Più che l’amore

Andreoli Annamaria

Descrizione: Venezia 1894. Un incontro fortuito. 36 anni lei, 31 lui. Duse e d’Annunzio attraverseranno insieme 10 burrascosi anni. Un breve tratto, ma per entrambi capitale: sia perché, col tempo, il Vate si sarebbe ravveduto, rimpiangendola; sia perché quella con d’Annunzio è la sola convivenza della Diva che, sul viale del tramonto, parrà prediligere la compagnia di giovani donne. Questo narra la vulgata confermata da oltre un secolo. Se corrispondono al vero passione, tradimenti e umiliazioni, sono da ribaltare i ruoli: fu lui la vittima e lei il carnefice. È quanto emerge dai numerosi documenti, sottoposti a nuovo esame con un’avvertenza: a varare la favola dei divi amanti fu Gabriele per suo tornaconto.

Categoria:

Editore: Marsilio

Collana: I nodi

Anno: 2017

ISBN: 9788831726290

Recensito da Luigi Bianco

Le Vostre recensioni

Più che l’amore di Annamaria Andreoli

Lui è perentorio: esige più che l’amore. Lei lo corrisponde a oltranza, recitando un trasporto da Baccante orgiastica: «Vorrei potermi disfare tutta, tutta, tutta! Tutto donare di me e dissolvermi»”.

Ci sono casi in cui la passione più terribile e più incredibile, i moti struggenti e rivoluzionari dell’animo umano, i sentimenti più genuini e profondi, e quindi catartici, entrano a pieno titolo nella nostra cultura e, di più, nella storia. Casi in cui il mito e l’epos e l’estasiante clamore mediatico rendono cuori tanto impenetrabili dall’esterno quanto deliranti, rapiti e vulnerabili nella loro più profonda intimità. Ed è proprio un amore tanto incredibile e angoscioso quanto travisato e non compreso a essere il protagonista di Più che l’amore, l’ultimo libro di Annamaria Andreoli. Lei è l’inarrivabile, celebre, divina attrice Eleonora Duse; lui il poeta vate, romanziere, drammaturgo, illustre Gabriele d’Annunzio, l’uomo dal vivere inimitabile. Un amore decennale – ma segnerà fino alla fine la vita dei due amanti –, turbato, estatico, in costante equilibrio fra momenti di inebriante e potente poesia e momenti di irriducibile distanza, di malumori mal repressi, di sentimenti contrastanti. L’incontro, il primo, avviene a Venezia, città che suggella l’amore e che sarà sempre presente nella vita e nei ricordi dei nostri divi. Da qui in poi partirà l’unione fra i due: unione insieme artistica, culturale, di vita, che traverserà due secoli e che continuerà, anche dopo la fine della relazione. Subito è leggenda, narrata, divulgata da voci e testimonianze spesso infondate, da amici o amanti dei due che a tutto aspirano tranne che al chiarore della verità. Lui, terribile profittatore, sarebbe stato in grado di piegare a suo vantaggio la passione, piena e illimitata, dell’attrice per raggiungere finalmente la fama mondiale; lei indulgente, generosa, vittima sacrificale di un progetto ben architettato e riuscito alla perfezione, donna che tutta si annulla per solo amore. Ma è giunto il momento di lasciare il posto, a pieno titolo, alle parole dei due amanti spogliate dal mito, tête-à-tête: migliaia le lettere spedite dalla Duse a d’Annunzio, tutte di irrevocabile teatralità e ricche della tragedia di una donna unica e per certi versi spietata; altrettante ne spedirà d’Annunzio, tutte però perdute, date alle fiamme nel vano tentativo di far tacere un uomo che può e sa essere caustico, ma non smette di essere puro, poetico. Gabriele non tace, non sa tacere. Tutto parla di lei: poesie, romanzi, diari, lettere non indirizzate all’amata. Riesce però, nel tempo, a plasmare un mondo, a costruire un mito con mura alte, invalicabili, tanto da rimanerne imbrigliato senza scampo, tanto da farle permanere intatte fino ai nostri giorni. Ma è la finzione stessa che crolla in lui, che lo rende vulnerabile di fronte alla sua poesia, di fronte ad Eleonora: a lei, solo a lei lo confesserà: «Sono un povero uomo».

Con le armi della grande narratrice e le basi solide di migliaia di documenti, Annamaria Andreoli riesce a demolire, pezzo per pezzo, un mito ingiusto che da anni grava sulla storia d’amore più famosa dell’epoca. È certamente un libro ricco, avventuroso, intrigante, un viaggio generoso e accattivante all’interno di due delle personalità più grandi e complesse della cultura italiana e mondiale. E ancora un giallo che restituisce alla storia la verità ultima e definitiva, brutale e poetica: Musa ispiratrice, definitiva artefice del periodo più florido di d’Annunzio, esaltatrice del poeta a livello mondiale, Eleonora Duse, fedele sempre e solo a sé stessa, sarà anche e soprattutto colei che strazierà, dilanierà, segnerà per sempre l’anima profonda di Gabriele, l’uomo: è lei, e solo lei, la carnefice. Il resto è leggenda.

