Saggi

PPP Pasolini, un segreto italiano

Lucarelli Carlo

Descrizione: 2 novembre 1965: sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia, il corpo massacrato di Pier Paolo Pasolini viene trovato da una donna alle sei e trenta del mattino. Un omicidio, come si sa, che la giustizia ha attribuito a un “ragazzo di vita”, Pino Pelosi detto “la Rana”, ma intorno al quale ruotano ancora dubbi e teorie complottistiche. Ma come si arriva a quella morte? Cos’è successo a Pasolini nelle ultime ore di vita? A questa domanda Lucarelli cerca di rispondere con testimonianze inedite e indagini personali, ma anche attraverso ricordi privati e riflessioni, incontri, storie, frammenti di un mosaico in cui alla fine troveremo rappresentati noi italiani e cosa siamo diventati dopo quella tragica notte.

Categoria: Saggi

Editore: Rizzoli

Collana:

Anno: 2015

ISBN: 9788817083812

Recensito da Elpis Bruno

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Dal 2015, anno di  PPP Pasolini, un segreto italiano di Carlo Lucarelli  e quarantesimo anniversario della morte del poeta di Casarsa, Pasolini furoreggia nei dibattiti, nei convegni, nelle pubblicazioni di vario taglio.

Tono e impostazione dell’opera di Lucarelli (“Parliamo della morte di Pier Paolo Pasolini, e non da un punto di vista estetico o letterario… ma criminologico”)  traspaiono dal titolo del libro (“Insomma, non sono Misteri, quelli. Sono Segreti. Segreti Italiani.”) e aderiscono al profilo dello scrittore, protagonista di trasmissioni televisive sui casi noir e mistery.

Dopo qualche definizione discutibile (“Pier Paolo Pasolini è uno dei padri (nobili) del noir italiano”) e paragoni dello stesso calibro (“PPP per me era come Luigi Tenco”), passando per una sommaria analisi più quantitativa (sulle vittime) che qualitativa degli anni di piombo, Lucarelli assume un paio di presupposti – i troppi traumi rilevati dall’autopsia; i troppi chilometri percorsi in quella notte; il furto delle “pizze” di Salò – per formulare la sua tesi sulla “verità” processuale consolidatasi attraverso i meccanismi della giustizia (“La Corte di Cassazione … esaminati gli atti, conferma le condanne precedenti e l’esclusione del concorso con ignoti”): un delitto a sfondo omofobo, non certamente un omicidio preordinato a tacitare l’eretico (“Non si uccide uno scrittore soltanto per questo. Per un romanzo”), il corsaro, il conoscitore delle occulte trame (“Io so…”) che si apprestava a chissà quali rivelazioni sull’Eni e sui poteri dell’Italia corrotta e trafficona.

Non bastano alcune dichiarazioni di affetto per Pasolini (“Come lo descrive Eduardo De Filippo «Pasolini era un uomo adorabile e indifeso»”), né alcuni proclami difensivi (“… l’immagine di P.P.P. che si aggira come uno squalo a  caccia di minorenni per piazza del Cinquecento, per me è falsa come la famosa foto di Turiddu Giuliano”) per riscattare alcune affermazioni che ho trovato grevi (“E, se vogliamo, ci starebbe anche che a uno come lui sarebbe anche piaciuto finire così, l’avrebbe messo in un film”). Il coinvolgimento emotivo non può che essere spontaneo e deve prescindere da intenti mass-mediatici (“Franca Leosini è stata più brava di noi ed è riuscita ad ottenere da Pelosi l’intervista…”).

Bruno Elpis

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