Narrativa

Sacrificio

Carraro Andrea

Descrizione: Carolina, una ragazza nel tunnel della droga, e Giorgio, suo padre, editor di una piccola casa editrice romana. Un centro di recupero dal quale la figlia è uscita senza una vera guarigione. La vita che ricomincia come prima, attirata a ogni passo nei vicoli della dipendenza, verso un destino cui niente e nessuno sembra potersi opporre. Solo, impotente, smarrito, Giorgio tenta ogni strada per salvare sua figlia, e in ogni strada, dissestata, sconnessa da una crescente follia, la sua solitudine si fa più profonda, il suo smarrimento più vasto, la sua impotenza più fatale. Cerca rifugio nella fede, e una via di salvezza comincia ad affacciarsi, un'idea di fede oscura, un patto col diavolo...

Categoria: Narrativa

Editore: Castelvecchi

Collana: Narrativa

Anno: 2017

ISBN: 9788869449062

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Sacrificio di Andrea Carraro è un romanzo coinvolgente, intenso come l’amore che Giorgio, intellettuale occupato in una piccola casa editrice e separato dalla moglie Giulia, nutre per la figlia Carolina, eroinomane.

Cosa può fare un padre per salvare l’amata figlia dall’orrore della droga?
Il primo tentativo è quello di rifugiarsi nella fede (“E non hai fatto nulla. A parte piangere come me, e pregare. Che devo fare Madonna mia, che devo fare? Se c’è un modo per salvarla indicamelo adesso… quello che ti chiedo è solo di correggere il destino di Carolina”), ma il tentativo fallisce (“Io non voglio perdere mia figlia. È tutto quello che ho. Sono disposto a fare qualunque cosa, ma cosa, cosa?”) e il fallimento orienta in senso opposto (“E se io – padre – avessi occasione di interrogare il Diavolo?”): a interrogare il demonio: “Caliban… è un personaggio di Shakespeare, certo, un mostro deforme, un essere delle tenebre, un semiuomo, figlio di una strega e di un diavolo (un diavolo!), schiavo di Prospero, nella Tempesta”.

Tanto più che Giorgio ha un passato freack (“Ma è un’ossessione! Lou Reed, Lou Reed, sempre lui, a casa e in macchina e dovunque!”) che riemerge nei ricordi degli anni giovanili trascorsi con l’amico Goffredo e ciò causa in lui un senso di colpa (“Non credere, non credere, i bambini assorbono tutto! Te ne accorgi quando sono grandi, quando ormai è troppo tardi”) che sconfina nell’ossessione (“Gesù, ma la disse proprio questa cosa sua moglie, o è frutto del suo retrospettivo senso di colpa?”).

Poi Giorgio intravede una soluzione estrema, quella della condivisione (“Ho pensato di condividere la sofferenza di mia figlia. L’idea è partita così”), che implica una discesa inarrestabile nell’inferno della tossicodipendenza (“La condivisione del Male si chiama complicità, Giorgio. Invece di aiutare sua figlia, ne sta diventando complice”).

Lo confesso, questo romanzo mi ha fatto venire i brividi, mi ha commosso e conquistato: per il tema trattato e per la carica tragica di amore, morte e desiderio di rinascita che contiene: “Siamo sulla stessa barca, amore mio, abbiamo toccato il fondo tutti e due. Adesso non ci resta che risalire. Ci aiuteremo l’un l’altra. Vedrai, ce la faremo!”

