Narrativa

RESTA CON ME

Strout Elizabeth

Descrizione: Alcuni anni prima di essere in odore di Pulitzer, Elizabeth Strout tornò in libreria con “Resta con me” dopo il fortunato esordio di “Amy e Isabelle”. In questo secondo romanzo, una nuova esplorazione nel caleidoscopio dei sentimenti, tutto prende forma intorno a Tyler Caskey, un pastore protestante, e al tempo in cui vive, la fine degli anni Cinquanta. Il contesto, chi ha imparato a conoscere la Strout lo sa bene, è quel Maine ancorato a un antico passato di emigrazione, una provincia con la P maiuscola, claustrofobica ma anche capace di squarci edenici su una natura dolce e screziata dai colori più intensi. Qui, a metà del secolo scorso, vive un reverendo insieme alla figlia, una bambina di cinque anni tanto silenziosa in casa quanto capace di improvvise e violente esplosioni di ribellione a scuola, con i compagni di classe e le insegnanti. Ma a West Annett, in questa comunità che è una bolla di vetro, nulla passa inosservato, men che meno la figlia di un pastore: un esempio di probità e purezza, o così dovrebbe essere. L’autorevolezza di cui gode Tyler Caskey viene così gradualmente erosa da giudizi superficiali, velenosi, mentre la sua personale convinzione religiosa subisce una profonda frattura: i sermoni sono adesso rarefatti discorsi indirizzati a una comunità viziata, perdono di senso di fronte allo spietato silenzio di una figlia che ha perso la madre in un’età in cui non si dovrebbe. Poi, nell’ora più buia di Tyler, una straordinaria scoperta metterà alla prova la sua religiosa umanità e la sua volontà di resistere alle sfide. Quelle stesse sfide che, presto o tardi, mettono alla prova ognuno di noi. “Resta con me” conduce il lettore nelle pieghe più oscure dei nostri rapporti affettivi, lì dove la vertigine provoca quello sbandamento disarmante e voluttuoso da cui, preso in mano il coraggio, potremmo però riemergere con una nuova consapevolezza. Si scende, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri

Categoria: Narrativa

Editore: Fazi

Collana: Le Strade

Anno: 2010

ISBN: 9788864111247

Recensito da Valeria Martino

Le Vostre recensioni

 

Ebbene sì, il titolo, forse un po’ aleatorio soprattutto per chi ha poca dimestichezza con le Scritture,  potrebbe far immaginare una storia d’amore, magari straziante, dolorosa, infelice… ma già l’incipit del nuovo, atteso, romanzo di Elizabeth Strout, riporta ad una storia sì d’amore, ma d’Amore. “Resta con me, o Signore”: ecco, è questa la frase completa che spiegherebbe meglio il romanzo.

La trama è pressoché ordinaria – un pastore della Chiesa Congregazionale, rimasto vedovo, affronta le malevoli voci della piccola cittadina di West Annett, nel Maine, nonché le difficoltà della vita quotidiana, soprattutto quando si trova a dover educare da solo le sue due bambine.

Il tono, tuttavia, è sereno, pacato, armonioso, così come la figura di Tyler Caskey, il ministro del culto, la cui figura e personalità lentamente emerge fra le pagine e si riempie via via di dettagli.

Raramente succede – ma è questo il caso – che in un testo natura e umanità si compenetrano e si completano a vicenda: i paesaggi nevosi, i fiumi , gli alberi, le case in periferia…tutto partecipa al dolore del personaggio e lo sublimano.

I particolari emergono lentamente, il nome del protagonista, il luogo, il tempo e così anche il nome di lei, Lauren, la moglie del reverendo, la cui figura il lettore può solo ricostruire, grazie ai numerosi flashback narrativi che la scrittrice inserisce. I capelli rosso-fragola, i vestiti alla moda, le scarpe con il tacco alto, la franchezza senza inibizioni delle sue osservazioni, fanno di Lauren una figura poco “adatta” a Tyler, “una sgualdrina” addirittura era solito definirla Charlie Austin, il diacono.

E suscita scandalo, allora, che Katherine, la piccola di cinque anni, durante la recita del “Padre Nostro”, ha bisbigliato “Odio Dio”. Proprio lei, la figlia del reverendo. O piuttosto proprio Tyler, che non fa nulla per smentire le voci di una relazione con la sua domestica.

Resta con me” è un romanzo corale, come pochi nella storia della letteratura: la comunità che aveva accolto con fervore, stima e rispetto Tyler, è la stessa che adesso è capace di suscitare un vespaio intorno e di colpirlo, già agonizzante, attraverso le due persone più importanti vicino a lui e nel contempo, le più fragili, la piccola Kathy, incapace di parlare e per questo costretta a sedute psicologiche, e la domestica, Connie Hatch, accusata di omicidio.

Le certezze, l’amore per Dio, da sempre il fondamento solido su cui si basava la vita di Tyler, cominciano a vacillare; diventa sempre più difficile preparare i sermoni e parlare alla comunità, alla sua comunità.

La salvezza per Tyler sarà- paradossalmente- un momentaneo abbandono del pulpito, un ritrovarsi uomo e peccatore, insieme a tanti uomini e peccatori. La fine del romanzo coincide con il trionfo dell’Amore, con la mano di Dio che rialza e accompagna Tyler.

E per tutti noi che <amiamo in modo imperfetto>, “Resta con me” è quasi una tappa, difficile ma necessaria, per avvicinarsi alla Sensazione.

 

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