Narrativa

LA SCHIUMA DEI GIORNI

Vian Boris

Descrizione: Colin è un giovane parigino ricco e annoiato. Passa il tempo dedicandosi a ricette inverosimili, strimpellando bizzarri strumenti di sua invenzione, bighellonando con Chick – il suo migliore amico – un ingegnere spiantato e sperperone che ha uno strano pallino: collezionare le opere di Jean-Sol Partre. Poi, nella vita del signorino entra, in modo esplosivo, l'amore. L'incontro con la bella Chloé è un colpo di fulmine: decidono di sposarsi nel giro di pochi giorni. Per la cerimonia nuziale, Colin non bada a spese: ingaggia un Arcivettovo, settantatré musicisti, quattordici Figli della Fede e due pederasti d'onore. Nella chiesa, ridipinta di fresco a strisce gialle e viola, entrano anche le nuvole, profumate di coriandolo e di erbe di montagna. Gli sposini si imbarcano in un lungo e stralunato viaggio di nozze nel Sud della Francia, scortati dal cuoco di Colin, Nicolas. Al ritorno dal viaggio, Chloè si ammala. Nei suoi polmoni si annida un male terribile, fatica a respirare. Mentre il tempo va sempre più veloce, e l'appartamento dove vivono, inizialmente di dimensioni faraoniche, si fa sempre più stretto... Romanzo dolce e pirotecnico, surreale fiaba d'amore e feroce denuncia del conformismo, piena di invenzioni che fanno ridere e piangere, La schiuma dei giorni è il capolavoro di un genio ventisettenne: Boris Vian. Prefazione di Ivano Fossati. Con un'intervista a Daniel Pennac.

Categoria: Narrativa

Editore: Marcos y Marcos

Collana: Gli Alianti

Anno: 1998

ISBN: 9788871680712

Recensito da Angela Del Prete

Le Vostre recensioni

La schiuma dei giorni non è solo una storia d’amore.

In un mondo inventato, in cui il reale è esasperato, Colin e Chloé si incontrano e si innamorano.

Colin è un ragazzo ricco che passa le sue giornate a sperimentare ricette grazie al suo cuoco Nicolas, a inventare strumenti musicali come il pianoktail e a cercare ragazze carine. Poi un giorno incontra Chloé. E la sua vita cambia completamente. Organizza un matrimonio esagerato e costosissimo e parte per una favolosa luna di miele. Proprio durante la luna di miele Chloé si ammala e si scopre che un male atroce cresce nei suoi polmoni.

Colin è disposto a fare di tutto per curare la sua amata. Anche a spendere tutti i suoi soldi. E il mondo dorato che hanno intorno comincia sbiadire e a rimpicciolire. Come Chloé.

La schiuma dei giorni è un libro tragico, di cui però, apparentemente, non sentiamo affatto la tragicità. Vian crea questo suo mondo fantasioso, in cui riconosciamo in lontananza Parigi, dove in realtà c’è una profonda crudezza e una feroce critica alla società, ma ci scorriamo dentro, semplicemente.

Sguazziamo tra Colin, Chloé e i loro amici, Nicolas, Chick, Alise… Tra fisse, dipendenze, corruzioni e dolori, ma tutto sembra smielato, dolce, colorato, profumato.

Vian ha mascherato tutto ben bene e solo alla fine, dopo Chloé, la strage dei librai, il massacro di Chick, ci rendiamo conto che quella che abbiamo appena letto è una storia drammatica, tragica. Sulle note di Duke Ellington ci chiediamo perché sia dovuta andare per forza così. Perché quella che sembrava una spumeggiante storia d’amore sia finita in questo modo. E poi ripensiamo a quello che abbiamo letto, a come la morte sembri normale in tutto il libro (tranne quella di Chloé, intorno alla quale gira tutto, anche i colori), a come si parla del lavoro (denigrante, degradante), della religione (più paghi, più avrai), delle istituzioni e della violenza delle forze dell’ordine. Non è nascosto proprio niente. Vian, che ha scritto a soli 27 anni questo romanzo, che è morto giovanissimo e non è stato per nulla apprezzato da vivo, ha raccontato tutto, esasperandolo, per farcelo vedere ancora meglio.

La schiuma dei giorni quindi non è solo una storia d’amore, è una visione riveduta e corretta di una società corrotta, vittima delle dipendenze e in preda al consumismo. La società del 1946, certo. Ma non solo.

E sembra proprio che l’amore spensierato di Colin e Chloé non abbia nessuna possibilità di vivere in quel mondo lì. Sembra tutto, alla fine, una corsa al suicidio.

Vian ci racconta, fantasticamente e con genialità, un mondo dove riescono a continuare a cantare solo i ciechi, mentre la morte si fa strada. 

E un libro così va letto, per nutrire la nostra fantasia e la nostra coscienza.

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