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Poesia

Poesie di Franco Di Carlo: La conoscenza – parte seconda

a cura di Franco Di Carlo

Poesie di Franco Di Carlo: La conoscenza – parte seconda

L’ombra del viandante 

Unico e irripetibile, al limite
estremo d’un tempo edenico,
E l’abitudine del quotidiano.
Mitica dimensione dell’esistenza
nell’ultima ora della notte,
quando oscura la colpa avanza
spettrale sull’ombra del viandante.

Le cose 

Porsi al di là per nascondere il senso
profondo delle cose e custodire
in sé l’opinione effimera
sul mondo: una modalità semantica
che traveste la volontà di verità
ed evoca le forme della trasgressione
crudeli e potenti dell’empietà,
le false maschere della voluttà,
L’al di là significa in realtà
riflessione al fondo, ultima scoperta
dell’alterità, una filosofia
differente che va oltre e interroga.

Il chiaro vento 

Nello spazio contratto della disfunzione,
nel tempo frantumato d’un passato
allucinato e d’un futuro svuotato:
una distanza annullata, non senso
labile vita dentro la dolce notte,
quando s’ascolta lento il chiaro vento

L’ultimo viaggio

Mi occupo dell’errore e del male
che insegna la verità e il bene
e che la parola incanta e esprime,
perché serva agli uomini, sia utile
con l’affetto devastante della morte:
altrove vitale eros maledetto
in bilico tra l’essere e il nulla,
lo sguardo addolorato del piacere
scivola sul vuoto metallico
dell’anima nuda, offre
il corpo alla resa inerme
dell’oltraggio della consistenza,
unica generosità concessa
prima dell’ultimo viaggio

Canzonetta

S’espande il tono, l’orchestra s’arresta.
I morti cantano in Stile monte verdiano
patetiche canzoni, stupende emozioni. Mistero
duro l’aggregato espressionistico
che esclude ogni colore estenuato.
Ne riprende forme barocche,
dorico diatonismo stravinskiano,
lineare polifonia isoritmica.
Cede l’estroversa mollezza, cade
e il gesto esornativo dà luogo
alla semantica dell’uomo reale e naturale,
alla sua storia e stratificazione,
tra paesaggi stravolti e crudeli
Homines sunt qui sunt…
ed esprime il nulla intenso
e vibrante, metallica visione.
Tensione al forte-piano, tripudio
acido e corrosiva dissolvenza
dello stupito mondo solo e straniato.
Notte oscura consegna confusa
mente lenta crepuscolare ombra
ribelle e pertinace: luis caro verbum canta.
Terra senza sapere, sapore sudore.
Eppur vitale pare il niente, resurrectio
et vita; ferita al centro, schiva,
dolce incontro, piegata sì ma viva.
Afflitta e annegata eppur graziosa e casta.
Gabbie dipinte in cuore, nel sangue e nell’anima.
Vasta lauda landa sul calvario della beatitudine.
Rosso fiore nel chiarore fresco e dolce dell’oblio.

La sofferenza del linguaggio

Vuole, esperisce, liberato nella
fede e nel dovere e nella scienza.
Disincanto post-moderno, esproprio
d’ogni trascendenza e mostra l’inventario
del non-essere, luogo impervio
della cosa in sé, muta moda
rinunciataria alla vita alla volontà
positiva di potenza, unica verità
divenire eterno ritorno dell’uguale.
Lavoro cultura storia universale,
dominio del soggetto sul male:
sofferenza del linguaggio, immanenza
assoluta e post-divina che diviene
utopia né vecchia né nuova: progresso
o reazione (non fa differenza)
di fronte alla critica dialettica
o negativa d’ogni forma di coscienza.

I libri del mistero

Congetture revocabili i principi delle cose.
Vane regole falsificabili, decostruzioni
ultime e prime della totalità
del reale. Divagazioni analogiche.
Illuminazioni diffuse nell’espansione
del finito, al di là dell’arcano,
della logica dell’Economia Tecnologica e
della contingenza della politica.
Alchimie devastanti, ferrea legge
del denaro, riduttiva e quantitativa.
Ormai sono finiti gli emblemi della metafisica,
vuoti antidoti alle procedure della scienza,
finzioni da rimuovere, Enigmi provvisori

Conoscenza e errore

Vive l’esperienza, incessante fluire
delle determinazioni, immediate sensazioni:
è già perduto l’io-creatore faber
di sé e del mondo: non ha più voce,
puer in lutto, privo di certezze
in balia dell’errore senza conoscenze,
del principio del piacere e della realtà.
Inibito istinto represso individuo,
moderno mutilato, anche se vivo.
Credente nuovo sognatore nell’estetica
passione, utopica visione d’una immaginaria
gaia scienza, erotica erratica, civile
poetica: progetto attivo di fusione
di senso e illuministica ragione.

Franco Di Carlo

A questo link trovate la prima parte della silloge.

Prossimamente pubblicheremo la terza e ultima parte de La conoscenza.

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