Raccolte

P.S. TI VOGLIO BENE

Brown H. Jackson

Descrizione:

Categoria: Raccolte

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Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Una lettura piacevole, leggera, commovente.

In “P.S. Ti voglio bene H. Jackson Brown, scrittore statunitense autore, tra l’altro, di “Vita: istruzioni per l’uso”, ha raccolto una serie di post scriptum.

Sua madre era solita scrivere delle lettere, sia a lui che alla sorella, e le concludeva sempre con dei P.S. di incoraggiamento.

Il libricino è appunto una selezione di quei consigli, di quegli insegnamenti. Frasi brevi, semplici e sagge, seguite da un Ti voglio bene e deliziosamente incorniciate e firmate.

Riporto qui qualcuno di quei messaggi, così che possiate averne un’idea :-){jcomments on}

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Intervista a Brown H. Jackson


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Anana e un uomo che fa. Come un pioniere, si e aperto la strada in una terra ostile - lo stato indiano somiglia al nostro, invadente e dispotico quando chiede, inesistente quando serve - e intravede finalmente l'orizzonte: la sua è una fabbrica modello, pronta a decollare sul mercato internazionale. Anche i suoi figli gli sembrano un miracolo, mentre la moglie è capricciosa e insicura. Nei sogni Anand accarezza un'altra donna: accanto a Kavika, non è più solo. E quando di colpo tutto si complica, perché politici rapaci lo tormentano con un subdolo ricatto, Kavika è l'unica che lo sa ascoltare. Ma qual è il karma di Anand? Proteggere sua moglie per amore dei figli, o dare ascolto ai propri bisogni più intimi e abbandonarsi tra le braccia di Kavika? Cedere al ricatto che minaccia la sua fabbrica e adeguarsi alla corruzione imperante, o combattere e dire di no? Kamala è una vita che combatte. Ha lavorato nei cantieri con il figliolino al collo, dormendo sul marciapiede in una tenda improvvisata. Fare la serva per la famiglia di Anand le sembra una conquista: ha una casa minuscola in cui tornare la sera, può mandare a scuola il suo amato Narayan. La sua vita è distante mille miglia da quella dei suoi datori di lavoro, che spendono in un pomeriggio di shopping quello che lei guadagna in un anno, ma Kamala sarebbe contenta così. Se non fosse per la speculazione edilizia che minaccia la sua casa. Se non fosse per la calunnia che rischia di distruggere tutto quello che ha.

La fabbrica della speranza

Sankaran Lavanya

Massimiliano Boni non è un eroe, se non per un giorno in un anno. Questa è la storia degli altri trecentosessantaquattro. In quel tempo fa due cose: corre e scrive. Poi, certo: lavora, legge, si occupa della famiglia, ricorda, rimpiange, sogna. Ma queste altre cose accadono di lato: al centro, corre e scrive. Si prepara alla maratona e tiene un diario. Non è spavaldo, in nessuna delle due sfide. Sa di non essere più un principiante, ma non ancora un campione. Abbassa la testa, cerca di imparare dai grandi e da chi gli viaggia a fianco. Lo accompagnano, tra gli altri, un amico straniero, la nonna "Baccajella", Murakami Haruki, Cormac McCarthy, la memoria di uno sciatore chiamato Roberto Grigis e la fantasia di un nuovo figlio in arrivo. È uno di noi, uno di voi, una delle migliaia di figure smilze e colorate che vediamo ansimare mentre le superiamo motorizzati, domandandoci: "Chi glielo fa fare?". Porta questo interrogativo a un livello più profondo. Scava dentro le proprie tracce per trovare il solco di un impegno che comprende molto più dell'allenamento per una gara. Ne fa una questione di fede: nelle proprie possibilità, nella legge umana e, infine, in quella divina. Il suo linguaggio si scioglie avanzando verso il traguardo dove la vita è in agguato, come sempre comica e tragica, pronta a dare in modo inatteso e a togliere quel che ci si aspettava. In entrambe le sue sfide Boni è un outsider, ma arriva in fondo. La fatica avvera i desideri.

Solo per un giorno

Boni Massimiliano

Ontano, Canada, 1915. Bess è la figlia diciassettenne e spensierata del direttore della centrale idroelettrica delle Cascate del Niagara. Quando il padre perde il lavoro e una serie di sventure si abbattono sulla sua famiglia, solo l'amore di Tom le impedisce di lasciarsi andare. Un amore osteggiato dalla madre, perché Tom - l'uomo del fiume - non è esattamente un buon partito. Ma Bess vede nei suoi occhi verdi un uomo che ama e protegge la Natura, come amerà e proteggerà lei per tutta la vita. E vede un eroe che ha salvato molte persone dalla furia delle acque, perché Tom ha con il fiume e le cascate un legame ancestrale che gli permette di coglierne i capricci e ogni minima variazione.

NEI TUOI OCCHI VERDI COME IL FIUME

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Le ceneri dell’esistenza

Dami Jissed Vertiz Lozano