Letteratura americana

Quando lei era buona

Roth Philip

Descrizione: Da bambina Lucy Nelson vede il padre alcolista finire in galera. Da quel giorno ha cercato di redimere qualunque uomo le capitasse intorno, per la rovina sua e dei suoi amanti. Quando Roy e Lucy iniziano a uscire insieme, lui lo fa perché sta cercando se stesso, lei perché non sopporta più una madre remissiva e un padre ubriacone. Si innamorano, o cosi credono. Quando Lucy cede alle estenuanti insistenze, alle canzoni romantiche e alle parole rassicuranti di Roy e "va fino in fondo", rimane incinta. Da quel momento in avanti, come in una tragedia greca in cui, qualunque cosa si faccia, non si può sfuggire al destino, tutto precipita. Lucy non vuole ripercorrere le orme della madre, non vuole diventare la moglie di un uomo egoista, debole e fallito, ma si convince di essere già quel tipo di donna, trascinando il matrimonio - e se stessa - alla rovina. Uscito subito prima del Lamento dì Portnoy, questo terzo romanzo di Philip Roth contiene già tutto il sarcasmo, l'ironia tagliente, l'inquietudine morale delle opere della maturità. Ma possiede una caratteristica che lo rende una stella preziosa: è l'unico romanzo del maestro di Newark ad avere per protagonista una donna. Con Lucy, Roth consegna alla storia della letteratura un personaggio agghiacciante e commovente, incarnazione di una donna che lotta per non sprofondare nella propria follia.

Categoria: Letteratura americana

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Anno: 2015

Traduttore: Norman Gobetti

ISBN: 9788806225322

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Lucy Nelson è l’adolescente più coraggiosa che abbia mai conosciuto. A raccontarla è Philip Roth e lo fa con forza, con tutta la violenza della verità, quella che per come la vuoi mettere fa male, molto male.
La vita non fa sconti: poco importa l’età.
La storia è una come tante nella provincia americana, quella del Midwest del secondo dopoguerra, dove i sogni sono un lusso per pochi e certo non per famiglie come quella di Lucy.
Un padre alcolizzato e una madre troppo silenziosa rappresentano tutto il male che Lucy non riesce a sopportare, la causa della rabbia profonda che detta ogni sua decisone e che scandisce i suoi giorni.
Ogni scelta sembra essere l’unica possibile: così l’amicizia con la cattolica Kitty, gli incomprensibili sermoni di padre Damrosch, gli inutili pomeriggi con Ellie Somewaby e poi Roy e il sesso sul sedile posteriore di una Hudson del 1946 bicolore di seconda mano, la gravidanza, il matrimonio e le domeniche a pranzo dai suoceri. Tutto sbagliato, Lucy.

Per sopravvivere, lei da molto tempo contrapponeva la propria volontà alla loro – era stata la battaglia della sua adolescenza, ma adesso era finita. E aveva vinto lei. Poteva fare tutto quel che le pareva: anche sposare un uomo che in segreto disprezzava.

Il mondo va in quella direzione e la gente finge di essere felice, nonostante le bugie, i tradimenti e i terribili segreti. Lucy però non ci crede ai sorrisi e alle pacche sulla spalla, alle tavole imbandite, ai padri, agli zii, alle mogli e alle figlie modello. Dietro c’è tutto il marcio in cui gli uomini affondano senza chiedersi dove stia la verità.
Lucy, volto squadrato, una frangia bionda troppo lunga e gli occhi del suo piccolo Edward non ci sta.

Anche quella battaglia aveva combattuto e anche quella battaglia aveva vinto, eppure le sembrava di non essere mai stata in vita sua tanto desolata quanto si sentiva desolata adesso. Sì, aveva ottenuto tutto quel che aveva voluto, ma aveva l’impressione che non sarebbe mai morta, che sarebbe vissuta per sempre in quel nuovo mondo che si era costruita, e non sarebbe mai morta, e non avrebbe mai avuto la possibilità di essere non solo giusta, ma felice.

La neve copre la piccola cittadina di Liberty Center, sobborgo di Winnisaw, dove il nonno di Lucy, Mr Willard Carrol si era trasferito nel 1903 per sfuggire al torpore di Iron City e alla miseria della sua infanzia. Ė la Liberty Center dal nome evocativo con la sua gente mediocre, il cinema, il gelato alla vaniglia del Dale’s Dairy Bar e il whiskey di Earl’s Dugout of Buddies. Il silenzio avvolge ogni cosa: le preghiere di Kitty Egan, le imprecazioni di Withey Nelson e le sirene dell’auto della polizia che se lo porta via; copre il suono del pianoforte di Myra Carrol, le maldicenze di Irene Sowerby e Alice Bassart, le bugie di Julian Sowerby, le promesse di Roy Bassart.

