Letteratura americana

PROMESSI VAMPIRI

Fantaskey Beth

Descrizione: Un liceo, una ragazza e un vampiro irresistibile: non troppo originale come inizio per un romanzo, si potrebbe pensare. Tuttavia questo libro lascia l'orda di fan di Twilight interdetta sin dall'inizio. Jessica Packwood, una semplice liceale patita di matematica, entra nel panico quando, a pochi mesi dal suo diciottesimo compleanno, un ragazzo rumeno, Lucius Vladescu, compare sulla sua soglia per informarla che lui e lei sono entrambi vampiri (appartenenti alle due più potenti e rivali famiglie) e sono promessi sposi sin dalla nascita. Come se non bastasse, i suoi genitori adottivi confermano la versione del ragazzo, ribadendo che anche i suoi veri genitori fossero, di fatto, dei vampiri. Lucius inizia un corteggiamento serrato nei confronti della sua promessa, ma dopo essere stato rifiutato più volte, rivolge le sue attenzioni verso la bellissima cheerleader della scuola. Jessica si trova così a dover lottare per riconquistare il suo principe, evitare una guerra fra vampiri e salvare l'anima del suo Lucius dalla dannazione eterna. Titolo originale: ''Jessica's Guide to Dating on the Dark Side'' (2009).

Categoria: Letteratura americana

Editore: Giunti

Collana: Giunti Tascabili

Anno: 2010

ISBN: 9788809786233

Trama

Le Vostre recensioni

Quando si prepara una pietanza gli ingredienti vanno scelti e amalgamati con cura: così il risultato avrà un sapore caratteristico che supera i singoli aromi. Questo è quello che succede nei romanzi di Beth Fantaskey.

C’è un po’ di tutto: un vampiro predestinato a regnare, Lucius Vladescu, che si innamora di una ragazza che diventerà un vampiro se lo sposerà. La giovane americana, Jessica Packwood, è in realtà di origini rumene e il suo nome d’origine è Antanasia Dragomir.

Lucius ricorda molto da vicino il protagonista della saga di Twilight, Edward Cullen: ama la musica classica, è colto e sempre elegante. Conosce l’etichetta, è galante e terrificante all’occorrenza. Jessica invece si veste con jeans e maglietta, ama cavalcare, aiuta i suoi nella fattoria. Ha una bellezza  acqua e sapone che fa pensare a Bella, la giovane amata da Cullen.

I ragazzi sono i discendenti di due dinastie rivali (shakespeariana memoria!): i nobili Vladescu, chiusi nel loro tetro e mastodontico castello, e i decaduti Dragomir, che per sopravvivere hanno trasformato la loro casa in un museo.

Antanasia e Lucius restano orfani da piccoli, perché i genitori cadono vittime della guerra sanguinaria che sta decimando le loro famiglie (proprio come il famoso maghetto di Hogwarts). La lotta può finire grazie a un antico patto: i due si sarebbero sposati una volta raggiunta la maggiore età.

Nel frattempo Jessica vive una vita tranquilla con i genitori adottivi in Pennsylvania. Ancora non è una donna vampiro e non sa nulla del suo passato.

Ma un giorno Lucius si presenta a reclamare la sua sposa, Antanasia. In ballo non c’è solo l’amore, perché dalla loro unione dipenderà la pace del paese in cui dovrebbero tornare a vivere e da cui proviene lui.

Inizialmente Jessica è sconvolta, poi pian piano accetta la realtà e ne prova interesse. Anche il senso di responsabilità di Antanasia germoglia progressivamente.

Come Romeo e Giulietta si innamoreranno, senza colpi di fulmine, in modo molto umano e per un po’ si ameranno a distanza, pur avendo una fortissima attrazione.

Mentre Jessica fa i conti con il suo lato vampiresco, Lucius assapora la vita degli umani. Senza ammetterlo impara ad apprezzarne la trivialità. Prima la attacca con una irresistibile ironia, poi la ama, soprattutto nelle cure materne della famiglia Packwood, che risvegliano in lui il lato infantile che era stato sopito con la violenza.

Ecco che gli ingredienti si mescolano e formano un impasto buonissimo e originale. L’intreccio scorre grazie alle sottili anticipazioni, dove gli opposti si attraggono, si toccano e invertono le loro posizioni, in una serie di gag molto comiche. Ognuno prende coscienza della sua completezza, fatta di lati altisonanti e di aspetti più terreni.

