Letteratura femminile

Sabbia

Dewalker F Eva

Descrizione: In un meraviglioso borgo di mare, dove la bellezza della natura e delle atmosfere del passato non è spenta dalla modernità, giunge Emma. Eva F Dewalker, un’amica di famiglia recentemente scomparsa, le ha lasciato ogni suo avere, a una condizione: che Emma esegua alcune sue volontà. Seguendo le istruzioni contenute negli scritti di Eva e le rivelazioni di un manoscritto ancora inedito, Emma comprenderà il proprio bisogno di cambiamento e scoprirà il seducente mistero che rende magica la spiaggia, sulle tracce del Comandante, leggendario uomo di mare e pittore, che “sapeva dipingere il colore degli istanti” e che ha lasciato al mondo qualcosa di eterno. In un villaggio di riviera in cui ognuno può rivedere il suo mare del cuore, sulla veranda dello stabilimento balneare di Gian e sulla spiaggia, si incontrano la videomaker Emma, la sua ospite Deiva, la bionda traduttrice Aileen, il nuovo medico del paese Radu, il documentarista giramondo Sandro e altri ancora. Una commedia sentimentale romantica, briosa e toccante, sulla magia e sulla forza implacabile dei desideri e dell’amore, al di là del tempo e dello spazio, e persino oltre i confini della vita terrena. Even in English.

Categoria: Letteratura femminile

Editore: Edizioni dEste

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788898726578

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

C’è qualcosa da scoprire, su di me e sulla mia vita, fatti che nessuno ha mai saputo. Non è stato facile tenere tutto per me così a lungo. In fondo le cose esistono davvero solo se possiamo condividerle con gli altri. Ecco, io desidero che questo qualcosa abbia una sua compiuta esistenza, perciò voglio che qualcuno lo conosca, e lo porti, in qualche modo, a una realizzazione. Quel qualcuno è Emma.  

Sono le parole di Eva F Dewalker a condurre il lettore in un luogo senza tempo. Non è lontano. E’ più vicino di quanto si possa pensare. Un borgo in cui, in realtà, il tempo si è fermato conservando quel fascino incantato che sopravvive ad ogni cambiamento, nonostante si tratti dell’anno 2066.

Una, anzi, più lettere scritte da Eva prima di morire, portano la sua erede testamentaria e morale, Emma, su una spiaggia straordinaria perché è qui che è custodito un segreto a cui turisti, curiosi o semplici viaggiatori, come Aileen, accorrono.

Emma non sa nulla di tutto questo, se non che una vecchia amica di sua madre, Eva appunto, le ha lasciato tutti i suoi beni, tra cui una casa al mare e una grossa busta in cui sono racchiuse le sue ultime volontà: si tratta di un gioco in realtà, una sorta di caccia al tesoro a cui Emma decide di partecipare per scoprire i segreti di questa donna, a cui sente di essere profondamente legata. Emma si ritroverà così a vivere dentro il cuore di Eva e del suo amore per il bel Comandante, incontrato anni prima e di cui rimangono ancora vive le tracce nei luoghi e nelle vite di coloro che lo hanno conosciuto, come il figlio Gian (bello quanto il padre) o come Deiva, amica di Eva.

Lentamente il quadro prende forma e i colori si fanno sempre più nitidi: tutto si ricompone sulla tela su cui sono già impressi da tempo luoghi, volti e parole, come quelle del romanzo inedito di Eva, lasciato a Emma perché possa trovare una voce. Se Eva voleva essere liberata, bisognava disfarsi anche dello pseudonimo con cui aveva sempre firmato i suoi libri. La vera libertà sta nell’essere autentici.

Il segreto è svelato e la sabbia diventa cosa viva muovendosi in una danza surreale con il mare, mossa dall’amore universale che tutto unisce, al di là dello spazio e del tempo.

Noi siamo dove amiamo, e là vorremmo sempre essere. Non credi, Emma? Per parte mia, mai concetto fu più vero. Anch’io, Emma, fui laggiù perché amavo. Cercavo un luogo di bellezza, sentivo che la bellezza, quella che sorge dallo splendore della natura e sfolgora in un cielo dispiegato sul mare, poteva contenere il germoglio di una rivoluzione per la mia esistenza, in quel particolare momento.

Il romanzo di Eva si fa visionario, le sue parole predicono, svelano e incantano. La sensazione è quella di essere sospesi in una realtà parallela, osservati a nostra volta come fenomeni sovrannaturali. Complice la colonna sonora indicata dall’autrice, la duplice versione italiano-inglese (traduzione di Miriam Bait) e le bellissime illustrazioni di Angela Varani, la lettura del romanzo di Eva F Dewalker, ovviamente uno pseudonimo, è davvero qualcosa di unico. La sensazione è quella di trovarsi dentro la storia e di vivere l’avventura di Emma come qualcosa di necessario, una sorta di catarsi, di viaggio interiore, di rivelazione. I cambiamenti durano una vita, ma è sempre in un singolo, piccolo istante che decidi di farli capitare.

