Saggi

Siete pazzi a mangiarlo

Brusset Christophe

Descrizione: In un momento di grande attenzione all’alimentazione, alla salute e alla cucina, la confessione denuncia di Christophe Brusset è insieme un pugno nello stomaco e un invito a essere sempre vigili. Brusset è un veterano del settore agroalimentare, ha lavorato nelle principali multinazionali del cibo e qui ha deciso di svelare il suo allucinante funzionamento. Ne esce un ritratto spietato in cui nessuna preoccupazione per la salute di chi consumerà il cibo riesce a oscurare l’imperativo principale: smerciare qualsiasi tipo di prodotto o materia prima, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, ottenendone il maggior margine di guadagno possibile. Così nel cibo può finire di tutto: escrementi, antibiotici, diserbanti, ecc. Ancora più impressionante la descrizione della lunga catena che porta a tutto questo: cibo che viaggia per tutto il pianeta, che viene lavorato in luoghi diversi, società intermediarie fittizie, impossibilità per chi lo acquista di sapere da dove venga realmente. Ma grazie ai suoi consigli si può imparare a fare acquisti più oculati e addirittura a orientare l’operato delle multinazionali.

Categoria: Saggi

Editore: Piemme

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788856656404

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Siete pazzi a mangiarlo di Christophe Brusset, ex manager pentito, svela i segreti dell’industria agroalimentare (“È perfettamente legale etichettare la confezione con la dicitura ‘lumache di Borgogna lavorate in Francia’ se l’ultimissima tappa – che consiste nel mettere un po’ di burro erborinato nel guscio – viene eseguita in Francia”), che sfrutta i varchi normativi (“La legislazione europea ritiene che ‘lumaca di Borgogna’… e ‘porcino di Bordeaux… non siano indicazioni di origine geografica, ma comuni designazioni di specie”) per applicare biecamente la legge del profitto: massimizzare il guadagno riducendo i costi, a spese dei consumatori e della loro salute.

Ciò avviene con ogni espediente (“Non abbiamo ancora trovato niente di più economico della buona vecchia acqua del rubinetto”) ai limiti della legalità (“A permettere simili prodezze è l’utilizzo massiccio di additivi, la versione moderna delle polverine magiche”) e della decenza (“I famosi coadiuvanti tecnologici, una categoria di additivi che può non figurare sulla lista degli ingredienti”), sfruttando le dimaniche psicologiche del consumo(“Una delle regole fondamentali del marketing è che l’idea che ci si fa del prodotto è più importante del prodotto stesso”) e con ogni trucco (“Per i nostri prodotti confezionati in vasetti… abbiamo trovato il trucco: stampare il termine minimo di conservazione sul tappo”).

La logica capitalistica (“Questa parola magica era furbo”) è inflessibile (“Non ti chiedo di mangiarli, questi funghi, solo di venderli!”), spregiudicata (“L’Azienda non si faceva scrupoli etici quando c’era di mezzo il business… soltanto il fine, il profitto a breve termine, giustificava i mezzi”) e colonialista (“Siete stati sfortunati, questo stock doveva partire per l’Africa, e l’abbiamo mandato in Europa per sbaglio”).

Vengono così svelati i trucchi per l’origano (“Contiene una buona quantità di sommacco… e delle foglie giovani di ulivo tagliate”), lo zafferano (“Far passare per zafferano i petali di cartamo o di calendula” … “Ci vogliono non meno di 150.000 fiori per ottenere appena un chilo del prezioso stigma… da raccogliere… togliere delicatamente dal fiore, essiccare e confezionare”), le cipolle (“Uno scalogno di Bretagna… una cipolla rosa polacca, che costa tre volte meno… bisognerà trasformare queste cipolle… in scalogni!”), il tè (“Un sacco di pesticidi nel tè cinese”), le mandorle (“Il seme di albicocca o armellina è diverso dalla mandorla”) e altri alimenti (“Per le puree o i concentrati di frutta… yogurt o marmellate… utilizziamo soprattutto frutti guasti o difettati”).

Anche i processi di glassatura, essiccatura e delocalizzazione (“Il liberismo non è l’assenza di regole, è l’appliccazione della legge della giungla” … “Delocalizzare è così vantaggioso… perché si riducono i costi al minimo e si realizza il massimo dei profitti. L’abbiccì del capitalismo”) sono pieni di insidie per i poveri utenti.

E adesso, dopo aver letto questo libro, chi ci va più al supermercato? Con quale coraggio ci possiamo ritornare?
Niente paura, l’autore fornisce una piccola guida di sopravvivenza al supermercato, un decalogo prezioso:
1- Controllare le origini “Evitate assolutamente i prodotti alimentari cinesi e… quelli indiani, turchi e di altre origini esotiche”

Bruno Elpis

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