Poesia

RITORNO A PLANAVAL

Dal Bianco Stefano

Descrizione:

Categoria: Poesia

Editore: Mondadori

Collana: Lo Specchio

Anno: 2001

ISBN: 9788804499862

Trama

Le Vostre recensioni

Ritorno a Planaval di Stefano Dal Bianco è una sorta di diario raccontato in poesia e arricchito da brevi prose. Gli ambienti sono la città, il mare e il villaggio di Planaval, in Valgrisenche.

I temi: la natura, gli affetti, la memoria e, sempre e sopra a tutto, il dipanarsi della personalissima osservazione pensante del poeta.

Nella poesia introduttiva “I sensi”, il pesco fiorito nella città di Milano “non è l’idea della vita che vince il cemento ma solo un’aria di cemento, una vita di cemento nel pesco“, la vita del poeta. “La nostra vita, elusa sopra i tetti“.

E nella poesia “Colombino”, il poeta, si rivolge al colombo sul davanzale e  – con le parole terse del cielo che guarda – pensa e scrive “…mi distolgo…/ Non per non farti paura/o per amarti di più,/ma perché la mia vita è diversa/é per giustizia/che il nostro cuore si assomiglia/come un uomo e un animale/diversi e uniti sotto lo stesso sole“. Rilasciando così un sentire lirico in cui la comunanza e l’appartenenza vivono nel rispetto della consapevole diversità.

Non mancano personificazioni emozionali e prospettive inattese di viaggio, come nella prosa breve “Sul treno”

Sedersi al finestrino con le spalle alla testa del treno, così che invece di incontrare il paesaggio che arriva la vista si perda sul paesaggio che scompare, il nuovo arrivando di sorpresa, così violento e di già nauseante come un tradimento

E non manca il passaggio nel corridoio dei ricordi con “un’aria più serena e una luce più antica negli occhi” portata dalla stanza degli affetti.

E l’amore, che diviene “aria e il modo in cui le cose vi si immergono

E tutto  “è toccato dalla luce” e diviene  e si perde nella memoria:

la gioia sta nella memoria, la memoria nel pianto

Una raccolta scritta con stile libero e scevro di concessioni retoriche. Un percorso adatto a pionieri ed esploratori che amano posare lo sguardo per la prima volta e nutrire germogli di pensiero.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Stefano

Bianco

Dal

Libri dallo stesso autore

Intervista a Dal Bianco Stefano


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Ancora oggi successo a teatro, Chi ha paura di Virginia Woolf? fu così schoccante per l'America di allora che non Vinse mai il meritatissimo premio Pulitzer, che invece Albee ottenne per ben tre volte con A delicate balance nel '67, Seascape nel '75 e il bellissimo Three tall women, tre figure femminili e un figlio diseredato in quanto gay (l'opera più autobiografica). Molti altri premi hanno costellato la lunga carriera di Albee, onoreficenze che gli permisero di aprire una Fondazione a suo nome nel '94 per sostenere il "William Flanagan Creative Persons Center", una colonia di scrittori ed artisti di Montauk.

Chi ha paura di Virginia Woolf?

Albee Edward

1 – Introduzione alle sezione letteratura erotica

La i-settimana dedicata a Pasolini

Nella teoria e nella filosofia dell’arte viene evidenziata di solito la differenza tra l’arte e le altre pratiche umane. Ciò fa sì che non vengano sufficientemente spiegate né la pluralità delle arti né la rilevanza dell’arte nell’ambito della forma di vita umana. Per questa ragione Georg W. Bertram propone una nuova impostazione nella definizione dell’arte, difendendo la tesi che nell’esperienza delle opere d’arte vengono rinegoziate diverse determinazioni della prassi umana. In questo senso, l’arte è una prassi riflessiva molto produttiva nell’ambito del rapporto dell’essere umano con il mondo. Di più: l’arte è una prassi della libertà.

L’arte come prassi umana

Bertram Georg W.