia, del morbo di Alzheimer, parla il toccante romanzo di Lisa Genova.

Io l’ho letto con la stessa trepidante paura e superstizione di cui parlo, e mi sono immersa in una storia difficile e dolorosa, che mi ha fatto soffrire insieme alla protagonista.

Una grande studiosa, insegnante ad Harvard, una madre e una moglie, vede soccombere la propria capacità, la propria identità di fronte all’inesorabile corso della malattia, che si porta via il viso dei suoi figli, il nome dei suoi colleghi, le scoperte scientifiche su cui ha lavorato per tutta un’esistenza accademica. Alice, la protagonista, giorno dopo giorno non ricorda che il caffè non le piace né quanti anni ha, non riesce più a finire un libro perché dimentica i capitoli letti, scambia un tappeto per un buco nel pavimento, si perde di fronte a casa sua e si scorda di lavarsi per giorni, urina nei pantaloni perché non trova il bagno nel suo appartamento.

E’ sorprendentemente naturale immedesimarsi nella narrazione asciutta e inesorabile dell’autrice, comprendere quanto la nostra vita possa cambiare, da un giorno all’altro, senza che sia possibile aspettare l’intervento di un deus ex machina che sistemi tutto, che regali pietoso un lieto fine.

Perdersi non è un libro per tutti, ma dovrebbe esserlo, perché in fondo non fa male riflettere per il tempo di un romanzo su quello che abbiamo, su quello che potrebbe finire, su quello che vogliamo dire in questo spazio di tempo che ci è dato.

L’interrogativo della protagonista, che la storia segue dalla comparsa dei primi sintomi sino a quando non può che cedere e perdersi, è una domanda universale, portata all’estremo dalla tragicità della malattia: quanto resta dietro di noi? Quanto della nostra essenza sopravvive alla nostra coscienza? E la nostra vera identità dove riposa, nel cuore o nella mente?

La risposta, ovviamente, non è altrettanto universale né scontata, ma se non vi spaventa versare qualche lacrima e acquisire qualche fobia vagamente ipocondrica, scoprire il percorso della protagonista potrebbe essere, in fondo, un bel viaggio.

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