Saggi

Questa vita tuttavia mi pesa molto

Franzosini Edgardo

Descrizione: Ciò che fa di Edgardo Franzosini uno scrittore diverso da qualsiasi altro è la sua capacità di raccontarci storie vere di personaggi che sembrano inventati, per quanto sono fuori del comune. Qui, ancora una volta, con quella visionarietà e quella levità che sono soltanto sue, percorre la breve, singolare esistenza dello scultore Rembrandt Bugatti (fratello del fondatore della casa automobilistica), divenuto celebre negli anni Dieci del Novecento per i suoi bronzi raffiguranti elefanti, pantere e leoni; un uomo che con gli animali visse in una sorta di struggente empatia, tanto da subire un vero trauma quando, allo scoppio della Grande Guerra, tutti quelli ospitati nello zoo di Anversa furono sterminati in via preventiva.

Categoria: Saggi

Editore: Adelphi

Collana: Piccola biblioteca Adelphi

Anno: 2015

ISBN: 9788845930126

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Questa vita tuttavia mi pesa molto di Edgardo Franzosini ha per protagonista Rembrandt Bugatti, rampollo della famiglia che ha dato il nome alla celebre casa automobilistica famosa per le vetture sportive e dell’anteguerra.
E se è vero che talvolta nel nome è scritto il destino di chi lo porta, Rembrandt non rinnega la propria indole artistica e rifiuta di proseguire l’attività di famiglia per dedicarsi alla scultura, prediligendo come soggetti gli animali.
Nessuna modella e nessun modello salgono da Rembrandt Bugatti. Che faccia farebbe Madame Soulimant se vedesse i modelli delle sculture di Bugatti… pellicani, antilopi, leopardi, leoni della Nubia, rinoceronti indiani, gazzelle di Grant, elefanti, pitoni, tigri, giaguari, cervi, condor, bisonti, formichieri.”

Per realizzare le proprie opere, l’artista frequenta lo zoo di Parigi e quello di Anversa, irresistibilmente attratto da soggetti nei confronti dei quali matura una filosofia originale e intensa (“E guarda con invidia alla loro beata inconsapevolezza”).
Quando la guerra divampa e lo zoo viene trasformato in centro d’accoglienza (“Sono stati convertiti in ricovero per feriti”), le decisioni cittadine sulla sorte degli animali (“Ė una questione di salute pubblica. E anche di ordine pubblico!”) incidono profondamente sulla poetica creativa di Rembrandt (“Il suo Cristo lo ha incontrato in un caffè di Montmartre”), che cade in una profonda crisi esistenziale e procede verso uno sbocco tragico con un drammatico testamento spirituale indirizzato al fratello, al quale raccomanda di essere “una carogna con gli uomini, gentile con le donne, Dio con i figli”.

Questa vita tuttavia mi pesa molto è delizioso, pur pervaso da una tristezza di fondo nella quale convergono le inquietudini del temperamento artistico e del momento storico vissuto dal protagonista.

 Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Edgardo

Franzosini

Libri dallo stesso autore

Intervista a Franzosini Edgardo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

I quattro Re

Giancarlo Galletti

Con la protervia della bellezza giovane, Chéri, ragazzo «coi capelli dai riflessi blu come le penne dei merli», irrompe nella vita di Léa, donna leggera e sapiente - ma nel triangolo amoroso apparirà il rivale più temibile: il Tempo, corruttore di corpi. L'autunnale opulenza di lei e l'acerbo smalto di lui vengono spiati, attimo dopo attimo, da un occhio a cui nulla sfugge, talché la vicenda, scandita dalle scene di una magistrale commedia demi-mondaine, diventa la cronaca della catastrofe di Léa, dove il sentimento è delicatamente avvolto nella fisiologia e brama di sprofondare «in quell'abisso da cui l'amore risale pallido, taciturno e pieno del rimpianto della morte». Quanto a Chéri, giunto all'acme della sua esistenza di 'bello' dinanzi a cui le donne si inchinano, percepisce una vaga inquietudine: «Non distingueva i punti precisi in cui il tempo, con tocchi impercettibili, segna su un bel viso l'ora della perfezione e poi quella di una bellezza più evidente, che annuncia già la maestà di un declino». E quel declinomaestoso vivremo nella Fine di Chéri, dove la punta avvelenata della storia del giovane emerge con fredda chiarezza dalla prosa avvolgente, atmosferica, precisa di Colette.

Chéri – La fine di Chéri

Colette

Le ceneri dell’esistenza

Dami Jissed Vertiz Lozano

Molte inchieste ci hanno parlato della famosa "zona grigia" tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt'altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l'unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un'olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell'indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente).

Resistere non serve a niente

Siti Walter