Teatro

Sofà

Conventi Gaia

Descrizione: "Gentili lettori, questa quarta di copertina promette molte cose, le più strane. In effetti il libro che andrete a sfogliare ha poco di convenzionale. Si tratta di una innovativa visione del teatro o forse di un passatempo vintage con risvolti social: in quest'opera l'antico e il moderno coesistono, così come la burla e il dramma. Quello di un'attrice che sopravvive alla scomparsa del cinema muto e che, circondata di gemme e di rose, viene irretita da un bellimbusto. Un noir ferrarese degli anni Trenta che vi vede spettatori e protagonisti, note esplicative con curiosità e gossip d'epoca, un kit per la messa in scena e un pubblico che vi attende online. Del resto, se siamo fatti della stessa sostanza dei sogni - come sosteneva Shakespeare -, conviene forse sognare in grande: i fasti di Broadway dal divano di casa. Anzi, dal Sofà".

Categoria: Teatro

Editore: Le Mezzelane

Collana: Comodìa

Anno: 2019

ISBN: 9788833283388

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Sofà. Pièce per divano e diretta social. Include il dramma teatrale «Scacco alla regina» di Gaia Conventi

L’opera ha una costruzione composita: il prologo (Sofà… si fa!) “inventa” un nuovo modo di fare teatro, che potremmo definire artigianale, social, domestico e coinvolgente; il dramma (Scacco alla regina) in dieci atti coniuga la vocazione noir dell’autrice con il suo amore per il teatro; l’appendice, costituita dalle note al testo, fornisce uno spaccato su epoca e ambientazione; la postfazione traccia le più recenti e innovative evoluzioni del “fare teatro”.

Sofà… si fa!

Ed eccola dunque una nuova modalità di fare teatro.
Artigianale (o “minimalista”, a detta dell’autrice): alcuni fogli per i titoli, una scenografia basica – il sofà del titolo -, un cameraman d’accatto e tanto spazio all’interpretazione delle regine.
Social: al passo con i tempi, la diretta Facebook e la radio online possono ben rappresentare il canale per la rappresentazione.
Domestico: la nostra casa diviene teatro e ciò rivoluziona il teatro classico fondato sul dualismo palcoscenico-platea.
Coinvolgente: un teatro così concepito darà modo anche ai più timidi di sfogare la propria soffocata vocazione di attori!

Scacco alla regina

I primi nove atti sono monologhi alternati tra la regina nera – un’attrice che vive più tragedie: il tempo che passa, la rivoluzione del sonoro dopo il cinema muto e il tradimento dell’amato (“Povera la mia signora, gabbata da un viveur e da un’anonima servetta!”) – e la regina bianca, l’inserviente che coltiva un sogno d’amore (“Mi baciava la mano con galanteria, come gli avevo visto fare tante volte con la mia signora prima di richiudere la porta sulla loro alcova“) e di protagonismo. Nella decima scena recitano entrambe le regine. Il re sulla scacchiera tra Ferrara e Tripoli è Nello (“Nello conosceva la povertà,  per questo aveva giurato di barare, di estrarre dal mazzo solo le carte migliori“): impostore, fedifrago, truffaldino. Gaia Conventi sta, naturalmente, dalla parte delle donne che rivaleggiano e non dimentica che, in ogni partita di scacchi, la mossa vincente è lo scaccomatto a lui: al re!

Le note

Nelle note leggiamo la ricostruzione storica di un’epoca: i favolosi Trenta, gli anni a  ridosso della terribile crisi economica del ’29, con i sussulti colonialistici in Libia (“Un’agiata signorina in vacanza sulla Quarta Sponda“) e – nello spettacolo – l’avvento del sonoro. Nelle note troviamo anche la colonna sonora suggerita dall’autrice, con una soundtrack che spazia da Parlami d’amore Mariù a Non dimenticar le mie parole. In sottofondo, una velata nostalgia per i successi del trio Lescano, Alberto Rabagliati, Beniamino Gigli e Natalino Otto…

La postfazione

È una colta riflessone sull’evoluzione storica della rappresentazione teatrale: il teatro immersivo, il LARP (acronimo che sta per Live Action Role-Playing), ecc.

In quest’opera Gaia Conventi (a proposito, in queste foto la scrittrice ferrarese non ricorda la mitologica Liza Minnelli di Cabaret?) dà corpo al suo modo personale e inconfondibile di essere scrittrice e interprete – spesso teatrale e ironica – delle sue creazioni, ma questa volta ancor di più invita il suo pubblico a diventare protagonista insieme a lei, grazie a lei…

Bruno Elpis

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