Recensioni

Racconti tra nord e sud

Talarico Olimpio e Mapelli Angelo Maurizio

Descrizione: Racconti pregnanti, ambientati nel territorio di Bergamo, città emblema del lavoro, e in Calabria con i suoi paesi di mare e collina e la gente semplice e orgogliosa. Protagonisti di ogni età, in un confronto che è amore per la vita, realtà distanti nella storia e nelle relazioni, con personalità accomunate nei forti sentimenti e negli stupori di fronte al miracolo del divenire. Sono vicende caratterizzate dall'inquietudine e dalla pacatezza, dalla meditazione e dalla vitalità dello spirito. Sono ritratti del cuore e della mente, racconti in cui trovarsi e ritrovarsi. Bergamo e la Calabria, il nord e il sud del Paese, mondi lontani, con tratti comuni e distanze non solo geografiche.

Categoria: Recensioni

Editore: Rubettino

Collana: Patipatisse

Anno: 2014

ISBN:

Recensito da Serena Vissani

Le Vostre recensioni

Racconti tra nord e sud è una raccolta di racconti attraverso la quale i due autori, Angelo Maurizio Mapelli e Olimpio Talarico, hanno deciso di descrivere il Nord e il Sud del nostro Paese. Una raccolta di racconti, di per sé, spaventa sempre il lettore e, in qualche maniera, gli richiede una notevole quantità di energie: capire il filo conduttore che accomuna i singoli testi, impegnarsi a ricordare nuovi nomi e luoghi, dopo essersi a fatica affezionati a quelli del racconto precedente. Nel nostro caso, gli autori hanno voluto andare incontro ai lettori, ricorrendo a un titolo efficace, seppur sintetico. I due scrittori hanno a tal punto desiderato che il destinatario della loro opera si concentrasse sulla geografia dei diversi testi da indicare loro stessi il tracciato da seguire. E così il lettore, incuriosito e allo stesso tempo grato di questo piccolo seppur prezioso suggerimento, si metterà alla ricerca delle indicazioni topografiche presenti in ogni pagina dell’opera. Accarezzando il foglio con gli occhi, chi intraprende questo viaggio immaginario attraverso l’Italia potrà scorgere la penna di Talarico nei racconti in cui la Calabria fa da padrona, mentre sarà in grado di individuare il tocco di Mapelli in quelli in cui Bergamo è, quando più e quando meno, la protagonista indiscussa di vicende e riflessioni.

La Calabria che il suo autore evoca, testo dopo testo, quasi fosse un percorso tracciato dal formidabile filo di Arianna, è quella di un passato in cui la modernità non ha ancora contaminato l’uomo. Il ricordo, la memoria, l’aneddoto contenuto nel flashback di un personaggio che rammenta un evento passato. E poi c’è la memoria di Talarico che vuole ricostruire la concretezza della tradizione e della cultura dalla quale proviene. Insieme al ricordo, sfumato eppure nitido, lontano e allo stesso tempo vivo, si percepisce un senso di nostalgia che lega lo scrittore alla terra natia, una terra che non vuole però isolare dal resto d’Italia, che non vuole rappresentare come una biblica Terra Promessa. La Calabria è uno dei luoghi dove si è fatta la Storia del nostro Paese, e Talarico ce lo mostra attraverso un racconto dedicato ai fratelli Bandiera, così come Mapelli celebra la sua Bergamo attraverso Donizetti, la cui morte coincise con l’invasione piemontese del Lombardo-Veneto nel 1948.

I racconti di Mapelli sono intrisi di una diversa linfa: la città si avvicina e si allontana di continuo. È come se il lettore rigirasse in continuazione un immaginario cannocchiale, attraverso il quale ora vede la città in tutta la sua consistenza, penetrando nei dettagli fin nelle fughe dei muri di ogni singola casa, ora la scorge da lontano, quasi sfocata dalla nebbia in una notte d’inverno. Nei racconti bergamaschi,  Mapelli è decisamente più eterogeneo di Talarico. Tratta la sua città da mille punti di vista. Se i testi calabresi assomigliano ai pezzi di un puzzle, quelli bergamaschi sono paragonabili a tante piccole e variegate pennellate di colore, le quali, se prese da sole desterebbero appena l’attenzione del fruitore, ma se considerate nel loro insieme danno vita a un ritratto pieno di luce. L’autore, infatti, gioca con l’arte, con la storia, con la letteratura, rendendo oggetto dei vari racconti le sue competenze di insegnante. E Manzoni ne è l’esempio più significativo.

