Narrativa

SPARIRE

Viola Fabio

Descrizione: Alla vigilia del cataclisma che colpisce il Giappone l'11 marzo 2011, Ennio, un giovane romano ricco, annoiato e disincantato, parte per Osaka alla ricerca di Elisa, la sua ex fidanzata scomparsa alcune settimane prima, che si era trasferita nel Sol Levante come insegnante di italiano presso un alienante centro multimediale per la didattica a distanza. Nel giro di poco Ennio si troverà a sostituire Elisa sul lavoro, mentre la sua ricerca sembra farlo girare a vuoto e un Giappone quanto mai sinistro e inquietante lo inghiotte nel suo gorgo di luci e segni, fino a portarlo sulle zone del disastro in uno scenario dominato dalla devastazione e la neve. Sparire è una storia d'amore e malinconia, della ricerca di un sentimento che esiste solo nel ricordo e nel racconto di se stesso, di un Paese che affascina e tiene a distanza in egual misura, e della presunzione di poterlo raccontare. Denso di riferimenti alla cultura nipponica, Sparire è una storia sull'impossibilità del raccontare la realtà e sulla supremazia del racconto sulla vita stessa.

Categoria: Narrativa

Editore: Marsilio

Collana: Romanzi e racconti

Anno: 2013

ISBN:

Trama

Le Vostre recensioni

Ennio vive a Osaka, una città  multiforme e vorace capace di fagocitare i suo abitanti e rigurgitarne l’assenza, come quella di Elisa e degli altri insegnanti della scuola Hoshi scomparsi nel nulla.  

Ennio, protagonista e voce narrante di queste pagine, ancora innamorato della ragazza, nonostante la fine della loro storia, decide di lasciare Roma e di coprire la distanza fisica che lo separa dalla sua ex fidanzata, per ritrovarla.

Le già poche certezze del giovane, figlio viziato e benestante della borghesia romana e di una società di aperitivi e di poco altro, si sgretolano irrimediabilmente contro l’anonimato di una città e di un ambiente – quello lavorativo – in cui Ennio è solo un numero. Uno dei numerosi docenti che lavorano per la Hoshi, un centro multimediale in cui gli studenti giapponesi, interessati a imparare altre lingue, seguono a distanza le lezioni degli insegnanti gaijin (stranieri) attraverso lo schermo di un computer. Ennio prende il posto lasciato vuoto da Elisa e dalla sua misteriosa scomparsa, a cui nessuno sembra però aver fatto troppo caso.

L’arroganza e la supponenza con cui Ennio entra in contatto con la città e con le persone che incrociano il suo cammino, non lo aiuteranno però a fare chiarezza. Ben presto la ricerca di Elisa verrà soppiantata dal desiderio egoistico di ritrovare, nei frammenti di vita lasciati dietro di sé dalla giovane, le ragioni della fine della loro storia. La gelosia, la rabbia e la delusione trasformeranno i giorni di Ennio in un susseguirsi di eventi incomprensibili, di fughe e ritorni, di  violenza fisica e verbale contro il muro del silenzio che circonda la sua nuova vita a Osaka.

Theresa, Gerald e Greta sono solo alcune delle comparse con cui il giovane si ritroverà ad interagire, in un delirante andirivieni di incontri senza senso che accentueranno la confusione del protagonista e quella del lettore, fino a quando il devastante terremoto che colpirà il Paese non ridarà alle cose la loro giusta  collocazione.

Ennio è un personaggio che non piace: inetto e vile è del tutto inadeguato al ruolo che si attribuisce. Incapace di indagare la realtà e di vedere oltre il suo limitato raggio d’azione, di fronte alle conseguenze della propria imbarazzante inutilità, utilizza la menzogna – anche con le persone a lui più vicine – con una disarmante naturalezza.

I rifiuti, i silenzi, le fughe e i pugni in faccia che riceve – numerosi nel corso della storia – sono decisamente meritati. Capace di suscitare nel lettore una reazione urticante, Ennio è il prototipo del giovane italiano privo di progettualità, coraggio e immaginazione. Un personaggio riuscito nelle intenzioni dell’autore.

