Narrativa

Se non ti vedo non esisti

Levante

Descrizione: Anita, redattrice in una rivista di moda, è quello che tutte sognano di essere: bella, giovane, elegante e colta. Ma anche tremendamente complicata. Sua madre e sua sorella, così concrete, non capiscono da dove arrivi la sua inquietudine, quella voglia di mangiarsi ogni attimo come fosse l'ultimo e di scappare a gambe levate non appena qualcuno minaccia di metterla in gabbia. Anita però lo sa bene: quando si guarda allo specchio, le sue "mille me" - così le chiama lei - riflettono i suoi cambiamenti di umore e la incoraggiano, la contraddicono, la rimproverano quando sbaglia. Perché Anita sbaglia spesso, soprattutto quando si tratta di uomini. I suoi errori più grandi sono tre: Filippo, affascinante e indisponibile, incontrato per caso su un volo per New York; Flavio, un incrocio di sguardi che si è trasformato in passione; e poi Jacopo, il marito che le è sempre stato accanto ma ultimamente sembra non capirla più. Anita crede di amarli tutti, ma forse la verità è che la vita le sta sfuggendo di mano, come la sua immagine riflessa nello specchio. Dovrà scavarsi dentro e fare i conti con un passato ancora dolorosissimo, per imparare a prendersi cura di sé senza smettere di innamorarsi e di sbagliare: solo così potrà ricominciare a vedersi, e a esistere, davvero.

Categoria: Narrativa

Editore: Rizzoli

Collana: Rizzoli narrativa

Anno: 2017

ISBN: 9788817092951

Recensito da Simone Pozzati

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Se non ti vedo non esisti,  Levante

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE DALLA SOVRACCOPERTA DEL ROMANZO: Claudia Lagona in arte Levante, è una cantautrice di origini siciliane ma di stanza a Torino. Dall’esordio esplosivo con il singolo Alfonso (2013), che ha scalato le classifiche, non si è più fermata: i suoi primi due album Manuale Distruzione (2014) e Abbi cura di te (2015), le hanno fatto conquistare i cuori di un pubblico crescente e i più importanti palchi d’Italia. Questo è il suo primo romanzo.

È un periodo che adoro leggere questi romanzetti rosa, tutti uguali. Forse perchè non sopporto più gli imprevisti. La penna di Levante è assai anonima. Si tratta certamente di un libro rosa, basta guardare il colore della copertina per capirlo. Una storia qualunque narrata da una penna qualsiasi. Troppe le coincidenze assurde da commedia americana alla Bridget Jones. Prevedibile l’evoluzione e il succedersi di crisi e risoluzione dei problemi. Equazione scontata, a una sola incognita.

Questo è vero solo in parte.

C’è da ammettere che questo anonimato le concede la possibilità di riuscire a raccontare “a tutti “ in maniera nitida il dissesto emozionale che prima o poi bagna la vita di ognuno di noi. Il narratore in prima persona le permette di  far instaurare nel lettore un’empatia con la protagonista. Nello scorrere delle pagina Anita B. risulta sempre più sincera col foglio. Mette a nudo demoni, fragilità e quello stato di caos interiore gravato dalla mutevolezza di un anima complessa, composta da mille frammenti. Pezzi di lei che ha perso lungo la strada. E forse proprio nel finale Anita capirà il modo per ritrovare il tassello più importante…

La semplicità disarmante di Claudia Lagona alias Levante parla al cuore scardinando le porte ermetiche che tengono  nascosta la verità più scomoda: l’amore non ha regole.
Anita cerca negli uomini se stessa e fugge dalle abitutini di amori stagnanti.
Quella vicinanza ci aveva legati, ci aveva resi altro, di più, la sovrapposizione del blu e del rosso che crea il viola, un colore nuovo.”
E si illude e s’innamora più che del corpo dell’idea.
Cosa mai poteva esserci di peggio del felice ritratto di famiglia, mostrato con orgoglio nel salotto, in casa dell’uomo che mi aveva scopato la testa? Perché sì, di questo si trattava: aveva fatto l’amore con il mio cervello e questo si sa, è molto peggio di tutto il resto.

E crede nelle concidenze tanto da consultare persino un libro sugli arcani.

Per un attimo mi punse la malsana idea di cercarlo, di palesarmi, di dirgli <<Ciao>>, di raccontargli di quella coincidenza incredibile che ci aveva visti divisi da un muretto senza volerlo, di quel sincronismo cosmico che ci aveva fatto incontrare un’altra volta, la terza, anche se a saperlo ero solo io. Volevo liberarmi di quel cazzo di messaggio universale, volevo condividere l’informazione per liberarmi dal suo peso, renderlo partecipe di quello che ci stava capitando. Ma fortunatamente arrestai in tempo la mia dissenteria celebrale. Stavo diventando ridicola, e la verità era che non ci stava capitando niente – al massimo stava capitando a me, nella mia testa.

Anche io, che mi ritrovo a recensirlo, mi domando – specchiandomi nella protagonista – se questo libro non sia una strana coincidenza. Considerando il fatto che quando ho cominciato a leggerlo non sapevo nulla della trama. Ho avuto la sensazione che fosse stato scritto per me. Megalomane.

Forse  le coincidenze non esistono. Sono solo prove per prepararci al nostro destino.

Però se le vedi, le cogli e si palesano agli occhi, allora forse esistono.

Ci sarebbero molti altri punti meritevoli di citazione in cui la genuinità delle frasi riesce a commuovere, ma questo è bene che lo scopriate leggendo. In ultima analisi si tratta di un’opera pop, di una lunga canzone in prosa,  il cui “ritornello” parla della ricerca di un sè bambino contornata dalla difficoltà di fare delle scelte,  perché scegliere significa escludere.

Se leggerete Se non ti vedo non esisti
Magari capiterà anche a voi di percepire che è stato il libro a scegliervi e non il contrario
Magari succederà che alla fine vi chiederete se vi abbia curato o ferito
Oppure vi fornirà risposte che avevate sempre avuto davanti agli occhi, ma non riuscivate a scorgere.

Io di certo ormai credo alla sincronicità.
Quando un libro riesce a creare empatia anche con un solo lettore che non sia l’autore, allora è un buon libro.
Buona lettura.

Simone Pozzati

Il sito web di Levante

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