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Andrea

Carraro

Libri dallo stesso autore

Intervista a Carraro Andrea


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Gaia, 38 anni, porta la taglia 38, vive nel centro di Milano e in equilibrio perfetto sul suo tacco dodici si muove disinvolta tra sfilate e locali alla moda: del resto ha un marito che le garantisce una grande agiatezza, un amante il cui profilo su Facebook dice sempre "innamorato", una figlia che va alla scuola steineriana, due amiche di nome Ilaria e Solaria, un iPhone, un iPod, un iPad e una psicanalista che a ogni seduta pronuncia queste parole: "Sono trecento euro". Madre in carriera, può vantare l'invenzione dell'apericena, rito che ha ormai contagiato l'intera penisola, e la soddisfazione di non avere fatto mancare nulla alla figlia Elettra senza per questo trascurare il lavoro. Nessuna sbavatura, insomma. Eppure il passato bussa, implacabile, nel sonno. Un incubo ricorrente, che sembra voler riportare a galla qualcosa... Prima o poi Gaia dovrà decidersi a parlare di suo padre. E dei suoi tre anni di black-out. Anche perché a un tratto nel suo presente si è aperta una piccola crepa, destinata ad allargarsi come la tela di un ragno e a mandare in pezzi le sue sicurezze: il licenziamento dall'agenzia di comunicazione dove lavora, un'impasse sentimentale inattesa, la carta di credito bloccata, Elettra che lancia segnali di un disagio sempre più ineludibile... Con irresistibile vena satirica, unita qui però a uno sguardo profondamente partecipe, Giuseppe Culicchia dà vita a un personaggio femminile tragico e grottesco, risucchiato in una spirale di menzogne e forzature che mostrano il volto più fasullo della borghesia d'inizio millennio, celebrandone i riti e insieme il declino; e al tempo stesso scrive un libro civile, capace di svelare il bene nascosto sotto la patina del nostro vivere quotidiano come le radici di un albero frondoso che spezzino la crosta dell'asfalto per dare ossigeno alla città. Attraverso una vertiginosa capacità di scavare nei cliché linguistici e umani, Culicchia procede insinuando variazioni minime nell'infinito gioco di specchi nel quale nostro malgrado ci muoviamo. E - in bilico tra il dolore e il sorriso - libera sulla pagina quelle piccole rivelazioni che sono il nucleo di un cambiamento possibile. Perché, toccato il fondo della crisi, si può ricominciare a vivere, spogli di tutto ma ricchi come mai prima.

VENERE IN METRO’

Culicchia Giuseppe

Giorgio Faletti si accomiata dai suoi lettori con la sua opera più bella, originale e dolente. Una favola morale, che accompagna il lettore attraverso le piccole, meschine, ignoranti bassezze degli uomini, sino a comprendere, attraverso il più innocente e semplice degli sguardi, il senso profondo delle cose. Del loro ruolo. E della fine. Seguiamo una piuma mentre traccia il suo invisibile sanscrito nel cielo, la vediamo posarsi sul tavolo dove il Re e il Generale tracciano i piani per la battaglia per la conquista di Mezzo Mondo, noncuranti di chi poi dovrà combatterla; ascoltiamo insieme a lei i tentativi del Curato di intercedere a favore dei contadini con il Cardinale privo di fede; attratti da una dissonante melodia volteggiamo dentro al Teatro, per assistere allo spettacolo meraviglioso e crudele della Ballerina dal cuore spezzato: il nostro volo ci porterà a conoscere altri, sventurati personaggi finché la piuma non incontrerà lo sguardo dell'unico che saprà capire quello che nessuno prima aveva compreso.

La piuma

Faletti Giorgio

Continua il dialogo tra Miriàm e Iosèf. Continua con il loro esilio in Egitto, il bambino carico di doni e di pericoli. Oro, incenso, mirra e scannatori di Erode, il Nilo e il Giordano, la falegnameria e la croce: la famiglia più raffigurata del mondo affronta lo sbaraglio prestabilito. In ogni nuova creatura si cercano somiglianze per vedere in lei un precedente conosciuto. Invece è meravigliosamente nuova e sconosciuta. Ogni nuova creatura ha la faccia delle nuvole.

La faccia delle nuvole

De Luca Erri

Il diario del ritorno sul palco di un giovane musicista dopo un periodo di lontananza dai riflettori. Un diario sincero e fragile, scandito a ritmo di musica, di poche settimane destinate a segnare l'esistenza del protagonista. Poche settimane vissute fra la quotidianità di un lavoro qualunque, le serate in sala prove o in tour con i compagni di una vita e la ricerca di una stabilità emotiva. Costantemente in bilico fra le inquietudini di un passato in eterno ritorno e l'esigenza di un nuovo equilibrio e nuovi lampi di serenità. Un romanzo crudo e diretto, figlio del caos di questi anni senza identità.

SUONANDO PEZZI DI VETRO

Bonfanti Roberto