Narrativa

SIDDHARTA

Hesse Hermann

Descrizione: Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

Categoria: Narrativa

Editore: Adelphi

Collana: Piccola Biblioteca Adelphi

Anno: 1985

ISBN: 9788845901843

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

Per poter accettare il mondo, per riuscire ad amarlo, è innanzitutto necessario conoscerlo. C’è un periodo per i consigli e per i maestri, ed un periodo per se stessi e per le esperienze che si sceglie di fare. Che siano sensate o meno. Ognuno di noi deve sentirsi libero di percorrere la propria strada.

Che la saggezza non possa essere insegnata, è un’esperienza che per una volta nella vita ho dovuto raffigurare poeticamente. Questo tentativo è Siddharta” H. Hesse.

India, VI secolo a. C.

Siddharta è il figlio del brahmino, cresciuto all’ombra del fico con l’amico Govinda.

È bello, saggio e tutti sono orgogliosi di lui.

Ma Siddharta non si accontenta della superficie delle cose e, mentre la sua mente è nutrita ed arricchita dagli insegnamenti dei maestri, il suo spirito è insoddisfatto e tormentato. Il giovane principe percepisce la vanità del mondo e si rende conto di non avere alcuna certezza: non sa se sia giusto omaggiare gli dei, non è sicuro di conoscere la via per ottenere la felicità e dubita anche del fatto che gli stessi brahmini siano in grado di raggiungere l’Altman.

Così, nonostante le rimostranze e le perplessità dei genitori, abbandona gli sfarzi del suo palazzo e si unisce ai Samana, seguito dal fedele Govinda.

L’obiettivo che si pone è quello di morire a se stesso, annullando gioia e dolore, e per fare ciò, impara a digiunare, a sospendere il respiro e a ridurre i battiti del cuore attraverso la meditazione. Svuotando i sensi, Siddharta riesce a spersonalizzarsi e ad assumere nella propria anima mille forme differenti. Tuttavia ogni volta, puntualmente, il risveglio lo conduce di nuovo allo stesso Io. La concentrazione, il digiuno e l’economia del respiro, dunque, non sono altro che un’evasione, uno stordimento, un conforto illusorio.

Poiché neanche i Samana sono in grado di rivelare la strada delle strade, la strada che conduce al Nirvana, Siddharta asseconda Govinda ed accetta di ascoltare la dottrina di un uomo chiamato Gotama.

È a questo punto che i due amici si separano: Govinda chiede di essere ammesso nella comunità dei seguaci di Buddha, mentre Siddharta ritiene che nessuno giungerà alla liberazione attraverso una dottrina che non contiene il segreto di ciò che il Sublime ha vissuto.

Siddharta lascia il Buddha, lascia Govinda e lascia tutta la sua vita trascorsa. Non avverte più il bisogno di dottrine e maestri: vuole semplicemente andare a scuola da se stesso. Lui è Siddharta e nient’altro.

Questa nuova consapevolezza lo fa sentire solo come non mai però, al tempo stesso, lo rende sicuro del proprio Io: adesso vuole obbedire solo ed unicamente alla voce del proprio cuore, e lo fa immergendosi nel mondo, ossia in quella stessa realtà che aveva sempre evitato.

Diventa un mercante ed apprende l’arte dell’amore dalla bella Kamala. Diventa un giocatore di dadi e poi anche un avaro.

In questo modo si stanca, invecchia, si ammala. Poi, un sogno lo ammonisce: da troppo tempo non sente la voce del proprio cuore e la sua vita è piatta e senza meta. È giunto il momento di allontanarsi dalla città.

Confuso ed abbattuto, Siddharta erra nel bosco, finché non raggiunge il fiume. Il suo unico desiderio è di sparire in quelle acque e mettere fine alla sua penosa esistenza, ma è sfiorato all’orecchio da una parola: Om…

Spesso ho sentito commenti negativi sul Siddharta di Hesse. Uno dei più frequenti è che si tratti di un “libro pesante”.

Non voglio discutere su questo (de gustibus…), ma semplicemente invitare chi invece non lo ha letto ad avvicinarvisi senza pregiudizi.

