Narrativa

Santa degli impossibili

Bignardi Daria

Descrizione: «Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che è un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera. Che non saprei dove altro vivere. Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro. Milano mi somiglia. Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.» Mila è stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria: oggi è la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale. Qui incontra Annamaria, un'insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza: quella di una donna che – a nome di tutte le donne – riuscì a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile. Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l'amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.

Categoria: Narrativa

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani

Anno: 2015

ISBN:

Recensito da Elpis Bruno

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Perché è così difficile essere felici?
In modo succinto e implicito tenta di rispondere a questo rebus forse insolubile Daria Bignardi, appellandosi alla “Santa degli impossibili”.

Perché Mila – almeno teoricamente – avrebbe tutte le carte in regola per vivere serena: un buon lavoro (certo, non è più al Corriere, ma ha trovato una soluzione che le consente di fronteggiare meglio la vita familiare), tre figli che la occupano in lungo e in largo, qualche attività socialmente utile… Eppure… eppure… Cos’è quella propensione al suicidio che nella sua vita emerge in modo carsico?

Forse è riduttivo imputare tutto all’ormai insoddisfacente rapporto coniugale con Paolo (“Anno dopo anno tra noi si sono accumulati rancori e delusioni. Io mi ricordo ogni cosa”), forse è l’assenza di una dimensione spirituale (“Solo Gesù e tua madre possono amarti così.” “E io li ho persi entrambi. Però ci sono dei momenti in cui.. sento l’amore del mondo”), forse è un generico disagio esistenziale che in una città come Milano erompe facilmente (“Ogni tanto, almeno di domenica, ho bisogno di respirare, se no mi sembra di stare in prigione”)… forse…

Forse, la nostra vita ha davvero bisogno di un miracolo (“Sai che santa Rita prima di diventare monaca aveva un marito che si chiamava Paolo e due gemelli come te?”). O di qualcosa d’impossibile. Forse… “Nessuno può proteggerti da te stesso, nemmeno chi ti ama”.

Bruno Elpis

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"Giuseppe Bonura è stato un grande autore di racconti. Per vocazione e per necessità, com'è giusto che sia, perché il Novecento - il secolo al quale Bonura ha voluto conservarsi fedele con furiosa ostinazione - ha metodicamente costretto gli scrittori a misurarsi con i rigori della ferialità e addirittura con le spietatezze del mercato. Altra definizione discutibile, quest'ultima, che tuttavia trova una giustificazione almeno parziale nell'insistenza con cui, negli ultimi anni della sua vita, Bonura ha denunciato lo strapotere del "capitalismo energumeno", in un crescendo di invettive che costituiva in effetti una continua variazione del tema che, fin dall'esordio, gli era parso decisivo: il feroce dissidio che, nell'era industriale e post-industriale, oppone l'individuo alla massa. Era la sua cifra nel tappeto, la sua successione di Fibonacci". Dalla prefazione di Alessandro Zaccuri.

RACCONTI DEL GIORNO E DELLA NOTTE

Bonura Giuseppe

L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

1984

Orwell George

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Il romanzo è ambientato in Germania, nella Foresta Nera. Da qui il titolo, “Darkland”, terra oscura, ovvero la Foresta Nera, ma al tempo stesso la Germania. Karl Jerzyck, un professore di criminologia di Monaco, scopre casualmente delle ossa in un bosco vicino a Karlsruhe. I resti appartengono a delle persone scomparse 25 anni prima in circostanze mai chiarite. Il criminologo e Arno Schulze, l’ispettore della Kripo che aveva seguito il caso all’epoca, riprendono a indagare. Nel corso delle indagini, i due protagonisti si trovano coinvolti nelle trame di gruppi neonazisti collegati a sette esoteriche e occulte. Un viaggio che il riporterà indietro nel tempo. Un viaggio che li riporterà ai campi di sterminio nazisti. La ripresa delle indagini coincide con una serie di nuove sparizioni, questa volta a Friburgo. Perché sono riprese? Cosa sta succedendo nella Foresta Nera? Perché è stata scelta proprio questa zona della Germania? Jerzyck e Schulze scopriranno che qualcuno ha deciso di riprendere gli esperimenti mai conclusi ad Auschwitz da Joseph Mengele, l’angelo della morte. A che scopo? Perché il mondo del neonazismo è in fermento? Chi c’è veramente dietro gli omicidi? Per arrivare a capirlo dovranno richiedere l’aiuto del Bundesverfassungschutz, i servizi segreti. E cosa dovrà essere annunciato di sconvolgente dai neonazisti il 30 aprile del 2015, in occasione del 70° anniversario della morte di Adolf Hitler?

Darkland

Grugni Paolo