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Poesia

Le ecopoesie di Marcia Theophilo

a cura di Redazione i-LIBRI

Proponiamo una selezione, per stralcio, delle ecopoesie di Marcia Theophilo, consigliando di visitare il sito (http://www.marciatheophilo.it) della poetessa che interpreta con i suoi versi tanto l’urlo del pianeta ferito, quanto la voce e la musica della foresta amazzonica. E, per dirla con Fulco Pratesi: “Perché, come ormai tutti sanno, più che da aride motivazioni economiche o precise istanze ecologiche, è dall’emozione suscitata da ecopoesie come queste di Marcia Theophilo, che può crescere e rafforzarsi quel movimento in difesa della silva per la quale, da sempre, il WWF è in prima linea. E continua a combattere, con lei”.

La redazione

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I bambini giaguaro

I

È immobile la terra, quando la dea Giaguaro
entra di notte nel villaggio
e con lei Urucú, Pajurá Jupicahy,
Tauarí, Ararí, Mangalô
i volti illuminati, un fascio di luce
balla un guerriero dentro ognuno

II

è lei la divinità Giaguaro.
Apre l’universo chiuso scuro
la conchiglia, nido di tutti gli esseri
Murucú Maracá

III

i bambini guerrieri
– ciascuno incarna un mito –
hanno cinture di paglia intrecciata
ornate di penne di arara
orecchini di Penne di arara
collane di unghie di giaguaro
bracciali di conchiglie di fiume

….

 

Maracujà

Al calare della sera quando oscilli
tra le tue lunghe foglie lanceolate
mi prende la passione al tuo sbocciare
stelle vaganti, fiori, vistose stelle
ermafrodite: maracujà-cobra
maracujà giallo, maracujà-açù.
Ma presto ti separi dallo stelo, delicato
cilindro, perdi per sempre il tuo fiore,
supplichi invano, coperto dalle foglie
verde sonorità soavemente scompare.
Fiore, tu illumini i miei rami
ai primi ritmi del mattino
canto d’uccelli e di grilli
lontani tamburi – poi cadi e muori
per dare vita al frutto:
la foresta spalanca la sua bocca
nell’umido terreno ti riceve
dentro al Kulenè, Grande Xingu
i tuoi petali sparse sulle onde.

Tatu-bola

Divertente guerriero
corazzato e prudente
quotidiana fatica
di grande scavatore
uno scrigno, il suo corpo
nelle notti di luna
s’infila nella terra
timorosa bestiola
con grand’abilità
getta terra all’indietro
un tunnel, suo rifugio e dimora,
lo protegge dal giorno
all’imbrunire appare
dentro la terra, tetto a forma di cono
mentre la luna va senza memoria.
Tatù-bolìnha, piccola sfera
rotonda, musica che non
si spegne, in tondo sopravvive
lungo ore ed ore
lui, da dentro la terra,
segna il ritmo ai tamburi
dentro-fuori sospeso
Tatù-bola. Suonatore.

Rio Madeira

Il pesce impazzito naviga per il fiume
senza una direzione, le acque
non sono più le stesse, è confuso
masticò qualcosa dallo strano sapore
non avverte più nulla, sapori
colori, gli odori.
Di nuovo gira, gira; si nutre
di un foglio di plastica.
Percorre un fiume sconosciuto,
scuro, i pesci sono diversi.
Correva e navigava
oggi, il pesce impazzito.

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