I personaggi collaterali danno ampio respiro, creando curiosità e divertendo, come il vampiro pentito e surfista, rigorosamente vegano, Raniero Vladescu Lovatu. Anche lui nasconde un lato oscuro che emergerà nelle vicende del secondo romanzo.

La satira sottesa in ogni pagina è davvero gradevole, soprattutto nel primo volume, che è anche il più bello.

Un forte romanticismo vivifica ogni parola e si indirizza soprattutto al pubblico femminile. Come quando Lucius difende i suoi modi d’altri tempi : “Concedimi almeno questo normale atto di cortesia. Nonostante vi insegnino il contrario, la cavalleria non è altro che l’ammissione della superiorità della donna. È riconoscere il potere che tu eserciti su di me. E tu, a tua volta, sei tenuta ad accettare di buon grado un simile atto di sottomissione“.

La lettura scorre interessante e non annoia mai fino alla fine, quando si è calati nel “Dark side”, il mondo oscuro dei non-vivi.

A quel punto si sfocia in un fantasy-thriller dove anche i lettori avanzano congetture, hanno sospetti e cercano qualsiasi appiglio per salvare i due giovani, bellissimi ed eterni amanti.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Beth

Fantaskey

Libri dallo stesso autore

Intervista a Fantaskey Beth


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

malgama di slanci e ritrosie, il dubbio è il vero e imponderabile (abarico) motore di quella ricerca che rende possibili i nostri esigui brandelli di verità: a questi a volte ci arrocchiamo, spacciandoli con orgoglio per grandi certezze, incuranti o inconsapevoli della loro ossidante caligine che cela l’orma davanti alla nostra e la lunghezza della strada… «Per la nostra autrice la Poesia è predestinazione e salvezza, impegno vitale, ricerca ed esperimento: “tra ritrosi belati dell’io / continua a chiamarmi un canto”.» (dalla Prefazione di Anna Maria Bonfiglio) «Angela Caccia, in questa raccolta, lascia al lettore il compito di percepire le profonde scanalature che il fondale sommuove, inesorabilmente, nel giro dell’esistenza. Non siamo dentro le acque quiete del mare che conosciamo. Leggendo i versi compare la poeta che recita nel chiuso della nostra postazione un puzzle multicolore, un labirinto enigmatico delle ore, nel transito del quotidiano. Il nostro tempo si sospende. Il racconto poetico prende corpo. Poesia intimista che libera energia costruttiva e catartica. Un notturno alla Chopin. Un esercizio virtuoso delle mani, tumultuoso e cieco: “(…) e sono l’orma di passi nel vicolo cieco / un ammasso di venti senza scampo” (da Fantasie).» (Vincenzo D’Alessio)

Il tocco albarico del dubbio

Angela Caccia

Tra l'autunno del 567 e l'estate del 568 molti popoli premono alle porte dell'Italia, e tra questi ci sono i Longobardi, i guerrieri dalle lunghe barbe, che dalle pianure della Pannonia si muovono verso le fertili distese al di là delle Alpi. Un'imponente carovana composta da trecentomila uomini, donne, bambini e mandrie, guidata dal re Alboino, comincia così la sua Grande Marcia alla conquista di nuove terre. Intorno al leggendario Alboino si muovono i personaggi di una grandiosa epopea: la moglie e regina Rosmunda, il fratello di latte Elmichi, la figlia ribelle Alpsuinda, la spietata e bellissima sacerdotessa Rodelinda e gli Ari, sanguinaria setta di guerrieri votati al culto del dio Wotan. In Italia intanto l'avamposto di San Giorgio, ai piedi del passo del Predil, si organizza per resistere all'invasione. Il duca Agostino, Attolico, Isabella, la piccola Ignatia e Antinoro sono l'espressione di un popolo che non vuole arrendersi e che lotta fino alla fine per la propria libertà. Questo libro narra le gesta di due civiltà che si fronteggiano, i trionfi e le sconfitte, i tradimenti e le passioni, ma soprattutto la creazione di un nuovo regno e, forse, di una possibile rinascita.

568 D.C. i Longobardi. La grande marcia

Colloredo Sabina

Il giuoco delle parti

Avremo mai il coraggio di essere noi stessi? Si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l’ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s’impenna funambolica, s’immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore. Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l’urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

Splendore

Mazzantini Margaret