Il blog di Luigi Bianco

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e barba

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( 1 commento )

Più che l’amore – Louis Book World

[…] Pubblicazione I-Libri […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Annamaria

Andreoli

Libri dallo stesso autore

Intervista a Andreoli Annamaria


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Sonetti reali di Jacopo Ricciardi, Iride, ed. Rubbettino

Sonetti reali di Jacopo Ricciardi

Ricciardi Jacopo

Un solitario viaggiatore nel bel mezzo di un deserto, guidato da una dolce musica. Un incontro di pugilato la cui vittoria si snoda ben oltre i confini di un ring. Una simpatica amicizia tra l'oscurità e la stretta morsa del sottosuolo. Un gatto che si aggira tra le pareti di una scuola, cercando una bambina smarrita. Un negozio che offre un ultimo, invitante premio per chi ha patito troppa tristezza. La vita e la morte... da sempre legate, da sempre amate e odiate. La vita, la morte e cinque storie legate a una melanconica armonia di sospiri spezzati.

L’armonia dei sogni spezzati

Carollo Fabrizio

Dopo l'acclamata trilogia della frontiera, il nuovo, atteso romanzo di Cormac McCarthy ha ancora una volta come sfondo il confine fra Texas e Messico. La storia è però ambientata ai giorni nostri, in un paese che, come annuncia il titolo, ha abbandonato i vecchi valori per cadere in preda a una violenza cieca e incontrollata. Questa violenza si incarna in Anton Chigurh, un assassino psicopatico munito di un'arma micidiale e di una pericolosa filosofia della giustizia. Il suo avversario, un uomo del passato che non sa farsi una ragione della ferocia del presente, è lo sceriffo Bell. Entrambi sono alla ricerca di Llewelyn Moss, un reduce del Vietnam che mentre cacciava antilopi sul Rio Grande si è ritrovato sul luogo affollato di cadaveri di una battaglia fra narcotrafficanti, e ha colto al volo un'occasione che si è rivelata troppo grande per lui. L'inseguimento si svolge lungo e oltre il confine, in un crescendo di suspense e violenza. Il destino di Moss, erede di tutti i cowboy di McCarthy e dei loro valori di dignità e onore, dipende da quale dei due inseguitori lo troverà per primo. Scritto in uno stile veloce e asciutto, crudo e implacabile come una premonizione di tragedia, con i dialoghi incisivi, decisamente cinematografici che rendono unica la scrittura di McCarthy, Non è un paese per vecchi riporta il lettore nei paesaggi del Sudest degli Stati Uniti, popolati da anime perdute, uomini che, «se uno li ammazzasse tutti, toccherebbe costruire una dépendance dell'inferno».

NON E’ UN PAESE PER VECCHI

McCarthy Cormac

Tra macchine per distillare dai romanzi la vita vera, manuali da tradurre dal russo, tutine stringipelle, speranze di vincere il premio Viareggio, Learco e Francesca si telefonano, si incontrano, cantano, decidono di andare a vivere insieme. Ma perché non scrivi un romanzo dove lo scrittore gioca con accostamenti generazionali molto ricercati e ben dosati a vestire ogni volta un sentimento che troppo spesso si dà per scontato di colori infiniti? chiede a Learco una voce di quelle che ha nella testa Eh, perché non lo scrivi? Con un interregionale lanciato sul far della notte nel cuore della vecchia Europa meridionale Learco va a trovare un’amica. Learco con questa sua amica canta tutto il pomeriggio e va in giro in autobus per Bologna, e quando sono insieme sull’autobus Learco sente l’odore del suo respiro. A Learco sentire l’odore del suo respiro è come se il mondo circostante gli arrivasse dopo essere passato per le vie respiratorie e i polmoni e i bronchi e tutti gli organi interessati di questa sua amica, si chiama Francesca, questa sua amica. Che schifo, dice a Learco una voce di quelle che stanno nella sua testa, al posto di un romanzo le cui pagine scorrano via al passo leggero di una lettura dal ritmo gradevole sorprendentemente femminile ma anche tenera aggraziata ironica e originale lui cosa ti scrive? Un romanzo d’amore. Con un titolo con in mezzo una virgola che fa venire gli sgrisori.

SI CHIAMA FRANCESCA, QUESTO ROMANZO

Nori Paolo