Poesia

Quore

Spinosa Claudio

Descrizione: Alchimia e poesia, o meglio poesia alchemica, questo ciò che "Quore" offre al lettore. Versi dal sapore ermetico a volte criptico che inducono ad un arduo lavoro di introspezione e di sgrossamento. Un percorso alchemico appunto fatto di varie fasi fino alla scoperta e la conoscenza del proprio vero sé.

Categoria: Poesia

Editore: Youcanprint

Collana:

Anno: 2019

ISBN: 9788831614504

Recensito da Ornella Donna

Le Vostre recensioni

Claudio Spinosa, Quore, Youcanprint 2020.

Claudio Spinosa pubblica Quore, un libro di poesie che trascina il lettore verso le più alte vette del narrato e del linguaggio. Poesie scritte con un’eleganza che colpisce, poiché l’autore gioca con le parole con abile maestria e indiscusso talento.
La poesia è ricca di metafore, trascende la realtà per mutarsi in messaggio letterario da assaporare con gusto e da leggere tra le righe. Poetica di valore, semplice e delicata, un’indagine perspicace sull’essere umano e sul suo vivere e sentire. Claudio Spinosa compone splendidi versi sulla scia di una poesia ermetica e della poesia haiku giapponese che distingue la composizione dei versi. Eccone un esempio:

“Svelati di misteri inconsueti ranocchio di vecchi stagni Alberga tra le rive il sogno inspiegabile di cento giorni. Una barca incagliata mi ricorda una vita. La scarpa rotta che galleggia i passi perduti per assecondarla. Ho un mistero da svelare: l’amore per il tempo che tace adombrato di smaniosi ricordi. Cammino a ritroso fra le fronde di notte”.

L’esistenza è da vivere appieno, i sentimenti da analizzare e da esprimere con poche, incisive parole:

Rosa smania il profumo e le narici Le spine nel sangue ti offro in dono cadendomi fra le mani ti stringo per sempre. Diventi pelle. Il mondo è un riflesso e tu sei fuori dal mondo. Effluvio perenne che tocchi ogni dimora”

Le sfumature della vita sono incise nell’albero della vita stessa, i cui segni concentrici sono da esplorare e da vivere.

Nasce in questo modo un percorso di conoscenza di sé, definito alchemico, che procede per tappe, gettando uno sguardo fugace ai tempi passati, per superare il gelo emotivo dell’oggi e tornare al caldo rassicurante del domani. Per veri intenditori, un’eccellenza da gustare con soavità.

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Claudio

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QUASI QUASI M’INNAMORO

Mittone Anna

È un Pasolini che si abbandona a momenti di vera e propria gioia quello che tra il giugno e l’agosto del 1959, al volante di una Fiat 1100, percorre la «lunga strada di sabbia», da Ventimiglia a Palmi e poi, spinto da una specie di «ossessione deliziosa», fino al comune siciliano più meridionale, per risalire infine la costa orientale e arrivare a Trieste. A La Spezia, da dove parte per San Terenzo e Lerici, sente che sta per avere inizio una fra le domeniche più belle della sua vita; a Livorno, non lascerebbe mai «l’enorme lungomare, pieno di ragazzi e marinai, liberi e felici»; e, finalmente, al Circeo: «Il cuore mi batte di gioia, di impazienza, di orgasmo. Solo, con la mia millecento e tutto il Sud davanti a me. L’avventura comincia». A commissionargli il viaggio è stata la rivista «Successo», che pubblicherà il reportage in tre puntate fra luglio e settembre, e Pasolini, spiaggia dopo spiaggia, incontra amici intellettuali e personaggi noti, si lascia incantare dalla gente semplice dei paeselli più remoti (a Portopalo «la gente è tutta fuori, ed è la più bella gente d’Italia, razza purissima, elegante, forte e dolce») e, portandosi in giro il suo entusiasmo per la scoperta, il suo sguardo emozionato e insieme acuto di futuro regista, annota scorci e impressioni tanto potenti da restituirci un quadro dell’Italia di allora: un’Italia in cui il boom economico, solo presagito, non riesce ancora ad avere la meglio sulla felicità del sogno pasoliniano d’innocenza.

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Pasolini Pier Paolo

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