In sintesi, non scartatelo solo perché la trama vi sembra noiosa o perché alcuni dei vostri amici vi hanno detto che non sono riusciti a finirlo. Sperimentatelo personalmente e vi insegnerà molto.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Hermann

Hesse

Libri dallo stesso autore

Intervista a Hesse Hermann


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

A diciotto anni, Imi ha finalmente realizzato il suo sogno di vivere a Londra. A bordo di un vecchio treno malandato ha lasciato l'orfanotrofio ungherese dove ha sempre vissuto e, nella metropoli inglese, si è impiegato in una caffetteria della catena Proper Coffee. Il suo sguardo è puro, ingenuo e pieno di entusiasmo: come gli altri orfani del villaggio di Landor, anche lui non permette mai al passato di rattristarlo, né si preoccupa troppo di ciò che il futuro potrebbe riservargli. Ha imparato a vivere nel presente, a godersi ogni più piccola emozione e si impegna di giorno in giorno, con costanza, a preparare un cappuccino sempre più delizioso. Le tante e minuziose regole che disciplinano la vita all'interno della caffetteria - riassunte nel Manuale del caffè cui i dirigenti della Proper Coffee alludono con la deferenza riservata ai testi sacri - gli sembrano scritte da mani illuminate capaci di individuare in anticipo la soluzione a qualsiasi problema pur di garantire il completo benessere di impiegati e clienti. La piramide gerarchica che ordina la Proper Coffee sembra a Imi assai più chiara e rassicurante del complesso reticolo di strade londinesi: che nascondono meraviglie, ma nelle quali è facile perdersi e disorientarsi. Dovrà passare molto tempo prima che Imi - grazie al cinismo di un collega spagnolo e ai saggi consigli della sua spensierata padrona di casa Lynne - cominci a capire la durezza di Londra e l'impietosa strategia delle regole riassunte nel Manuale del caffè. Tanto candore finirà per metterlo in pericolo: e sarà allora Morgan, il libraio iraniano dagli occhi profondi, a prendersi a cuore il destino di Imi - coinvolgendo nel suo audace progetto Margaret, vincitrice del premio Nobel per la letteratura: anziana e ormai stanca di tutto, ma ancora capace di appassionarsi alle piccole storie nascoste tra le pieghe della vita. Con la scrittura ferma, cesellata e limpidissima che da sempre è la cifra del suo stile, Nicola Lecca crea un'elegante fiaba contemporanea capace di affondare lo sguardo nei paradossi, nelle ipocrisie della società dei consumi e nell'affollata solitudine in cui ogni nostro bisogno ci consegna a una rete, appositamente tesa da altri per trarne profitto. La scelta di uno sguardo umile e "spoglio di tutto" come quello di un orfano pieno soltanto dei suoi desideri dà vita a pagine scintillanti, ironiche, capaci di illuminare la complessità del mondo e di emozionarci profondamente.

LA PIRAMIDE DEL CAFFE’

Lecca Nicola

Oltre 3.500 anni fa, il Sole diede vita a una bambina, Hatshepsut, figlia minore del Faraone. La piccola era fuori dal comune, era agile e aveva doti magiche. Quando sua sorella maggiore morì, fu lei a dover sposare Thutmosis, figlio illegittimo del Faraone, assicurando così una discendenza al sangue divino. La figlia del mattino, «uno dei più bei romanzi storici sulla vita nell’antico Egitto» («The New York Book Review»), racconta le vicissitudini di Hatshepsut, la prima donna faraone, che intorno all’anno 1500 a.C. governò brillantemente per oltre due decenni. A partire dalla descrizione dell’infanzia di Hatshepsut, la sua ascesa al potere, il suo amore impossibile con l’architetto di corte e, infine, il suo assassinio, Pauline Gedge ha scritto un romanzo epico, accuratamente basato su fatti storici, ricco di aneddoti sulla vita a Tebe, sul solare mondo egiziano in tutto il suo splendore.

La figlia del mattino

Gedge Pauline

In questo libro si raccontano storie di «matti» che, grazie all’aiuto di familiari, amici, operatori e alla loro forza di volontà, hanno ritrovato la voglia di vivere. Dimostrando che, assieme e con gli strumenti giusti, la vita può migliorare. Anche con meno medicine e più umanità. Attraverso dieci ritratti, viene presentato quello che il Servizio di salute mentale di Trento ha fatto per affrontare i diversi aspetti della malattia, tra luci ed ombre, successi e battute d’arresto. Oltre alle storie di chi ha vissuto la malattia, infatti, ci sono commenti, riflessioni e critiche di operatori, medici, cittadini. Due brevi racconti, all’inizio e alla fine del libro, proiettano nella dimensione della follia, dando un segnale di speranza. Spiegando che dal 13 maggio 1978, quando venne approvata la legge Basaglia, qualcosa è stato fatto, ma soprattutto che sono state poste le basi per rispondere alla legge 180 con una nuova proposta (legge «181»), affinché tutti i «matti» possano avere pari dignità ed essere curati bene dappertutto. Nessuno escluso.

Psichiatria mia bella

De Stefani Renzo

Queste sono solo alcune delle domande a cui il saggio risponde. Sul lavoro: «Ci sono prospettive di reinserimento nel mondo del lavoro ?» Sui giovani: «Quando potranno liberarsi dalla maledizione di essersi laureati nella fase peggiore dell' economia?» Sulla ripresa dell'economia: «Per uscire dalla depressione occorre un rilancio della spesa pubblica?»

Fuori da questa crisi, adesso!

Krugman Paul