Narrativa

Rosso Istanbul

Ozpetek Ferzan

Descrizione: Una sera, un affermato regista turco, che vive a Roma da alcuni anni, prende in gran fretta un aereo per Istanbul, la città dov'è nato e cresciuto. L'improvviso ritorno a casa scatena una serie di ricordi che sembravano sopiti: oltre alla madre affascinante ed elegantissima, il padre, misteriosamente scomparso per dieci anni (in Italia?), e altrettanto misteriosamente ricomparso; le zie zitelle, assetate di vita e di Martini, e i loro giovani amanti; e poi i fratelli, la fedele cuoca. E un amore, un amore perduto. Ma mai dimenticato. Stanza dopo stanza, i ricordi diventano più reali e la Istanbul della sua infanzia e adolescenza sembra riprendere forma. Ma con il passato il protagonista dovrà anche fare i conti. A questa storia se ne intreccia, imprevedibilmente, un'altra. Perché sullo stesso aereo Roma-Istanbul c'è, insieme al marito e a una coppia di amici, una donna. Il loro è un viaggio d'affari e di piacere, per festeggiare un evento importante. Finché accade qualcosa, e il loro futuro cambia direzione. Tra caffè e hammam, amori irrisolti e tradimenti svelati, melanconia e voluttà, il regista e la donna si sfiorano e, alla fine, si incontrano. Proprio come in un film di Ozpetek. Solo che stavolta è lui - forse - il protagonista.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Strade Blu

Anno: 2013

ISBN: 9788804633464

Recensito da Vanessa

Le Vostre recensioni

In Rosso Istanbul, romanzo d’esordio del regista italo-turco Ferzan Ozpetek, ogni paesaggio, ogni dettaglio, ogni ricordo suggerito diventa poesia.

Attraverso brevi e intensi capitoli, l’io narrante libera il proprio struggimento e canta l’amore, la libertà, la patria.

Nella storia, le vicende del protagonista, il regista in prima persona, s’intrecciano con quelle di una donna, Anna, incontrata per caso sul volo di andata verso Istanbul.

Da questo momento in poi il romanzo procede per episodi, frammenti di vita sia di lui, sia di lei. L’autore si sforza di cogliere l’essenza della donna, sempre sfuggente, proprio come Istanbul, la città che fa da sfondo, storica e leggendaria al tempo stesso. Il filo conduttore degli avvenimenti è il colore rosso: il rosso di un vestito, il rosso dell’alba, il rosso del sangue, il rosso dell’amore, è rosso ovunque.

Il romanzo, invece, racconta di un viaggio. Anna, oltre ad esplorare la bellissima città turca, comincia a viaggiare dentro di sé e a scoprire caratteristiche nuove, che nemmeno lei pensava di avere. E allora cambia. Come Istanbul nel suo eterno divenire.

Rosso Istanbul è incantevole, affascinante come la realtà che narra. Dopo il libro, non resta che aspettare il film, che sicuramente non deluderà le aspettative.

Qui il sito ufficiale dell’autore.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Ferzan

Ozpetek

Libri dallo stesso autore

Intervista a Ozpetek Ferzan


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

«Chiamatemi Tiresia. Per dirla alla maniera dello scrittore Melville, quello di Moby Dick. Oppure Tiresia sono, per dirla alla maniera di qualcun altro…». Questo l’inizio folgorante della Conversazione su Tiresia, un racconto articolato che ricostruisce la storia del celebre indovino attraverso i secoli, con 63 versioni del mito declinato in età antica e moderna da scrittori, poeti, filosofi, drammaturghi. E discorrendo dell’indovino cieco Camilleri si abbandona al racconto, narra di miti e di dèi, di libri e scrittori, di uomini e donne, di teatro e personaggi, di sé e dell’oggi, di cecità e preveggenza, e lo fa nel modo mirabile che i lettori gli conoscono. Il destino di un protagonista letterario si snoda dalla tragedia greca - ben quattro raccontano la storia di Tiresia - a Omero, Dante, Eliot, Apollinaire, Primo Levi e tanti altri; persino Woody Allen lo fa apparire in un suo film. Indossando i panni di Tiresia Camilleri, con la potenza del mito e la forza della sua narrazione, conferma l’incrollabile passione per il teatro, la formidabile cultura, e ci regala un’opera unica, preziosa.

Conversazione su Tiresia

Camilleri Andrea

Le quarantanove prose di questo libro raccontano la graduale maturazione spirituale di un giovane uomo che, giorno dopo giorno, cerca di chiarire il proprio legame con se stesso, ma anche con la figura della madre e del padre, con la propria fidanzata, la città, il paese e lo Stato. In un periodo assai breve, ma come in un'illuminazione prolungata, egli tenta di radicarsi nella realtà in cui vive cercando di acquisire una solidità che nei tempi consumistici ed egotici di oggi sembra negata. È possibile rafforzare se stessi da se stessi? L'autore ci racconta quarantanove giorni della sua vita tentando di raggiungere ciò che il poeta Giorgio Caproni chiamava "quello stato profondo di sé che è di tutti", cercando di riportarlo alla realtà quotidiana, spingendo la poesia oltre il libro che la contiene.

Quarantanove giorni

Ricciardi Jacopo

Scrivere un racconto sulla paternità è come scriverne uno sulla vecchiaia: puoi immaginartela anche a vent'anni, ma non ti scricchiolano le ossa. Per questo motivo fanno parte di "Scena padre" soltanto scrittori che genitori lo sono davvero. Di fronte ai figli "di carta" non c'è bisogno di ricalibrare costantemente le proprie aspettative, o di reinventarsi ogni giorno. Nella vita invece può capitare che, superato lo stupore della prima notte passata in casa con la figlia appena nata, ci si domandi chi diventerà quel fagotto che dorme nella culla. Magari qualcuno con cui non sarà facile parlare, se non con brevi comunicazioni di servizio appiccicate sul frigorifero ("A che ora devo accompagnarti in palestra?", "Ho lasciato il pollo nel forno", "Anche oggi un'altra nota?") cercando di far passare fra le righe prima di tutto l'affetto. In quest'antologia di racconti inediti, otto scrittori affrontano la meraviglia e il divertimento nel constatare quanto un figlio possa esserti alleato e rivale in parti uguali. E mentre affini la creatività e l'ironia necessarie a parare i colpi, ti accorgi dello scarto tra la potenza del generare e l'impotenza dell'allevare, davanti a qualcuno che riesce sempre a spiazzarti. E allora diventare padri può significare anche rimettersi in discussione come figli.

Scena padre

Magrelli Valerio, Fois Marcello, De Silva Diego...

"La voce di un poeta che nel seguire le intermittenze della coscienza ci indica una volta di più la necessità della poesia, unica via di salvezza..." (dalla prefazione di Andrea Matucci)

La morte di Empedocle

Di Carlo Franco