Narrativa

Segmenti di coscienza

Sabatini Federico

Descrizione: Un giovane italiano si trasferisce a Londra, lavora in un museo e sogna di scrivere un romanzo mentre scrive brevi ritratti dei personaggi che incontra. Ma l'esperienza di vita si fa dirompente e l'arte sembra passare in secondo piano. Un lungo percorso fuori e dentro se stesso, accompagnato da una moglie idealizzata e platonica, da amici, amanti e pseudo-fidanzati che lo porteranno a rivelazioni circa se stesso, la sua sfera sentimentale e sessuale, e il suo rapporto con l'arte. Londra equivale a mille possibilità: di una storia d'amore tanto cercata, di solitudine produttiva o lacerante, di estasi e profonda malinconia, di violenza omofobica e razziale.

Categoria: Narrativa

Editore: Faligi

Collana:

Anno: 2013

ISBN: 9788857419008

Recensito da Serena Vissani

Le Vostre recensioni

“Segmenti di coscienza” è un romanzo particolare, dove manca una caratterizzazione dei personaggi, soppiantata da ritratti vaghi, dove il tempo non è scandito ordinariamente dallo scorrere delle lancette dell’orologio, bensì dalla coscienza mai serena di un uomo, e dove agli spazi chiusi di una casa (soprattutto la camera da letto), di un museo o di qualche anonimo locale, si alternano quelli aperti della città. 

La frammentarietà, intuibile dal titolo enigmatico, si esprime in una serie di episodi che via via il narratore-protagonista ricostruisce dopo aver presentato un particolare personaggio attraverso un ritratto introduttivo. Spesso il narratore si esprime per frasi secche, quasi proverbiali, e l’episodio assume in sé la forma nell’aneddoto: insomma tutto è ricondotto ad un frammento.

“Segmenti di coscienza” è la storia di un ragazzo che si trasferisce dall’Italia a Londra. Qui lavora in un museo e nel museo (ma anche fuori, perché la città è fonte immensa di incontri/scontri) ha modo di fare conoscenze che incideranno in qualche modo sulla sua vita. L’amore gli si manifesta nei modo più diversi, da quello per una donna a quello omosessuale.

Nel libro si esprime la necessità incalzante di sentire la vita scorrere ancora dentro le vene e nel cuore dell’uomo. La città cosmopolita manifesta (e allo stesso tempo oscura) questa vita, e si pone come lo scenario in cui avviene la ricerca, tutta interiore, e in cui spesso solo la parola sembra essere l’unico mezzo di indagine.

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