Lucy non ascolta più: la sua mente corre impazzita contro il muro di menzogne che tutti hanno costruito intorno a lei. Non c’è più nessuno di cui fidarsi. Tutto il mondo che ha costruito secondo le sue regole e in cui ha immaginato di salvarsi non esiste e si rivela per quello che è. L’inadeguatezza del marito Roy, la debolezza di sua madre Myra, l’impotenza di suo nonno Will, la tristezza di suo figlio Edward e la sua infelicità sono l’unica realtà possibile.

Si sarebbe lasciata crescere i capelli fino alla vita…e se finora era stata di pietra, se finora era stata di ferro, ebbene, adesso era finita. Adesso sarebbe diventata…se stessa! Se stessa! Ma come sarebbe stato? Com’era lei?..Questa vera Lucy, che non aveva mai avuto l’opportunità di essere…Cantando, sorridendosi, facendosi domande […] salì i gradini della casa di suo nonno e, senza neppure suonare il campanello, aprì la porta sulla catastrofe.

Lucy è uno straordinario personaggio letterario. Spietata e disarmante è la protagonista assoluta di questo romanzo impetuoso. In lei troviamo tutto il sarcasmo a cui Philp Roth ci ha abituati. Il mondo visto attraverso gli occhi di Lucy è patetico e violento al punto da non meritare compassione e lei, la protagonista, non ne ha per nessuno. Sono buona, si ripete, ma non ci crede neppure lei.
Ė la società americana, raccontata – ancora una volta – da Philip Roth nella sua spesso incomprensibile complessità, a fare da sfondo alle vicende della piccola Lucy Nelson. Ė inevitabile simpatizzare per lei, nonostante la sua spietata analisi della realtà, sostenerla nel sua battaglia e amarla, nonostante non voglia esserlo. Non rimane scelta che farlo, nonostante tutto.

Ė una storia lunga, Lucy. E non capisco perché tu la voglia sentire.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Philip

Roth

Libri dallo stesso autore

Intervista a Roth Philip


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Avremo mai il coraggio di essere noi stessi? Si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l’ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s’impenna funambolica, s’immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore. Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l’urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

Splendore

Mazzantini Margaret

Ai margini della Roma che tutti conosciamo, dove il Tevere crea un'ampia ansa prima di correre verso il mare, vivono uomini e donne che sembrano essersi incontrati solo grazie alle rispettive necessità. Fra baracche e chiatte, uniti dalla gestione di una trattoria improvvisata, mentre si alternano in piccoli lavori nei campi e nella guida dei turisti cittadini attratti dai loro lavori arcaici, essi hanno formato una specie di strana comunità fuori dal tempo e dal mondo in cui siamo abituati oggi a vivere. Cesare, uno degli ultimi anguillari romani, suo fratello Guido, un bizzarro lettore di testi sacri, Victoria, una cuoca sudamericana e due ragazze dell'est dal mestiere equivoco, hanno accolto già da qualche anno un uomo in fuga. Lo chiamano tutti "il dottore" perché, se il suo nome non ama rivelarlo, sembra venuto a offire le sue cure a chi vive lì e nei dintorni. Zingari, reietti, osti, piccoli criminali, pastori clandestini, tutti chiedono al dottore di essere curati. Tutti del resto hanno intuito che questo cinquantenne vissuto sempre in città è venuto in realtà a curare se stesso. Ma qual è il suo passato? Quale l'immenso dolore che lo ha strappato alla sua casa?

È giusto obbedire alla notte

Nucci Matteo

Un sorriso in una lacrima

Eros Otto

In una Milano in cui non piove mai, il corpo di una donna giace accanto a un antiquato telefono. Poco distante, nell'appartamento al terzo piano, un brutto quadro immortala una seconda donna; e se la prima è una perfetta sconosciuta, quella ritratta potrebbe essere la madre di Luchino Girondi, fotografo ferrarese in forze alla Scientifica. Se è davvero lei, allora ha posato senza veli e quella crosta è finita nella casa di un morto. Un morto? Ma non avevamo detto che accanto al telefono c'era il corpo di una donna? Il mistero s'infittisce, le donne diventano tante e lavorano a L'amore corre sul filo. A investigare sull'omicidio saranno Luchino e Poirot, pastore belga a cui manca solo la parola. E forse è meglio così. Ma i due dovranno anche venire a capo del mistero del ritratto, per tacitare gli sfottò in ufficio e per rimettere ordine in famiglia.

Misfatto in crosta

Convento Gaia