Poesia

Plethora

Rizzo Antonella

Descrizione: Il libro di Antonella Rizzo è ora sincopato e ironico, ora triste e pensoso ma sempre leggibile. Prende alla gola. Una poesia che non dà spazio a fraintendimenti, la sua. Dice Antonio Veneziani nella prefazione: “Il punto di convergenza…incatena alla pagina”. Un libro che va letto e assaporato come un vino d’annata, perché Plethora racconta il mondo odierno con i suoi cinismi (tanti) e con la sua poca poeticità.

Categoria: Poesia

Editore: Nuove Edizioni Aldine

Collana: Atelier Angelus Novus

Anno: 2016

ISBN: 788890899584

Recensito da Simone Pozzati

Le Vostre recensioni

Plethora

Non amo recensire i libri di poesia. Il verso è cosa sacra. Talmente liturgico da non dover essere spiegato. È fede, sincretismo puro. Spiegare le parole equivale a svuotarle di senso, ucciderle. Le rende gusci vuoti sputati dal mare. Eppure se appoggiamo la spirale delle nostre orecchie ad una conchiglia ne ascoltiamo ancora il rumore. Il flusso non si arresta, irrompe. Sentiamo le onde sbattere, come correnti di sangue sulle pareti delle nostre vene.

Parafrasare significa mettere i paraocchi ai cavalli. E credo sia essenzialmente più affascinante vedere correre un cavallo libero sulla spiaggia, piuttosto che in una gara all’ippodromo.

Allora siccome non amo recensire la poesia per tutti i motivi sopra elencati. Voglio perlomeno segnalarvi questo libro di Antonella Rizzo - Plethora. Possiamo sicuramente riflettere sul titolo: Plethora significa sovrabbondanza, in termini medici è la condizione di marcata prosperità dell’organismo attribuita a generica sovrabbondanza della massa di sangue circolante o all’aumento del numero dei globuli rossi.

Quindi questo suggerisce che tutto ciò che è in più per necessita forse va gettato sul foglio, e l’inchiostro diventa quindi sangue e umori. Anche se ciò forse non basta a liberare l’anima dai propri demoni. Certe nostre strutture possono venir smussate, da bravi chirurghi dell’anima i quali proviamo ad essere, ma certamente non possiamo modificare la nostra natura ex novo.

E da ex novo vorrei lasciarvi leggere una delle poesie contenute nella raccolta della Rizzo intitolata:

EX VOTO AL POETA

Sono qua
Ad aspettare il giorno
Con un canestro di verbi nuovi.
Il poeta, o chi conduce il tempo
È avvoltoio e Cerbero.
S’accoda all’umanità piangente
gode dei languori mai narrati
similitudini tra mali,
al lavoro alacre dei Pastori
nei lanzichenecchi globali
dei nostri giorni.

Non mi resta che lasciarvi a un estratto della prefazione del libro, curata da uno dei più grandi poeti italiani, Antonio Veneziani.

Non è facile classificare i poeti, vivono e prosperano, tutti, in zone d’ombra, anche quando agiscono in piena luce e parlano di sole e riverberi.

Antonella Rizzo poi è più sfuggente ancora, cambia pelle ad ogni libro pur restando la sua una voce sicura, potente, piena di sfumature e di colorazioni, modulata anche nell’urlo, dato che per lei la parola è prosecuzione del dire e del fare. Un poetare che viene dal sangue e nel sangue del lettore va a depositarsi.”

Buona lettura.

Simone Pozzati

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In copertina il dipinto L’iride del tempo della pittrice Emanuela Del Vescovo

Il sito web di Antonella Rizzo

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