Fantascienza

Chiama tua madre

Barale Fabrizio

Descrizione: Siamo a Denver, è il 7 aprile 2052 quando ad Oscar Mianich, 70 enne burbero e abitudinario, viene diagnosticata una rara malattia che lo porterà, in poco tempo, a perdere la vista. Cosa lega il suo destino a quello di Anthony Peng, ricco e potente imprenditore? Probabilmente ciò che accomuna da sempre tutti gli umani sulla terra: la paura di andarsene senza aver lasciato un segno tangibile di sé. Nell'era in cui la rivoluzione digitale ha ormai cambiato radicalmente la quotidianità del genere umano, Anthony Peng brevetta un server in grado di custodire tutto ciò che vi confluisce dalla memoria di pc, tablet, smartphone di miliardi di utenti, un vero e proprio database grande milioni di gigabyte. In questo sterminato spazio dorme la nostra memoria e i nostri ricordi, l'esubero di informazioni che non riusciamo più a contenere nell'angusto spazio di un cellulare. Quanti scatti fotografici conta ogni giorno la camera del nostro smartphone? Quante di quelle cose che abbiamo filmato e memorizzato ci interessano davvero?

Categoria: Fantascienza

Editore: Santelli

Collana:

Anno: 2019

ISBN: 9788832040623

Recensito da Ornella Donna

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Chiama tua madre

Sabato 12 ottobre all ore 18,30 si è svolta a Mondovì, presso la Libreria Lettera22, la presentazione del libro Chiama tua madre di Fabrizio Barale, con l’introduzione di Luca Lavagno.

Fabrizio Barale è musicista, ha lavorato con Ivano Fossati, e ha scritto, appunto, questo libro, un po’ distopico, un po’ esistenzialista, certamente intrigante ed appassionante.

Ambientato a Denver nel 2052, ha due protagonisti importanti: Oscar Mianich, un settantenne un po’ burbero, al quale viene diagnosticata una malattia degenerativa, che a breve lo renderà cieco. E poi c’è Anthony Peng, ricco e potente imprenditore nel campo dell’informatica. Un tratto comune lega indissolubilmente i due personaggi. Anche se all’apparenza è difficile crederlo. Cosa li accomuna? Il dover abbandonare di brutto questo mondo, senza aver lasciato qualcosa di sé, qualcosa che li ricordi a perenne desiderio. Che sia un figlio, un libro, un qualcosa che parli della loro esistenza in vita. Ebbene i due non hanno lasciato nulla. Hanno trascorso una vita sulla terra senza lasciare nulla di sé. O perlomeno questo è il motivo che angoscia le loro esistenze. E’ necessario, dunque, trovare il modo per raggiungere l’obiettivo e non sarà facile per i due.

Un libro sulla musica, che è anche la musicalità stessa del linguaggio che l’autore usa, e colpisce e trascina il lettore. Un romanzo presentato in un clima familiare molto caloroso e simpatico. Un testo che aiuta a riflettere e a meditare su quello che è il ruolo, la custodia dei ricordi all’interno di un universo in costante mutazione. Ha concluso e allietato la serata l’esecuzione di un brano di Ivano Fossati, reso magistrale dallo stesso Fabrizio Barale, tra gli applausi divertiti e coinvolti del pubblico presente.

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«Ventisei racconti, ventisei sguardi sulla pandemia.» Corriere della Sera TUTTI I PROVENTI DELLA VENDITA DI QUESTO E-BOOK SARANNO DEVOLUTI IN BENEFICENZA ALL’OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII DI BERGAMO Oggi la paura ha un nuovo nome: Covid-19. Per sconfiggerlo l’unica strada è rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un nemico. E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia. Dalle loro case, ventisei scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare, ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che, invece, sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno.

Andrà tutto bene

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Un titolo enigmatico che ha il sapore di un'amara liberazione, o magari forse di una resa. Michele è una produttrice cinematografica di successo con un figlio, un matrimonio fallito alle spalle, una madre tutta rifatta e un padre che marcisce in galera. Una sera viene violentata da uno sconosciuto in passamontagna mentre rientra a casa e inizia così la sua lenta e inesorabile discesa agli inferi. Uno straordinario ritratto di donna, un romanzo politicamente scorretto, il racconto di una società che non merita salvezza.

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