Narrativa

Sovvertimento dei sensi

Zweig Stefan

Descrizione: L’io narrante, un professore di letteratura che festeggia i suoi sessant’anni di carriera universitaria, riceve da studenti e colleghi un volume in suo onore, e si accorge che in quella biografia manca un elemento che ha invece rappresentato la più significativa e determinante esperienza emotiva e sentimentale di tutta la sua vita, mai confessata a nessuno. Torna così ai suoi anni giovanili e studenteschi e all’incontro fondamentale con un collega da cui era rimasto totalmente affascinato e intellettualmente sedotto, e il quale, a sua volta, segretamente omosessuale, si era innamorato di lui. L’altalenante rapporto di tenerezza e repulsione con il suo maestro provoca nel giovane angoscia, sofferenza e confusione che lo conducono dolorosamente nella vita adulta. Come spesso nei racconti di Zweig, un elemento imprevedibile e incontrollabile, quel sovvertimento dei sensi, turbamento delle zone più oscure della coscienza, è in grado di travolgere e sconvolgere istantaneamente la vita di un essere umano; ed è ciò che avviene sia nell’animo del giovane e ingenuo protagonista che in quello del vecchio docente, i cui sentimenti omosessuali per lo studente lo gettano in una profonda disperazione e nello smarrimento di quelle convenzioni borghesi in cui la sua vita si era fino a quel momento faticosamente conservata. Racconto che rispecchia perfettamente la poetica di Zweig, Sovvertimento dei sensi analizza la dualità, le ossessioni, i sensi di colpa, i desideri inconfessati e i conflitti interiori del personaggio con l’usuale finezza psicologica dell’autore, e ci offre un’ulteriore rappresentazione della passione vissuta come forza oscura e irreprimibile.

Categoria: Narrativa

Editore: Passigli

Collana: Le occasioni

Anno: 2014

ISBN: 9788836814398

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Talvolta gli studenti si appassionano alla figura di un professore particolarmente coinvolgente o carismatico. Spesso non si considera che anche il docente possa trarre dagli studenti ispirazione, forza e sentimento. Qualcosa di simile accade nel “Sovvertimento dei sensi” di Stefan Zweig.

Rolando è uno studente universitario di bell’aspetto. Dopo una dispersiva esperienza di studio a Berlino (“È possibile che quest’ubriacarsi dei propri succhi, quest’infuriare contro se stessi, appartenga in qualche modo a ogni forte giovinezza messa per la prima volta in libertà”), su indicazione del padre si orienta verso un’università di provincia della Germania centrale. Lì rimane folgorato dalla presenza di un docente (“Quell’incantevole professore”) che appassiona i propri allievi. Con lui, Rolando instaura una frequentazione assidua, intensa e tormentata (“Sussultavo, tremavo, il sangue mi scorreva caldo nelle vene, mi sentivo la febbre addosso… ascoltare un discorso appassionato”), sistemandosi in una camera sopra la residenza del professore e facendo la conoscenza della moglie.
Il docente sembra trasfigurarsi nella passione che imprime alle  lezioni, salvo riassumere le sembianze di un vecchio (“La larva incartapecorita d’un vecchio”) quando la tensione dell’insegnamento viene meno, ma rappresenta un enigma agli occhi di Rolando per via di improvvise sparizioni che si protraggono per qualche giorno.
Grazie agli stimoli dell’allievo (“Lei ha dato alla mia stanchezza lo slancio che l’ha salvata”), il professore attende alla redazione di un’opera letteraria, concepita ma mai realizzata, che prende corpo sotto dettatura in sedute quotidiane nello studio disseminato di simboli (“La scuola d’Atene di Raffaello… il busto del Ganimede parigino… il San Sebastiano di un antico scultore tedesco, bellezza tragica”).
Rolando si dibatte tra il desiderio di una relazione totalizzante, il mistero delle sensazioni che lo investono, il senso di colpa per il tradimento consumato ai danni del professore (“Così successe che tutti e due, per comune odio, commettemmo qualcosa che sembrava amore”).
Una drammatica confessione del “meduseo segreto” sarà per Rolando fonte di ogni comprensione, mentre le ombre proiettate sul legame sentimentale si dissolvono in un addio risolutivo di ogni incompatibilità strutturale.

Perché l’ho letto con la memoria sintonizzata su “Morte a Venezia”, nonostante il racconto sia incentrato sull’interazione dei due protagonisti?

Bruno Elpis

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