Narrativa

Post office

Bukowski Charles

Descrizione: Henry Chinasky, abituale alter ego di Bukowsky e protagonista in prima persona di questo romanzo, ha deciso di lavorare come postino. Superati non senza affanno i test d'ammissione, si ritrova con la borsa di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo per la periferia di Los Angeles. Perennemente in ritardo, vessato dal capufficio e insofferente ai regolamenti, si scontra ben presto con la rigida e burocratica macchina organizzativa. Tra sbronze e scommese all'ippodromo, Chinasky trova il tempo per vivere una degradante storia d'amore con Betty, per sposare una texana ricca e ninfomane da cui verrà abbandonato e infine per licenziarsi.

Categoria: Narrativa

Editore: Tea

Collana: Teadue

Anno: 2009

ISBN: 9788850218196

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

In “Post officeCharles Bukowski stila l’autobiografia dei suoi “primi cinquant’anni”. Protagonista del romanzo è infatti l’alter ego del Buk, Henry Chinaski, che narra le propria gesta di postino (“Sì signora, solo bollette”) nel difficile conflitto tra sregolatezza della vita privata e impostazione di un impegno lavorativo fisso. Il rifiuto delle regole gli procura continui richiami, spesso scritti, ma dai fatti raccontati si ricava anche il profilo  umano e apprezzabile di un uomo sensibile nei confronti dei colleghi più sfortunati, nemico del potere e critico rispetto all’alienazione indotta dai sistemi produttivi.

Mentre i giri-posta e i defatiganti ritmi temporizzati obbligano il postino – prima supplente e poi definitivamente assunto – ad adattare il proprio spirito ribelle e insubordinato a un regolamento inflessibile (“Stone arrivò di corsa con la sua ammonizione. Diceva che era contro il regolamento e le regole tenere oggetti sopra il casellario”), sullo sfondo scorrono le convivenze dello scrittore: prima con Betty, poi con la miliardaria Joyce (“Non mi opposi al divorzio, non andai in tribunale. Joyce mi lasciò la macchina”), con la procace e truffaldina Mary Lou  e infine con  Fay (“Lo so che vuoi salvare il mondo. Ma non puoi cominciare dalla cucina?”), dalla quale Henry ha una figlia (“Allora non sapevo che un giorno sarebbe diventata una bella ragazza che mi somigliava come una goccia d’acqua…”).
Chinaski intanto sostiene il terribile esame che decima i candidati aspiranti postini, ricorrendo a una tecnica mnemonica tutta bukowskiana (“Be’, presi il fascicolo dell’esame e associai tutti i dati da imparare al sesso…”). Il lavoro procede tra alti e bassi (per la verità più bassi che alti), ma la capacità di sopportazione giunge al capolinea: la resa è definitiva, il lavoro alle poste non fa per lui…

Post office“ rimane un’opera fondamentale per ritrarre l’icona dello “sconvolto”, che tanta presa avrà su molte generazioni coeve e successive, e per fotografare un disagio personale e sociale che rimane sempre in superficie, appeso alla rappresentazione esteriore del personaggio sopra le righe…

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Charles

Bukowski

Libri dallo stesso autore

Intervista a Bukowski Charles


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Scultore è colui che plasma, modella, incide la materia, sia essa pietra, ferro, legno, bronzo, terra o altro ancora. Il suo lavoro è volto a realizzare un soggetto già ben definito nella sua mente, frutto di disegni, modelli, progetti. Io non mi ritengo scultore, ma piuttosto l'esecutore di progetti, modelli, disegni di una grande maestra: la natura. Miei collaboratori sono il vento, la pioggia, il gelo, il fulmine, il passare inesorabile del tempo. Quante volte ci siamo chiesti se un albero può provare delle emozioni: ebbene io sono convinto di si, anzi può amare così tanto da dar forma a questo amore nelle sue radici che rimarranno anche dopo la sua morte, così come le radici del nostro passato rimangono vive dentro di noi, se sapremo interrogarci sul trascorrere inesorabile del tempo e con gli occhi spalancati sul mondo tornare bambini a sognare l'universo.

L’anima segreta del bosco – Il poeta del legno

Germena Luca

L'autrice di Paura di volare fa il punto sulla donna del terzo millennio. Un ritratto affettuoso che le donne vorranno leggere per capirsi e gli uomini per cercare di capirle.

Cosa vogliono le donne

Jong Erica

Dopo il successo della trilogia dei noir marsigliesi - Casino totale, Chourmo, Solea - Jean-Claude Izzo, ha scritto questo romanzo altrettanto "nero", altrettanto impregnato di quella nostalgia per una felicità impossibile che è una nota caratteristica della sua scrittura. Il sole dei morenti non è un giallo, come non erano solo dei gialli i suoi romanzi precedenti. È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l'amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.

Il sole dei morenti

Izzo Jean-Claude

La detective ipovedente Blanca e i suoi colleghi, il commissario Martusciello, l’agente scelto Carità, Liguori e Micheli, si ritrovano a dover risolvere due casi che sembrano scollegati: il traffico di animali illegali provenienti dall’estero e la morte di una donna, apparentemente avvenuta a causa del morso di un ragno, rarissimo e letale. Nel primo caso, delle circostanze fortuite porteranno a galla indizi che provocheranno la morte di due veterinari, mentre il secondo caso sembra opera di un assassino seriale che usa i ragni come armi, ma le vittime non sono collegate in alcun modo. Nel commissariato regna l’anarchia, ognuno conosce solamente un pezzo dell’indagine e spesso lo nasconde agli altri, il puzzle fatica a comporsi fino all’ultimo perché le vicende private dei personaggi si ergono come muri tra di loro: ognuno come un animale ferito cerca con le proprie forze di aprirsi la strada verso la verità, senza accorgersi di essere mutilato lontano dal resto della squadra. Blanca si dibatte nei suoi sentimenti per Liguori e cerca un riparo nell’amore di Micheli, pur non ricambiandolo. Di tutte le bestie che abitano questo romanzo è proprio Blanca la più selvatica.

La danza dei veleni

Rinaldi Patrizia