Letteratura femminile

RISVEGLIO

Rice Anna

Descrizione:

Categoria: Letteratura femminile

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja scienza

Anno: 2013

ISBN: 9788850234479

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

Risveglio può piacere e non piacere. Ma una cosa è certa: in questo romanzo non vi è traccia di erotismo. Sarebbe più adeguato parlare di pornografia, per l’assenza totale di una storia che abbia un senso o che possa giustificare in qualsiasi modo – sempre che si possa fare – la quantità di volgarità e banalità racchiuse in essa.

L’autrice, partendo dal risveglio fiabesco – noto a tutti – della Bella addormentata, costruisce senza alcuna fantasia una storia morbosa dove il sesso ossessivo, perverso e fortemente disturbato farcisce ogni pagina, trascinando il lettore in un abisso di disgusto e noia che difficilmente induce a terminare la lettura delle 236 pagine.

La schiavitù in cui principi e principesse di regni lontani vengono trascinati dalla spietata Regina e dal suo unico figlio – bello sì, ma pietosamente succube di sua madre – è del tutto incomprensibile. Ridotti a giullari e oggetti di piacere, i giovinetti sono sottoposti ad abusi fisici e psicologici per la gioia e il divertimento dell’intera corte di nobili annoiati, di perversi paggetti e di servitù depravata.  Bella – la principessa con un nome ben poco originale svegliata dal sonno non da un bacio ma, ovviamente, dalla  penetrazione con contestuale deflorazione da parte del prestante Principe azzurro – è la quindicenne che viene strappata ai genitori ancora assonnati, e al suo regno ingiallito, per essere condotta nuda sino alla reggia del Principe e della Regina madre e unirsi allo spettacolo.

Qui verrà  addestrata al dolore, all’umiliazione e ad ogni sorta di prevaricazione e violenza finalizzate ad annullarne la volontà ed eliminare ogni barlume di ribellione e amor proprio. Per quale ragione? Non si sa.

Sculacciate di natiche, pizzicotti ai seni e agli organi genitali si ripetono con una frequenza ossessiva in tutto il libro. Per non parlare delle continue penetrazioni e della fellatio nevrotica come forma di tormento misto a piacere inflitte ad ogni ora del giorno e della notte. Tanto che tra botte continue, torture indicibili e privazioni del sonno ci si chiede come possano questi schiavi di sangue blu non stramazzare al suolo e continuare ad essere rosei e belli.

A parte qualche lacrima e gemito strozzato, i principi e le principesse rivelano una resistenza e un controllo degni dei più valorosi soldati. Ammirevole, se non fosse per l’ilarità che certe immagini suscitano in chi legge.

Ho trovato poi che la sottomissione psicologica a cui le vittime sono sottoposte, oltre all’inspiegabile violenza fisica che arriva fino a stupri ripetuti, siano raccontati con incomprensibile leggerezza, un’ingenuità in cui anche un testo che si propone di essere un esempio di letteratura erotica non dovrebbe mai sconfinare, per non parlare dell’attaccamento e dell’amore che gli schiavi arrivano a provare per i propri aguzzini, uno stato psicologico paragonabile alla ben nota sindrome di Stoccolma. 

Forse l’autrice ha letto Historie d’O di Pauline Réage, ma è evidente la distanza anche da quel tipo di scrittura.

Risveglio, scritto nel 1983, arriva in Italia solo nel 2013, ma  la prima edizione risale al 1995, anno in cui viene pubblicato dalla casa editrice Sperling & Kupfer con il titolo, guarda caso,  La bella addormentata . Un testo che precede quindi il caso letterario “Cinquanta sfumature di grigio“, ma che non aggiunge nulla al genere. L’autrice americana, divenuta famosa come autrice di culto della narrativa horror grazie al romanzo Intervista col vampiro, pare abbia sconvolto lo stesso mercato americano e inglese con questa rivisitazione in chiave pseudoerotica della fiaba per bambini. 

Un libro di cui, a mio parere, si poteva continuare a fare a meno e, soprattutto, l’autrice poteva evitare di scomodare il precedente fiabesco per una simile trasposizione.

Mi viene da dire: peccato che sia solo il primo di una trilogia.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Anna

Rice

Libri dallo stesso autore

Intervista a Rice Anna

Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite fissava per tutto il mondo 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, da raggiungere entro il 2030. Obiettivi concreti, relativi all’eliminazione della povertà e della fame, all’istruzione di qualità e alla parità tra i sessi, alla salute a tutte le età, all’acqua, all’energia, all’occupazione, alla crescita economica e alle disuguaglianze, alle infrastrutture e alle città, al consumo e alla produzione, alla lotta contro il cambiamento climatico, alla flora e alla fauna, alla pace e alle istituzioni. I grandi della terra hanno convenuto che le importanti trasformazioni in corso sono connesse tra loro. Le ‘primavere arabe’ sono state anche il frutto di carestie e crisi alimentari indotte dai cambiamenti climatici, così come le innovazioni tecnologiche sono indispensabili per la transizione ecologica ma possono generare disoccupazione e tensioni sociali. E così via. Per affrontare questi problemi complessi serve dunque un pensiero integrato e profondamente innovativo. E un larghissimo concorso di forze politiche, economiche e sociali che lo metta in pratica. E’ questa l’idea alla base dell’ASVIS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, promossa da Enrico Giovannini nel febbraio del 2016 e che oggi raccoglie più di 170 soggetti tra associazioni imprenditoriali, sindacati, volontariato, fondazioni e università. Lo scopo è quello di elaborare idee nuove per rendere lo sviluppo equo e sostenibile e incalzare chi può concorrere alla realizzazione dei 17 obiettivi dell’ONU: in primo luogo il governo italiano, ma anche le imprese e gli altri attori della vita economica e sociale, fino ai singoli cittadini. In questo saggio si affrontano le ragioni, le caratteristiche e gli obiettivi di una utopia sostenibile. E indispensabile per le donne e gli uomini del XXI secolo.

L’utopia sostenibile

Giovannini Enrico

Calabretto ricostruisce L’Histoire du soldat

Attore cinematografico e teatrale, regista, doppiatore, Giancarlo Giannini è un grande protagonista del cinema italiano, tra i più dotati e apprezzati dal pubblico e dalla critica, pluripremiato (nel suo palmarès vanta anche una nomination all'Oscar come miglior attore protagonista per "Pasqualino Settebellezze"). Grazie alla sua lunga e fulgida carriera, tutti conoscono le grandi interpretazioni di Giannini in film famosissimi in cui è stato diretto da registi del calibro di Lina Wertmüller, Luchino Visconti, Ettore Scola, Francis Ford Coppola, Ridley Scott, Mario Monicelli, Dino Risi e Rainer Fassbinder. Quello che scopriamo in queste pagine è sì il Giannini attore e personaggio pubblico, ma anche e soprattutto il Giannini privato, che da grande affabulatore qual è si racconta a ruota libera, intrecciando la sua storia personale a quella del nostro paese e del cinema internazionale. In questa autobiografia, generosa e travolgente come lui, troviamo dunque il racconto della sua adolescenza tra Napoli e Roma, gli studi di perito elettronico, la grande passione per la cucina e per le invenzioni (è suo il giubbotto pieno di gadget che Robin Williams indossa nel film "Toys"), i suoi incontri con le stelle del cinema internazionale, il lungo sodalizio con Mariangela Melato, le telefonate (e le abbuffate) notturne con Fellini...

Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi)

Giannini Giancarlo

Non è solo un gioco