Narrativa

Sottomissione

Houellebecq Michel

Descrizione: A Parigi, in un indeterminato ma prossimo futuro, vive François, studioso di Huysmans, che ha scelto di dedicarsi alla carriera universitaria. Perso ormai qualsiasi entusiasmo verso l'insegnamento, la sua vita procede diligente, tranquilla e impermeabile ai grandi drammi della storia, infiammata solo da fugaci avventure con alcune studentesse, che hanno sovente la durata di un corso di studi. Ma qualcosa sta cambiando. La Francia è in piena campagna elettorale, le presidenziali vivono il loro momento cruciale. I tradizionali equilibri mutano. Nuove forze entrano in gioco, spaccano il sistema consolidato e lo fanno crollare. È un'implosione improvvisa ma senza scosse, che cresce e si sviluppa come un incubo che travolge anche François. "Sottomissione" è il romanzo più visionario e insieme realista di Michel Houellebecq, capace di trascinare su un terreno ambiguo e sfuggente il lettore che, come il protagonista, François, vedrà il mondo intorno a sé, improvvisamente e inesorabilmente, stravolgersi.

Categoria: Narrativa

Editore: Bompiani

Collana:

Anno: 2016

ISBN: 9788845282638

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

In Sottomissione di Michel Houellebecq François è docente universitario, studioso di Huysmans, lo scrittore francese che influenzò il romanzo decadente.
Decadente è sia il personaggio di François (“In teoria sei un macho, non c’è dubbio. Però hai gusti letterari raffinati, Mallarmé, Huysmans…”), sia la società nella quale vive: la Francia che assiste impotente all’ascesa politica (“Mohammed Ben Abbes annunciò la creazione della Fratellanza mussulmana”) e culturale dell’islam (“La facoltà sarebbe stata chiusa per tutta la giornata”) .

In un clima minacciato (“Le Cassandre … prevedevano una guerra civile tra gli immigrati mussulmani e le popolazioni autoctone dell’Europa occidentale”) e oscurantista (“Non capisco perché abbiano deciso il blackout totale, non capisco a cosa miri il governo”), nel quale maturano scontri e tensioni (“Qualsiasi immagine di violenze urbane significa voti in più per il Fronte nazionale”) e soccombono le alternative occidentali (“Per gli identitari europei è assodato in partenza che tra i mussulmani e il resto della popolazione debba necessariamente, presto o tardi, scoppiare una guerra civile”), dopo essere stato abbandonato da Myriam (“Vogliono emigrare in Israele… quando un partito mussulmano arriva al potere, non è mai positivo per gli ebrei”), François intraprende un viaggio verso il Sud (“Verso il Sud-Ovest… Se in Francia fosse scoppiata una guerra civile, ci avrebbe messo un po’ prima di arrivare nel Sud-Ovest”) per sfuggire ai conflitti che divampano a Parigi.

Al suo ritorno, la situazione è radicalmente mutata: il partito islamico ha vinto le elezioni e l’islam colonizza il sistema universitario (“Il nuovo statuto dell’università islamica Parigi III-Sorbona non mi consentiva di proseguire l’attività d’insegnamento”), al punto che François rinuncia alla docenza in cambio di una pensione accettabile. L’estromissione dalla vita socio-culturale produce una crisi personale (“Stavo avvicinandomi al suicidio, senza provare disperazione e nemmeno una particolare tristezza”) che François tenta di affrontare con l’esperienza religiosa sul modello di Huysmans (“Decisi di tornare nell’abbazia di Ligugé, dove Huysmans aveva ricevuto l’oblazione”).

Ma sono gli eventi e la progressiva islamizzazione dell’Europa (“I negoziati con l’Algeria e la Tunisia in vista della loro adesione all’Unione Europea procedevano speditamente… entro la fine dell’anno i due paesi si sarebbero aggiunti al Marocco in seno all’Unione; erano stati presi i primi contatti con il Libano e l’Egitto”) a impossessarsi del destino dell’ex professore: una proposta letteraria da La Pleïade e le lusinghe di Rediger, il nuovo rettore della Sorbona convertitosi all’islam, restituiscono nuove prospettive…

Provocatorio nel proporre la concezione mussulmana della donna, millenarista nel rappresentare le tensioni demografiche in atto, Hoellebecq affronta i suoi lettori sbandierando come  il modello arabo assegni al mondo femminile una condizione di  Sottomissione che è la stessa di Histoire d’O e che suscita la complicità dei maschi blanditi dalla poligamia con giovani compagne, e sembra chiedere agli occidentali: ma è proprio questo che volete (ossia la sottomissione culturale e la resa definitiva all’invasione islamica)?

Bruno Elpis

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