Narrativa

Quando saremo liberi

Cogni Sarah

Descrizione: La domanda “Quando saremo liberi” se la pongono ripetutamente i personaggi di questa vicenda. Nell’estate del 1942 Richard e Tilde insieme al padre, notaio ebreo, sono costretti ad abbandonare Parigi per rifugiarsi a Marsiglia per sfuggire alle persecuzioni naziste...

Categoria: Narrativa

Editore:

Collana:

Anno: 2020

ISBN: 9781654572204

Recensito da Ornella Donna

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Quando saremo liberi

Sarah Cogni, dopo aver pubblicato i romanzi Il coraggio di Angela, Il sentiero di Emma, La signora dei gabbiani, La finestra sul ciliegio (ndr: clicca sui titoli per essere indirizzato sulle schede delle opere), si ripropone ai suoi affezionati lettori con Quando saremo liberi (ndr: clicca sul titolo per acquistare l’opera su Amazon), un libro che affronta, con serietà e determinazione, temi importanti quali le leggi antisemitiche, la deportazione degli ebrei, la sofferenza, la tragedia, la morte.

Il libro è liberamente tratto da una storia vera.

La domanda Quando saremo liberi se la pongono  ripetutamente i personaggi di questa vicenda. Nell’estate del 1942 Richard e Tilde insieme al padre, notaio ebreo, sono costretti ad abbandonare Parigi per rifugiarsi a Marsiglia per sfuggire alle persecuzioni naziste. Lì rimane la loro madre, di cui ben presto si perdono le tracce. Inizia in questo modo il racconto di una fuga, che è un viaggio avventuroso e tragico al contempo, dalla Francia per giungere fino alle nostre montagne cuneesi. Una libertà anelata, forse raggiunta o no?

Un bel racconto, breve ma denso. Il libro è ben elaborato, costruito con una prosa semplice, ma fresca e intensa. Ricco di pathos, di emozioni e di sentimento, il romanzo si distingue per chiarezza espositiva, per precisione e correttezza storiografica. Il testo trasmette e si fonda su valori precipui della società, quali l’amicizia, la solidarietà, la speranza, e in primis la libertà quale anelito verso una vita più bella e serena. Il libro è particolarmente  indicato, per contenuti e struttura, anche a un pubblico di adolescenti o ragazzi. Per non dimenticare mai i valori fondanti di una società priva di qualsivoglia totalitarismo.

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"Io vi maledico" c'è scritto sulla lapide di marmo che un operaio dell'Ilva di Taranto ha voluto mettere per strada, sotto casa sua. "Io vi maledico", dice la figlia dell'imprenditore che si è ucciso strozzato dall'usura bancaria, la studentessa venuta dalla Puglia e mantenuta da genitori operai che trova chiuse le stanze dei baroni romani, il minatore del Sulcis che voleva fare politica per la sua gente ma non ha trovato posto, la sindaca della Locride minacciata di morte, che vede andare milioni di euro in fumo. Sale dalle manifestazioni di piazza, dall'indifferenza offesa degli italiani assenti, una rabbia che è insieme fragilità, impotenza. La rabbia giusta dei giovani indignati che contagia le città di tutto il mondo e quella cieca di chi lancia sassi.

Io vi maledico

De Gregorio Concita

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Broch Hermann

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IMPRONTE D’AMORE

AA.VV.

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L’ignoranza

Kundera Milan