Narrativa

POI, HO SMESSO

Green Sofia

Descrizione: Quando "nel mezzo del cammin della propria vita ci si ritrova per una selva oscura ché la diritta via era smarrita" è un buon momento per capire cosa si vuole dal proprio futuro. Ed è in uno di questi momenti che la protagonista si ferma un istante a riflettere sulla propria vita, comincia a prendere consapevolezza di sé e cerca di svincolarsi dalle pressioni sociali ritrovando così i suoi desideri che pian piano comincia a perseguire. Vuole ritrovare la magia di un sogno che si tramuta in realtà e rimettere equilibrio nelle amicizie. Scopre il potere del no, e di quanto a volte possa essere una parolina positiva. Così nel suo cambiamento ritrova il suo essere e l'amore.

Categoria: Narrativa

Editore: Elmi's World

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788897192213

Recensito da Francesca Barile

Le Vostre recensioni

Alla soglia della fatidica boa degli “anta” quasi tutti tendono a fare un bilancio della propria vita, ma non sempre il resoconto è positivo. E’ quanto accade alla protagonista di “Poi, ho smesso“, che, pur essendo una donna apparentemente appagata con un matrimonio lungo tre lustri contratto con il fidanzato conosciuto a sedici anni, il lavoro avviato in uno studio legale e le agevolazioni della figlia unica di famiglia borghese (figlia di figli unici) si accorge in realtà di aver sbagliato quasi tutto.

Il racconto, tratteggiato con pennellate sicure e azzeccate descrizioni (da rilevare l’amore autentico che l’autrice, veneta, nutre per la Puglia, di cui si decantano colori e sapori con sincera partecipazione), copre un arco temporale di un anno, quello che precede il quarantesimo compleanno di Sofia.

La scrittrice verga con piglio sicuro i vari capitoli suddivisi in mesi, ciascuno dei quali segna un tassello nella progressiva rinascita spirituale della Green, forte di una ottima padronanza del testo scritto. Memorabili e adeguati gli aggettivi attribuiti a ciascun personaggio affacciatosi nella vita della protagonista, a ciascun luogo frequentato da lei, ai suoi stati d’animo.

Il lettore è guidato passo passo dalla protagonista nel suo cammino e impara a conoscerne le amicizie, le relazioni, i sentimenti più reconditi.

Forse è da rimproverare alla Green un’eccessiva tendenza al manicheismo più spicciolo: il marito è delineato marcatamente al negativo, sembra un uomo totalmente privo di pregi, mentre altri personaggi incontrati sono al contrario fondamentalmente e quasi esclusivamente positivi.

Vicenda di vita, manuale sull’autoconsapevolezza, seduta di psicanalisi, “Poi, ho smesso” è questo e tanto altro, unito a una rara piacevolezza e abilità di composizione. Una buona e scorrevole lettura consigliata a chi condivide con l’autrice età e bisogno di rendicontare la propria esistenza, ma anche a chi è lontano da quella soglia perché giovane o di età non verdissima.

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Tra macchine per distillare dai romanzi la vita vera, manuali da tradurre dal russo, tutine stringipelle, speranze di vincere il premio Viareggio, Learco e Francesca si telefonano, si incontrano, cantano, decidono di andare a vivere insieme. Ma perché non scrivi un romanzo dove lo scrittore gioca con accostamenti generazionali molto ricercati e ben dosati a vestire ogni volta un sentimento che troppo spesso si dà per scontato di colori infiniti? chiede a Learco una voce di quelle che ha nella testa Eh, perché non lo scrivi? Con un interregionale lanciato sul far della notte nel cuore della vecchia Europa meridionale Learco va a trovare un’amica. Learco con questa sua amica canta tutto il pomeriggio e va in giro in autobus per Bologna, e quando sono insieme sull’autobus Learco sente l’odore del suo respiro. A Learco sentire l’odore del suo respiro è come se il mondo circostante gli arrivasse dopo essere passato per le vie respiratorie e i polmoni e i bronchi e tutti gli organi interessati di questa sua amica, si chiama Francesca, questa sua amica. Che schifo, dice a Learco una voce di quelle che stanno nella sua testa, al posto di un romanzo le cui pagine scorrano via al passo leggero di una lettura dal ritmo gradevole sorprendentemente femminile ma anche tenera aggraziata ironica e originale lui cosa ti scrive? Un romanzo d’amore. Con un titolo con in mezzo una virgola che fa venire gli sgrisori.

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