Libri per ragazzi

Piccolo blu e piccolo giallo

Lionni Leo

Descrizione: Piccolo blu e piccolo giallo adorano giocare insieme. Ma quando si abbracciano diventano tutti verdi.

Categoria: Libri per ragazzi

Editore: Babalibri

Collana: Babalibri

Anno: 1999

ISBN: 9788883620034

Recensito da Antonella Di Martino

Le Vostre recensioni

Leo Lionni e il Minotauro

Mi sono affacciata nel magico mondo della letteratura per l’infanzia più di venti anni fa. Ero fresca di laurea a indirizzo psicopedagogico, non priva di  esperienza, esperta di giganti fiabeschi come i Grimm, Basile (non sapete chi è, ma senza di lui Cenerentola non esisterebbe) e Andersen (ma le sue non erano fiabe), erudita sull’esperienza di Bettelheim, Melanie Klein, Piaget, Gianni Rodari, ma soprattutto ingenua come una mammoletta. Credevo di avere ottime possibilità. Non avevo capito niente.
L’editoria è un mondo italiano, quindi la laurea è carta straccia e la meritocrazia una fiaba senza lieto fine. Un mondo piccolo, non troppo variegato, molto chiuso agli sconosciuti e alle novità. Anche qui, si tende a favorire i soliti noti e a ripetere le esperienze positive. La sperimentazione è considerata rischiosa e il marketing è venerato come una bacchetta magica, anche se di fatto miracoli non ne fa. Questo non significa che non ci sia spazio per la qualità: per fortuna o purtroppo, è soprattutto il singolo che detta le regole. In ogni caso, per chi desideri conoscere meglio questo ineffabile mondo, è consigliabile evitare alcuni miti fasulli, che circolano insistenti, sulle meraviglie dell’arte dedicata ai fanciulli.

 1) Scrivere per bambini e ragazzi è più facile e divertente che scrivere per adulti.
Un lavoretto part time per insegnanti, un hobby per vecchie signore, un passatempo momentaneo per scrittori seri. Un lavoro da donne, comunque, anche se è evidente che anche molti maschietti lavorano bene in questo campo.
Sciocchezze.
Posso parlare per esperienza: scrivere per bambini può essere davvero divertente. Del resto scrivere, per me, è comunque un’attività piacevole. Ma non è mai facile. E posso dire che scrivere per bambini è molto più difficile che scrivere per gli adulti. Il motivo è semplicissimo da spiegare: non siamo dei bambini. Non lo siamo più, e la nostra memoria è fallace, friabile, ingannevole.

2) Se non hai dei bambini, non puoi scrivere per bambini.
Bianca Pitzorno, una delle più grandi scrittrici per bambini italiane, figli non ne ha. Nemmeno Moravia e la Morante ne hanno avuti, eppure hanno scritto ottimi lavori per l’infanzia. Eccezioni? Anche se fosse, chiunque può aspirare a essere un’eccezione. Ma gli esempi non mancano, e non credo che ci sia bisogno di inserire una lista di nomi noti o meno. Le affermazioni discriminatorie come queste sono più fragili delle bolle di sapone: basta guardarle intensamente, per vederle esplodere.

3) L’editoria per bambini assomiglia al paese dei balocchi.
C’è chi lo dice anche dell’editoria in generale: un parco giochi per intellettuali e artisti, lontano da questioni come mercato, crisi e marketing. Invece anche la letteratura per bambini è una merce, da vendere al miglior prezzo. Non c’è pietà per gli angeli: tra gli editori e gli altri addetti ai lavori non mancano squali, sfruttatori di talenti e ladri. Bisogna imparare a riconoscerli, e a scansarli.

4) Il problema principale è salvaguardare la fragilità dei bambini.
Falso. Falsissimo.
Il vero problema è la fragilità degli adulti. La nostra fragilità.
In gran parte, appartengono a noi le ansie e le paure e anche la stupidità che proiettiamo nei nostri pargoli, che sono molto più robusti e svegli e battaglieri di quanto immaginiamo. Sì, l’età è quella dello sviluppo, ma proprio per questo la capacità di apprendimento è al massimo e l’energia a disposizione quasi inesauribile. Ma noi abbiamo paura per loro, e siamo timorosi e ansiosi e cagasotto (ammettiamolo) in generale. Così, si teme che un contenuto sia troppo scabroso o troppo difficile o inadatto, o comunque che il modo di presentarlo sia indelicato.
Poi c’è chi approfitta di queste paure per alimentare l’odio e l’ignoranza, e crea spauracchi più ridicoli delle zucche di Halloween, come “l’ideologia Gender”: un mostro feroce che si nasconde nei libri per ragazzi, determinato a confondere la loro identità sessuale. Una frottola patetica, ma è bastata a creare liste di libri proibiti. Tra gli autori considerati pericolosi c’è anche un capolavoro, tra i più conosciuti e venduti degli ultimi cinquant’anni: Piccolo Blu e Piccolo Giallo, del grande Leo Lionni.
A questo proposito, ricordo ancora un’antologia di racconti che conteneva alcune delle storie più truculente della mitologia greca: omicidi (di padri e madri e figli), torture (povero Prometeo), stupri (la passione di Zeus) e mostri in quantità. Una miscela esplosiva, sufficiente a traumatizzare eserciti di ragazzini suggestionabili. Ma l’editore si preoccupava perché a un certo punto citavo “l’erba”. Quella da fumare, intendo. Ma come, dopo il concepimento del Minotauro ci si preoccupa dell’erba? Contraddizione gigantesca. Eppure, l’editore aveva ragione. L’erba avrebbe potuto causare dei problemi. Per qualche genitore, ovviamente. Il mito, invece, andava di moda. La moda è, da sempre, un lasciapassare infallibile.
Questo esempio dimostra quanto è profonda l’irrazionalità e l’ignoranza nei confronti dell’infanzia. Meriterebbe qualche riflessione, se la voglia di riflettere ci fosse ancora.

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