A volte ritorno

Niven John

Descrizione: Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

Categoria:

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi - Stile libero big

Anno: 2015

Traduttore: Marco Rossari

ISBN: 9788806225803

Recensito da Angela Del Prete

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Metti che Dio, in pieno Rinascimento, decida di andare a farsi una vacanza. Quando ritorna, dopo una settimana per lui, ma 400 anni per gli uomini, è successo di tutto. Guerre, genocidi, terrorismo e fanatismi vari. Grazie al libero arbitrio che sembrava il dono più grande che Dio potesse farci, gli umani sono alla deriva e non resta che trovare al più presto una soluzione.

E così a Gesù, figlio capellone e sballato, non resta che tornare sulla terra a rifare tutto il lavoro già fatto secoli prima che, come ben sappiamo, non era finito bene. Solo che stavolta si ritrova negli USA, è un musicista scapestrato e bravissimo, dal grande cuore, che passa le giornate ad aiutare le persone più deboli e gli sfigati, a fumare marijuana a più non posso e a suonare, che è praticamente l’unica cosa che sa fare. Cerca in ogni modo di diffondere il suo messaggio, cioè l’unico vero comandamento che Dio avrebbe voluto trasmettere agli uomini (se Mosè non avesse fatto di testa sua.): “Fate i bravi”. Viene arrestato, picchiato, molestato in continuazione. Fino a quando a uno dei suoi ‘discepoli’ viene un’idea: far partecipare Gesù a un talent. Il più famoso e seguito talent d’America. Un modo moderno per trasmettere il messaggio di Gesù. E fare anche un bel po’ di soldi. A quel punto succede di tutto: un viaggio on the road da New York a Los Angeles, la musica, la gara, i soldi. Eventi che ci sbattono in faccia tutti i modi che abbiamo usato per deviare da quel semplicissimo “fate i bravi”.

John Niven in A volte ritorno” non risparmia nessuno. Ridiamo tantissimo, certo, ma non ne usciamo affatto bene. Santi, profeti, preti e predicatori, autorità varie, tutti vengono attaccati e rivoltati come calzini. Nel mondo ideale che vorrebbero Dio e Gesù le armi vengono confiscate, ognuno collabora come può, si aiutano i più deboli, tutti sono i benvenuti, non si predica niente e nessuno è a capo di niente. Niente immagini sacre, niente chiese, nessuna discriminazione. Le persone possono avere dubbi e le debolezze vengono sempre perdonate. Ma, appunto, si tratta di un mondo ideale.

Un libro provocatorio che ci rinfaccia tutte i misfatti umani. Ma anche un libro divertentissimo, acuto e profondo. Dal linguaggio diretto, senza scrupoli, chiaro. Come la storia che racconta. Un libro che offende i bigotti e forse anche qualche cristiano non troppo bigotto. Ma che potrebbe piacere a chi non si prende troppo sul serio, nonostante la fede. Un libro moderno, che prende un concetto un po’ impolverato e appesantito da pregiudizi, bugie e cattiverie, e lo racconta come dovrebbe essere raccontato oggi. Senza troppa retorica e con razionalità. Perché, parliamoci chiaro, le armi, l’omofobia, il razzismo e i fanatismi (e anche i talent, sì) fanno parte del nostro presente, della società in cui viviamo ora. Proprio in questi giorni. E se Gesù dovesse tornare, si troverebbe ad affrontare davvero tutto questo. E l’idea di un Gesù capellone, con le converse sbrindellate, che suona come un dio, che impegna la sua chitarra per comprare da mangiare agli amici non è poi così terribile, no?

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Intervista a Niven John


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