Non rimane che farlo succedere.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Lucilla Parisi su I-libri | Sabbia & Sand

[…] La recensione […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Eva

F

Dewalker

Libri dallo stesso autore

Intervista a Dewalker F Eva


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Varsavia, 1940. Adam aveva nove anni ed era alto un metro e ventisei; misurare la sua altezza era uno dei passatempi con cui lui e lo zio ingannavano la monotonia della vita nel ghetto. È nel filo spinato che separa quell'isola dimenticata nel cuore della città dal mondo esterno che, all'alba di un gelido mattino d'inverno, viene ritrovato il suo corpo senza vita: nudo, la gamba destra amputata sotto il ginocchio. Poi è la volta di Anna, quindici anni: anche lei è stata gettata nel filo spinato, ma a mancarle è la mano destra. In entrambi i casi, nelle parti mutilate la pelle presentava macchie o strane anomalie. La lotta quotidiana per la sopravvivenza non dà il tempo di soffermarsi sulle analogie che legano i due delitti: quando l'orrore è all'ordine del giorno, analizzarne i dettagli è una pratica che può condurre alla follia. Eppure, proprio nei particolari si scorge la strada verso la verità, e solo la ricerca della verità può in qualche modo placare il dolore e il senso di colpa di Erik Cohen, zio di Adam nonché psichiatra nella precedente vita da uomo libero. Quando Adam è scomparso, era lui a doverlo tenere d'occhio; è stato lui, dietro tanta insistenza da parte del bambino, che si annoiava in casa, a dargli il permesso di uscire a giocare, facendogli promettere di non allontanarsi dalla strada, neanche se i marziani fossero atterrati sulla sinagoga e avessero chiesto a lui in persona di negoziare un trattato di pace. L'uomo inizia un'indagine personale.

Gli anagrammi di Varsavia

Zimler Richard

È il racconto degli avvenimenti vissuti nel corso di una giornata da Leopold Bloom e Stephen Dedalus a Dublino, in un vagabondaggio che ripercorre le tappe dell'Odissea. Episodi, scene e fatti sono costruiti con più o meno evidente parallelismo rispetto all'opera omerica. Il romanzo però non si esaurisce in questo, vuole essere anche una "summa" di tutti gli aspetti dell'uomo moderno e dei suoi rapporti con la società.

Ulisse

Joyce James

Alla vigilia della morte, stendendo l’elenco delle sue opere sul retro del quaderno di “Suite francese”, accanto al “Vino della solitudine” l’autrice scriveva: «Di Irène Némirovsky per Irène Némirovsky». Non sarà difficile, in effetti, riconoscere nella piccola Hélène – che all’inizio del romanzo siede a tavola dritta e composta per evitare gli aspri rimproveri della madre – la stessa Irène; e nella bella donna dall’aria annoiata – che a cena sfoglia le riviste di moda appena arrivate da Parigi in quella lontana provincia dell’Impero russo, che si occupa di sé e del giovane amante ignorando la figlia – quella Fanny Némirovsky, che ha fatto dell’infanzia di Irène un deserto senza amore. Hélène detesta la madre con tutte le sue forze («doveva baciare quel volto odioso ... posare la sua bocca su quella guancia che avrebbe voluto lacerare con le unghie»), al punto da sostituirne il nome, nelle preghiere serali, con quello dell’amata istitutrice («con una vaga speranza omicida»). Verrà un giorno, però, in cui la madre sarà vecchia, ed Hélène avrà diciott’anni: accadrà a Parigi, dove la famiglia si è stabilita dopo la guerra (che ha consentito al padre di accumulare un’immensa ricchezza) e la rivoluzione d’Ottobre (in cui hanno rischiato di perdere ogni cosa) e la fuga attraverso le vaste pianure gelate della Finlandia, durante la quale l’adolescente ha avuto per la prima volta «la consapevolezza del suo potere di donna». Sembra giunto il momento della vendetta: «Aspetta e vedrai! Ti farò piangere come tu hai fatto piangere me!». Ma quando Hélène scoprirà in sé lo stesso demone che abita la madre – quello «della civetteria, della crudeltà, del piacere di giocare con l’amore di un uomo» –, si allontanerà, scegliendo una vita diversa: «Sono sola, ma la mia solitudine è amara e inebriante». Se è vero che da un’infanzia infelice non si guarisce mai, pochi hanno saputo raccontare quell’infelicità come Irène Némirovsky.

Il vino della solitudine

Némirovsky Irène

Questo è un libro che parla di fuga, di viaggi, di migrazioni. Dell'impossibilità di rimanere. Del bisogno di cercare e di trovare un altro luogo. Dieci narratori, dieci importanti firme, ci raccontano storie di fuga, di ricerca di un mondo in cui valga la pena di vivere. Non ci sono buoni e cattivi, ma donne, uomini e bambini che cappano. Scappano dalla fame, dalla miseria, dalla guerra, dalla morte. Donne e uomini e intere famiglie che abbandonano il loro passato, superano frontiere in cerca di una speranza. Persone che lottano perché vogliono vivere. Persone che hanno il desiderio di un futuro migliore. Racconti. Storie immaginate, inventate, non vere. Ma appunto per questo universali, perché le raccolgono tutte.

Sotto un altro cielo

Autori vari