Narrativa

Se avessero

Sermonti Vittorio

Descrizione:

Categoria: Narrativa

Editore: Garzanti

Collana: La Biblioteca della Spiga

Anno: 2016

ISBN: 9788811670179

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Romanzo finalista al premio Strega 2016, Se avessero di Vittorio Sermonti è un esercizio mentale e narrativo per immaginare cosa avrebbe potuto essere una vita se un evento avesse avuto uno svolgimento diverso da quello reale.

L’evento: dopo la liberazione (“E alla fine di aprile di quel 1945 non successe la liberazione…?”), si presentano nella casa del narratore, allora adolescente, tre partigiani con il mitra spianato. Cercano il fratello più grande, un ragazzo dal passato non proprio limpido (“Si era arruolato… nell’esercito tedesco onde evitare di essere associato, sosteneva, alla fellonia del re fellone”). Assiste alla scena l’intera famiglia: genitori e numerosa figliolanza. Con un espediente (“Egli, come attestava il tesserino nero e rosso… era da un po’ clandestinamente comunista libertario”) il fratello la fa franca e i partigiani abbandonano il campo senza sparare.
Ne seguono ragionamenti e divagazioni sulla vita, su amori e rapporti familiari (“L’amica della mia piccola sorella sabauda. Be’, era ebrea”), sulla storia del dopoguerra, a ruota libera, ma con alcune tracce: “α) temino Fumo, β) temino Confidenze e Balle, per ritornare all’insaziabile temone dell’Amore, γ)… il tema eponimo:… il che cosa avrei fatto, il chi sarei diventato se avessero sparato a mio fratello”.

Come spesso accade, il periodo ipotetico del terzo tipo è rischioso, non soltanto nelle coniugazioni di protasi e apodosi, ma anche nei romanzi. L’esperimento di Sermonti è lì, da giudicare, e il giudizio di chi sceglie le cinquine finaliste non è uniforme al mio, evidentemente. Io – quanto alla letteratura del dopoguerra – continuo a rimpiangere il neorealismo, così come magistralmente descritto da Calvino: “Mai fu tanto chiaro che le storie che si raccontavano erano materiale grezzo: la carica esplosiva di libertà che animava il giovane scrittore non era tanto nella sua volontà di documentare o informare, quanto in quella di esprimere. Esprimere che cosa? Noi stessi, il sapore aspro della vita che avevamo appreso allora, tante cose che si credeva di sapere o di essere, e forse veramente in quel momento sapevamo ed eravamo.”

Sul piano stilistico, lo sperimentalismo del terzo tipo fa domandare: ma, dopo tanti esperimenti più o meno riusciti, non è ora di tornare all’espressione lineare in bell’italiano?

Bruno Elpis

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Vittorio

Sermonti

Libri dallo stesso autore

Intervista a Sermonti Vittorio

"Nel mondo come era quando avevo otto anni tutti morivano, chi prima e chi dopo. Adesso nessuno è sicuro neanche di questo". Un medico si confronta con strani fenomeni mentre sua moglie sogna una voce. Un uomo anziano racconta il mondo com'era, ma soprattutto come è diventato: la stasi, l'immobilità, un evento che ha bloccato e sospeso ogni cosa, anche la separazione tra vita e morte. Per strada si aggirano persone in cerca di carne. Non sono aggressivi, pericolosi, vanno avanti per inerzia e si mettono in fila per il cibo. Ognuno ha un parente passato dall'altra parte. Nessuno sa se sono contagiosi. Nel dubbio, bisogna evitare di toccarli. E mentre i sani si organizzano, l'uomo ricorda, la storia si ripiega su se stessa, alla ricerca dell'inizio o verso nuove direzioni da seguire. Un romanzo narrativamente perfetto, enigmatico, affascinante. «"La carne" ha emozionato, commosso e meravigliato, con la sua enorme bellezza, un essere umano; e questo è, in fondo, tutto quello che voglio dire» (Paolo Zardi)

La carne

Chiapparino Cristò

Il carnevale dei delitti

Elpis Bruno

Lavagna, estate 1998. Pietro Farné è un giovane maresciallo dei carabinieri, fresco di nomina, incaricato di una strana missione: sorvegliare un'anziana turista di origine tedesca, Frau Gertrud Stingel, e la sua accompagnatrice, Viviana Prestigiacomo. Un compito apparentemente noioso, ma al quale si interessano addirittura i servizi segreti. Mistral Garlet, invece, è una studentessa universitaria, che si è concessa qualche giorno di vacanza perché sente l'esigenza di riflettere sul proprio futuro. Casualmente si ritrova a essere vicina di ombrellone proprio di Gertrud Stingel e resta colpita dalla personalità sfaccettata dell'anziana signora, nonché dal rapporto complesso che sembra esistere tra la tedesca e la sua badante. Nella notte tra l'11 e il 12 agosto, la svolta. Gertrud Stingel viene uccisa nel proprio appartamento e Viviana Prestigiacomo scompare. Il caso appare subito difficile da risolvere. Chi è l'uomo che veniva a trovare Gertrud con una certa regolarità? E dove la accompagnava? Perché aleggia come un fantasma l'ombra di un vecchio criminale nazista? E chi è, invece, l'altro misterioso individuo che sembrava muoversi sottotraccia attorno a Viviana? Ma soprattutto: che fine ha fatto la badante? È ancora viva? È lei l'assassina? Sì, perché una nuova vittima viene ritrovata e la scia di sangue sembra destinata a non fermarsi ancora. Attorno a questi misteri si snodano parallelamente l'inchiesta condotta dal maresciallo Pietro Farné e l'indagine dilettantesca e appassionata di Mistral. Si dipana così un fitto intreccio di scoperte e rivelazioni, che porterà i due...

A distanza ravvicinata

De Bastiani Sabrina, Cambiaso Daniele

L’eros va assaporato, toccato, ascoltato, guardato e perfino respirato. Ognuno dei cinque sensi può innescare il piacere, così come fa il sesto, quello invisibile dell’intuizione. Tre autori raccontano l’eros così come viene percepito a livello sensoriale in sei racconti intensi e coinvolgenti, in ciascuno dei quali è uno dei sensi a trionfare. Antologia a cura di Francesca Panzacchi

I sensi dell’eros

Roses Charmel, Elpis Bruno, Detari Frank