Letteratura spagnola

QUELLO CHE NON C’E’ SCRITTO

Reig Rafael

Descrizione: Poteva essere un weekend normale: il padre separato viene a prendere il figlio per portarlo in montagna, la madre ne approfitta per rilassarsi e lavorare un po'. Poteva esserlo, forse, senza il dattiloscritto che il padre lascia in casa della ex moglie, con un bigliettino: "Voglio che tu lo legga". La madre scorre le parole dell'ex marito: una storia sanguinaria, di vendetta. C'è una minaccia rivolta a lei, in quel romanzo, o è la sua immaginazione, è lei che legge quello che non c'è scritto? Certo, c'erano delle difficoltà, all'inizio: lei aveva chiesto al giudice di vietare all'ex marito di vedere il figlio, ma ora non è tutto superato, non sono finalmente in pace? Intanto padre e figlio perdono il treno, cala il buio; sbagliano sentiero. Quando raggiungono la baita, non sono più soli. La madre li chiama, i cellulari squillano a vuoto. Tranquilla, si dice, il ragazzo è con suo padre. Ma più legge il romanzo, più si allarma.

Categoria: Letteratura spagnola

Editore: Marcos y Marcos

Collana: Gli Alianti

Anno: 2013

ISBN: 9788871686561

Trama

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Quello che non c’è scritto” è un noir ambientato in Spagna e incentrato sullo scottante tema della violenza familiare, con una trama essenziale e una struttura narrativa che viaggia su un doppio binario.

Sono trascorsi sette anni dalla sentenza di divorzio e Carlos e Carmen hanno ricostruito un nuovo rapporto per il bene di Jorge. D’altronde Carlos poteva anche essere stato il peggiore dei mariti, ma bisognava riconoscere che era un buon padre.

Un venerdì che non c’è scuola, Carlos va a prendere Jorge per trascorrere con lui tre giorni in tenda sul Guadarrama. Fin qui niente di strano o di preoccupante ma, dopo che i due sono ormai partiti, Carmen nota un dattiloscritto sulla sedia dell’anticamera. Poco più di duecento pagine rilegate a spirale con un titolo inquietante: Sulla donna morta. Tra la prima e la copertina di plastica trasparente, un foglio scritto a mano che reca un messaggio lapidario: “Voglio solo che tu lo legga“.

Così, mentre da un lato seguiamo Carlos e Jorge nel loro week-end padre-figlio, ormai circondato da un’aura di tensione, dall’altro leggiamo insieme a Carmen, con un nodo alla gola, il libro di Carlos.

È la suggestione a farle sentire l’odore acre della condanna e della morte, a farle saltare agli occhi ciò che non c’è scritto, o con quelle pagine Carlos vuole metterla in guardia e annunciarle con crudeltà un’imminente tragedia?

Bella copertina, ottima idea e buon inizio. Poi però, già verso la metà, il libro si appiattisce, diventa ripetitivo, stancante, e si limita a giustificare con il binomio vittima-carnefice e con qualche altro cliché, una caratterizzazione dei protagonisti piuttosto scarna.

Gradevole e coinvolgente ma, nel complesso, potremmo paragonarlo a una corsa a perdifiato destinata alla medaglia di bronzo…

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