Fabio Viola costruisce una storia al limite della realtà, visionaria quanto basta per coinvolgere il lettore e trascinarlo fino alla fine con una curiosità quasi morbosa. La trama – complice una scrittura priva di sbavature e cavilli, snella e immediata – funziona e corre verso il finale attraverso una serie di efficaci escamotage narrativi. 

Lo scrittore romano – già autore di altri lavori come il romanzo Gli intervistatori (2010) – ci racconta di un Giappone in cui ha vissuto per anni. Per la rivista “Galatea” ha curato tre reportage narrativi sul cataclisma che ha colpito il Giappone nel marzo del 2011.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Fabio

Viola

Libri dallo stesso autore

Intervista a Viola Fabio


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no¯ō nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il «maestro delle latrine», accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna... Pubblicato per la prima volta nel 1905, Io sono un gatto non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. È anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che, come ha scritto Claude Bonnefoy, inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.

Io sono un gatto

Soseki Natsume

"Il mare Mediterraneo si sta riempiendo di morti. Barche inadeguate e stipate all'inverosimile navigano a vista, provando a raggiungere le nostre coste. Alcune ci riescono, altre vengono riacciuffate e riportate indietro, in Libia. Altre ancora, moltissime, affondano. Ho deciso di andare a vedere. Angosciata dall'irrazionalità e dalla ferocia che spinge ministri e politici a considerare i morti un buon esempio, un deterrente per gli altri migranti pronti a partire, mi sono imbarcata con chi invece vuole salvarli. 'Venne alla spiaggia un assassino' è il racconto del tempo trascorso sulle barche delle famigerate ONG, trasformate in pochi mesi da alleate della guardia costiera italiana in colpevoli di ogni nefandezza. Donne e uomini che dedicano la propria vita al soccorso in mare e meriterebbero il Nobel per la pace e invece vengono insultati. Ma è anche una specie di romanzo d'avventura, la cui protagonista è convinta di fare la cosa sbagliata per lei, ma decisa a farla fino in fondo. Ci sono libri che si raccontano al ritorno, dopo essersi allontanati molto da se stessi, facendo i conti con un po' di nostalgia, i ricordi e molta incredulità: abbiamo ceduto la nostra misericordia, la pietà, in cambio di niente. Stiamo facendo una terribile confusione tra colpevoli e innocenti. A volte è difficile capire da che parte stare, altre è facilissimo." (L'autrice)

Venne alla spiaggia un assassino

Stancanelli Elena

Sergio Scozzacane è un impresario musicale. Lo chiamano "lo squalo" per la forma a pinna del suo naso. Un soprannome, ma anche un destino da carnivoro: è il proprietario della casa discografica Musica Blue Records, che produce dischi a pagamento vendendo illusioni a cantanti privi di talento. Alloggiato in una pensione d'infimo ordine e sommerso dai debiti contratti con la camorra, lo squalo progetta una improbabile uscita di scena. Ma quando tutto sembra perduto, una speranza si riaccende: Mattia, un giovane cantante che ha ancora sotto contratto per due mesi, vince un talent show televisivo, e portarlo a cantare a Sanremo sembra l'occasione di riscatto della sua vita da agente fallito e per salvare la pelle. Ma anche il "viaggio della speranza" nella città dei fiori, che lo squalo affronta assieme a Mattia (bella voce ma leggermente autistico) e alla sorella Sofia (cieca, bellissima e determinata), con la camorra alle costole, si rivela l'ennesimo buco nell'acqua.

IL FIUTO DELLO SQUALO

Solla gianni

È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all'università. Anni dopo, decide di tornare al paese per le vacanze, dove ritrova Tsugumi, l'eroina del romanzo, bellissima e dispotica ragazza. Tutti tentano di essere indulgenti con lei, sperando di renderle migliore la vita che le resta. Infatti le è stata diagnosticata dalla nascita una malattia incurabile. Terminate le vacanze, Maria sta per tornare a Tokyo ma le condizioni di Tsugumi peggiorano e pare non ci sia più niente da fare. All'ultimo momento Tsugumi si salva, sentendosi vicina alla morte però aveva scritto a Maria una lettera-testamento e con questa si chiude il romanzo.

TSUGUMI

Yoshimoto Banana