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Poesia

Poesie di Franco Di Carlo: La conoscenza – parte prima

a cura di Franco Di Carlo

La conoscenza – parte prima

Pubblichiamo – in tre parti a partire da oggi – la silloge poetica di Franco Di Carlo intitolata La conoscenza.

Ringraziamo Franco per aver affidato alla nostra testata giornalistica l’onore di diffondere questi componimenti così raffinati e sfidanti, versi nei quali sensibilità poetica e profondità filosofica si fondono per interpretare e comunicare i contrasti tra essere-esistere, unità-pluralità, assoluto-relativo, realtá-nulla, essere-non essere, luce-tenebra…

La poetica di Franco Di Carlo si caratterizza per una ricerca espressiva che diviene ontologia, affontando a viso aperto il senso del limite imposto dalla lingua italiana, nella ricerca di radici classiche, nella visualizzazione di immagini mitologche, nell’analisi intuizionistica di noumeni e fenomeni. Ma preferiamo che sia Lui,  il nostro Poeta, a definire attraverso le sue parole  – ove  ciò sia possibile – la sua Opera:

“Queste poesie fanno parte di un ‘discorso’ poetico iniziato negli anni Ottanta e proseguito fino a oggi: si tratta di una poesia filosofica (ontologica e metafisica), manieristica (nel senso più alto nobile e profondo) e spirituale. Una poesia sicuramente, non solo e non tanto nuova, ma anche e sopra tutto ‘diversa’.”

La redazione di www.i-libri.com

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La conoscenza

Passi e passaggi

Tenui schegge affrettano il passo.
Coraggio! Abbraccia l’inquietudine,
poeta impotente e lasso,
il disagio della depressione
spegne il fuoco. Annienta
la fragile scorza della solitudine.
Disperde l’esile raggio incombente,
annulla l’euforia della mente
nel labile passaggio dell’abitudine.
Unità infinita dell’essere e dell’ente.
Nella ripetizione dell’assuefazione.

Il ramo d’oro

Umida e triste estate dove le ninfe fluttuano eccitate
nel lago danzano panici balli
alchemici trastulli, ansimando mitici scandali
e magie negli abissi algosi,
antico rituale di Eros
tra foschi boschi di rami d’oro.
Ma dov’è finita la luce?
sull’isola tramonta la luna.
sola attende Diana tremante
l’alba lustrale a levante.
Nuda orrida visione necessaria per
sperare nella salvezza della liberazione.

Parole leggere

I corpi si muovono in spazi immensi.
Nel vuoto accertano la loro consistenza
materiale, da cui ricevono sostanza
e forma, atomi primari indivisibili
semi-eterni dell’essere, schemi immutabili.
Caos è il mondo. Illimitati i mondi
nel viaggio incessante nel nulla,
sottili entità nel vento infinito
propagano onde nel vuoto.

nel caso libere si aggregano
e incontri necessari producono.
Situazioni imprevedibili determinano.
In questo mondo io vivo
senza timori e mi dedico al piacere.
E scrivo parole leggere
della realtà che scorre,
come un fiume che forma piatte e gorghi
moti vorticosi circolari
e calme distese regolari,
senza interruzioni o certe previsioni.

in questo mondo io vivo,
in armonia totale
nel corso naturale.
Non cerco brutale appagamento
di istinti e desideri,
ma piena adesione
alla verità della condizione
umana, alla sua autenticità
all’infelicità della sua fragilità.

io so che dio è lontano, ormai assente
dall’umile e piccola mente
dell’uomo: un progetto insignificante
è il suo intervento sulle cose
umane. Anche la morte
è lontana e assente.
La sua provvisoria sorte
Esiste quand’egli non c’è più.

L’ordine universale

Una poetica fascinazione
gli fa muovere alberi e monti,
soggiogare ogni specie animale,
vincere l’impietosa legge della morte.
Segno universale
dell’allegoria dell’artista, forte
d’un canto prodigioso e divino.
Risuona la voce di Orfeo.
D’improvviso emerge, circonfusa
di fama e d’avventura,
dal buio del passato. Ode pura
che vola sul capo tra uccelli
e pesci balzanti dall’acqua azzurra.

Musa pindarica avvicina
apollinea melodia magica.
Simonidea parola soccorre
lo strazio del viaggio.
Tragica salmodia vola
sulla torre del borgo,
tra le donne di Tracia
e le bassaridi infuriate dall’oltraggio.

La realtà

Ormai desiste dalla sua unica
peculiare proprietà l’invenzione
speculare una verità diversa
altra in dialettica relazione
con la realtà così com’è
naturale e esistenziale
in vista di un suo razionale
superamento nel segno non conflittuale
d’una ragione che identifica
verità valori realtà

La luce della notte

La luce diretta e pura è rara.
Si può vedere solo nella notte
riflessa nella conoscenza del Sacro
e del Mito dell’illuminazione
mistica e della sua contemplazione.
Metamorfosi dispersa
nella lacerazione del divino,
gnosi infinita mobilità,
trasformazione in libertà, esperienza
ultima della fine dei tempi.
Visione totale dell’al di là
che si rivela nell’estasi
notturna e incosciente del delirio.

La saggezza degli angeli

sensazioni pensanti dolci avidità
impazienti riprese dell’aldilà
il tuo volto è lineare e mosso
ombra inquieta della melanconia
sconosciuta mancanza dell’erranza
placa la tempesta e la festa
ripete il suo verso la saggezza
degli angeli la loro tenerezza
lamentoso querulo adolescente
malato melanconico poeta
fuggi nella sapienza della mente
in cerca della definitiva quiete

La voce dell’innocenza

Il mistero della totalità
incommensurabile all’unità.
lontana originaria presenza,
rituale magico dell’aura poetica
che la massificazione esibisce
espone, a tutti accessibile
tecnicamente riproducibile
nella sua ormai perduta inavvicinabile
qualità, inconciliabile
valore della perenne contraddizione.
Specchio d’un eterno conflitto
in attesa della liberazione
dalla mercificazione e dal consumo,
indotto dal libero mercantilismo
dal dominio del facile ottimismo
del progresso, in vista della redenzione
della soggettività negata.
Ti affido dunque il compito
di ricomporre in Versi l’ordito
espressivo dell’allegoria
voce dialettica dell’innocenza.

Franco Di Carlo

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