Narrativa

Il pendolo di Foucault

Eco Umberto

Descrizione: Questo romanzo si svolge dall’inizio degli anni sessanta al 1984 tra una casa editrice milanese e un museo parigino dove è esposto il pendolo di Foucault. Si svolge dal 1943 al 1945 in un paesino tra Langhe e Monferrato. Si svolge tra il 1344 e il 2000 lungo il percorso del piano dei Templari e dei Rosa-Croce per la conquista del mondo. Si svolge interamente la notte del 23 giugno 1984, prima in piedi nella garitta del periscopio, poi in piedi nella garitta della statua della Libertà al Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi. Si svolge la notte tra il 26 e il 27 giugno dello stesso anno nella stessa casa di campagna che Jacopo Belbo, il protagonista, ha ereditato da suo zio Carlo, mentre Pim rievoca le sequenze temporali di cui si è detto sopra. In sintesi: tre redattori editoriali, a Milano, dopo avere frequentato troppo a lungo autori “a proprie spese” che si dilettano di scienze occulte, società segrete e complotti cosmici, decidono di inventare, senza alcun senso di responsabilità, un Piano. Ma qualcuno li prende sul serio.

Categoria: Narrativa

Editore: Bompiani

Collana:

Anno: 2014

ISBN: 9788845278662

Recensito da Luigi Bianco

Le Vostre recensioni

Umberto Eco, Il pendolo di Foucault

“In quel momento […] il Pendolo smorzava la propria velocità a un’estremità del piano d’oscillazione, per ricadere indolente verso il centro, acquistar velocità a metà del suo percorso, sciabolare confidente nell’occulto quadrato delle forze che ne segnava il destino”.

Sospensione. La sensazione che maggiormente si prova dalla prima all’ultima pagina di questo viaggio, e oltre, all’interno della nostra anima interdetta e turbata dal perpetuo moto inevitabile e dalla sua fine, che non finisce mai, che non sa finire. Sospensione che dura una notte intera, insieme lunga vent’anni e sei secoli. Un libro di storia di uomini, tre per la precisione, e un libro di Storia degli uomini, dell’umanità intera. Ma anche il libro di un inganno e delle sue atroci conseguenze, del non-perdono. È un libro composto da libri (come il professor Eco soltanto sa fare), centinaia, migliaia di libri, non gettati ma predisposti, guidati, sapientemente gustati, celati e ritrovati: la trama, in poco più di 700 pagine, si raccoglie attorno a una casa editrice e ai suoi tre esponenti Diotallevi, Belbo e Pim, l’io narrante, che, con leggerezza fatale, ordiscono un enorme complotto, manipolano, scoprono, uniscono, tessono brandelli di storie, miti e leggende che procedono insieme per poi unirsi, indissolubilmente, in un Piano che stravolge e si nutre della vita stessa dei suoi creatori: troppo poco per incidere la Storia, troppo per uscirne illesi. Rapiti dalla distorsione, dalla loro stessa invenzione, dal mostro che in un circolo vizioso continuerà ad alimentar-si dovranno rispondere, uno a uno, alla rivolta del Mistero…

Un romanzo non facile, certamente, ma ricco, avvincente, estasiante, che sa turbare e scuotere. Ricco di rimandi, di citazioni, di dubbi e di certezze: un’immensa frode che sa arricchire il lettore a discapito dei personaggi: al termine ci si sente in colpa ad aver partecipato alla creazione e insieme, inevitabilmente, alla distruzione. Pesante sì, ma per via del peso dell’Umanità che porta in grembo: Umanità parallela, sotterranea, che sa muovere il mondo, ma sottovoce.

Luigi Bianco

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