Siamo di fronte a una raccolta di racconti che intende attrarre il lettore attraverso la brevitas che caratterizza il genere letterario, ma anche ricorrendo alle singole citazioni che aprono il sipario di ogni piccola vicenda. E la curiosità, una volta solleticata, non può che muoversi da sola.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

E

Olimpio

Talarico

Libri dallo stesso autore

Intervista a Talarico Olimpio e Mapelli Angelo Maurizio


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

In quarant’anni è cambiato tutto. Se una volta nelle audizioni discografiche era bandita la cover di un brano famoso, oggi nei pre-casting dei talent show è proibito eseguire un inedito. Negli anni Settanta gli aspiranti talenti erano musicisti, gruppi e cantautori che si esibivano cantando e suonando brani originali. Nei talent show di oggi si è scelti cantando a cappella, a voce nuda, senza l’utilizzo di strumenti musicali di accompagnamento. Le cover di brani noti sono obbligatorie. Il pop televisivo è ormai l’unico codice riconosciuto dai network generalisti. Attraverso le molteplici esperienze dirette dell’autore, “Talent Shop” racconta la storia dei giovani talenti di ieri e di oggi e le diverse quanto opposte modalità di scouting: dalle audizioni negli uffici discografici negli anni Settanta e Ottanta ai “Karaoke casting” televisivi degli anni Novanta, fino ai grandi raduni di massa dei pre-casting dei talent show odierni. Tra romanzo, autobiografia e saggio, il libro si avvale di numerose testimonianze di autorevoli personaggi del mondo discografico e televisivo come Alberto Fortis, Morgan, Mara Maionchi, Ivan Cattaneo, Karima, Marco Mengoni e tanti altri.

Talent shop

Manfredi Roberto

Quando facciamo una scelta - che si tratti di amore, lavoro, casa, figli - il più delle volte non è il 100% di noi a prendere la decisione. Una parte non piccola continua a essere innamorata dell'uomo che si sta lasciando, dell'appartamento da cui si sta traslocando, delle pause caffè con i colleghi di sempre. Queste cose non scompaiono come avviene nei film o nei romanzi. Lí, il protagonista sceglie di cambiare vita, si sposa o divorzia, emigra, butta all'aria la carriera, diventa un ladro o una spia. Ma comunque vadano le cose, quello che si è lasciato alle spalle rimane, appunto, alle spalle. Nella vita reale, invece, le scelte che non abbiamo fatto continuano a vivere accanto a noi, e non occorre provare rimpianto per volere un po' di bene a quelle vite scartate per un soffio. Il più delle volte scegliamo tra due opzioni che non sono vestite una di bianco e una di nero, sono due nuances di grigio. E finiamo per scegliere quella che convince di più una parte di noi, il 51%, ad esempio. E il restante 49%, quello rimasto in panchina, non scompare, rimane lì. Capita di rincontrarlo. O di andare a cercarlo, come succede in questo libro. Nelle facce e nelle storie delle persone che, invece, hanno scelto di fare proprio le cose a cui noi abbiamo rinunciato.

Le scelte che non hai fatto

Perosino Maria

RITORNO A PLANAVAL

Dal Bianco Stefano

È come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra... e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a "succhiare aria" intorno a sé come un ciclista in salita. Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo. Solo alla fine, nell'attimo esatto in cui la lotta cede il passo alla quiete, quel figlio nato due volte si renderà conto che l'amore coraggioso, quello di una donna e di una madre come Signorina, porta nel suo stesso corpo le ferite e i graffi del tempo... L'amore graffia il mondo è il ritratto appassionante di una donna più forte delle proprie fragilità e del vento della storia: una figura indimenticabile, unica, eppure sorella delle tante donne che ogni giorno come guerriere silenziose rinunciano a se stesse per abnegazione e per amore. Ma - come Il dolore perfetto, con cui Riccarelli ha vinto il premio Strega nel 2004 - questo romanzo è anche la saga di una grande famiglia, con una galleria di personaggi severi o meschini, inermi o tenaci che rimangono incisi nella memoria perché appartengono a un tempo perduto. È la storia dell'amore più assoluto e viscerale, quello tra madre e figlio, e della speranza più visionaria. Ed è la celebrazione della forza dell'immaginazione: quella di una donna capace di trarre un abito dalle pieghe di un foglio di carta, perché bastano pochi semplici gesti per vestire di bellezza il mondo.

L’AMORE GRAFFIA IL MONDO

Riccarelli Ugo