Poesia

Preghiera del mare

Hosseini Khaled

Descrizione: "Mio caro Marwan..." È l'inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano "lingue che non conosciamo". I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove "nessuno ci ha invitato", dove chi la abita ci ha detto di "portare altrove le nostre disgrazie". Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d'amore e nelle parole che la compongono c'è la vita. Speranza e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

Categoria: Poesia

Editore: SEM

Collana:

Anno: 2018

ISBN: 9788893900966

Recensito da Elpis Bruno

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La Preghiera del mare, recitata da Khaled Hosseini per bocca di un padre in partenza per un viaggio della speranza con il figlioletto (“Tu sei un carico prezioso, Marwan, il più prezioso di tutti”), è intessuta di ricordi, di orrori (“Il cielo che sputava bombe. La fame. I funerali”), di paure (“Pensare a quanto è profondo il mare, a quanto è vasto e indifferente”) e di aspettative (La fiducia che riponi in me mi strazia”).

La prefazione di Saviano pone l’accento sul tema della speranza (“Riuscire a guardare… oltre, portare l’occhio al di là della linea dell’orizzonte, non fermarsi dove il mare e il cielo si toccano, perché la terra non finisce lì, anzi è proprio lì che comincia”) e sul senso di responsabilità del padre, sul quale grava la fiducia del figlioletto.

Le illustrazioni di Dan Williams sono molto belle, si lasciano ammirare per un tempo superiore a quello richiesto dalla brevissima lettura.

Struggente la dedica  ad “Alan Kurdi, il bambino siriano di tre anni che, nel settembre del 2015, è annegato nel mar Mediterraneo mentre cercava di raggiungere l’Europa e la salvezza. Nell’anno successivo… altre 4176 persone sono morte…”

Bruno Elpis

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