Saggi

Prima lezione di diritto penale

Fiandaca Giovanni

Descrizione: Che cosa va punito? In che modo? Con quali obiettivi? Come dobbiamo intendere la responsabilità e la colpa? Questioni come queste sono strettamente correlate ai mutevoli contesti politico-ideologici, alle tendenze culturali, all'evoluzione del pensiero filosofico e anche ai paradigmi elaborati dalle scienze. Il libro offre un quadro dei temi e dei problemi di fondo del diritto penale contemporaneo, sottolineando il rapporto di forte tensione, e in alcuni casi di contraddizione, tra i principi che dovrebbero conformare un diritto penale liberaldemocratico degno di questo nome e il concreto diritto penale che viene applicato nei tribunali.

Categoria: Saggi

Editore: Laterza

Collana: Universale Laterza

Anno: 2017

ISBN: 9788858126769

Recensito da Luigi Bianco

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Giovanni Fiandaca, Prima lezione di diritto penale

“La pena odierna somiglia a un edificio più volte ristrutturato e con corpi aggiunti, in cui le parti nuove, pur sovrapponendosi a quelle vecchie, lasciano ancora intravedere i segni di stili preesistenti.”

Una riflessione intorno al diritto penale, tema complesso e specialistico, è, nel nostro periodo storico, particolarmente spinosa. All’interno di una società in cui aleggia e circola – à la Bauman – il demone della paura, in cui l’informazione, la cronaca, i fatti, reali e non, circolano sul web a velocità incontrollabili, la sensazione di sentirsi in pericolo sempre e ovunque è prodotta sistematicamente da organi, sembrerebbe, costituiti solo a tale compito. Verrebbe da dire che dagli anni del divertimento sfrenato si è velocemente passati agli anni del terrore sfrenato, a volte giustificato, altre volte meno: terrorismo, violenze, stupri, immigrazioni incontrollate, omicidi in nome dell’ “amore”; caos. Un caos ancor più terribile se si tiene conto che verte su un istinto primordiale, atavico: quello di sopravvivenza.

In uno scenario simile, come è possibile constatare dai commenti presenti in molte testate giornalistiche online, chiunque si sente in diritto – perdonate il gioco di parole – di sentenziare sul diritto penale, di chiedere a gran voce un “inasprimento delle pene”, la “certezza della pena”, o semplicemente sente l’esigenza di giudicare grossolanamente in negativo il sistema giuridico. Cosa occorrerebbe dunque? Senza troppo sprofondare in discorsi sociologici, filosofici o politici – essenziali, ma che lasciamo ad altre sedi, per ora – diremmo sicuramente che necessitiamo di una reale riflessione, di un intellettuale specialista che parli e riporti al centro la questione. È ciò che ha fatto l’illustre professore dell’Università di Palermo Giovanni Fiandaca, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, in Prima lezione di diritto penale, edito per Laterza. “Questo libretto […] si propone di favorire una presa di contatto con la materia dei delitti e delle pene meno superficiale ed emotiva di quella che tende a prevalere nelle discussioni e nelle rappresentazioni mediatiche correnti”, scrive Fiandaca. Si sbaglia chi crede che possa essere considerato alla stregua di un manualetto di diritto penale; piuttosto è un volumetto che permette di riflettere su temi annosi e complessi dall’interno. Qual è il significato reale di pena? Bisogna ricercare un atto punitivo che vada a favore della società o della singola persona? Quanto può una legge, realmente, fornire un deterrente? Qual è il senso di una particolare tipologia di pena? Ma soprattutto, quali sarebbero gli effetti reali e pratici di una legge che aggiunga un particolare delitto o un atto punitivo? Queste sono alcune delle domande a cui non è facile rispondere per chi non è addentro alla materia, ma che dobbiamo tener presenti quando decidiamo di dire la nostra opinione. Scelte di poco differenti possono avere implicazioni importanti nella vita delle persone, nelle nostre vite.

Prima lezione di diritto penale è un volumetto breve, essenziale, scritto in un chiaro linguaggio divulgativo anche se, giustamente, relativamente complesso e articolato. Emergono i problemi, le falle, le divergenze di un diritto penale risultato di diritti secolari e di anni di aggiustamenti, argini, modifiche, senza mai davvero una riscrittura a partire dalla contemporaneità e dalle nuove esigenze. Emblematica la scelta dell’intitolazione dei cinque capitoli più l’epilogo: Tra punizione e riparazione, Tra crimini e bagatelle, Tra oggettivo e soggettivo, Tra legge e giudice, Tra dritto penale e scienze, Tra presente e futuro; è sempre l’aspetto dialettico a emergere, unico fondamentale.

È un libro anche urgente ed essenziale. Non possiamo più nascondere o svalorizzare gli effetti che la paura sta producendo nella popolazione. La politica populista, che per definizione esalta in modo demagogico il popolo come custode di valori totalmente positivi, continua ad accrescere e ad alimentare la paura, che per riflesso va a incidere su ogni aspetto della nostra quotidianità. Cosa succederebbe se si iniziasse – ipotesi per nulla lontana – a legiferare in nome della paura? Ricordiamo che è il sonno della ragione a generare mostri, come direbbe Francisco Goya, e i mostri generano paura. Se la storia davvero insegna qualcosa, allora è chiaro che se la paura arrivasse al potere, gli effetti sarebbero disastrosi. Solo la conoscenza, la riflessione, l’intelligenza può permetterci di affrontarla, e di affrontare i temi ad essa relativi, nel migliori dei modi. Giovanni Fiandaca, nell’ambito specialistico del diritto penale, ci ha fornito un esempio splendido, e la sua Prima lezione può far nascere un vero momento dialettico fra gli esperti e chiunque voglia mettersi in discussione.

Luigi Bianco

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