Saggi

Sputiamo su Hegel

Lonzi Carla

Descrizione: Questo volume raccoglie gli scritti firmati personalmente da Carla Lonzi e quelli firmati collettivamente dal gruppo Rivolta Femminile che, dalla primavera del 1970 ai primi mesi del 1972, segnarono una rottura teorica con "il monologo della civiltà patriarcale". Prefazione di Maria Luisa Boccia.

Categoria: Saggi

Editore: Et al.

Collana:

Anno: 2010

ISBN: 9788864631066

Recensito da Lucilla Parisi

Le Vostre recensioni

 

La donna è l’altro rispetto all’uomo. L’uomo è l’altro rispetto alla donna. L’uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più alti livelli“.

Tra i più importanti testi femministi italiani Sputiamo su Hegel dà avvio, nel 1970, a un nuovo modo di pensare a partire dall’essere donne e al di fuori della tradizione filosofica egemone nell’Occidente. Il volume raccoglie, oltre a questo testo fondamentale, scritti firmati personalmente da Carla Lonzi, e scritti firmati collettivamente dal gruppo Rivolta Femminile che, dalla primavera del 1970 ai primi mesi del 1972, segnarono una rottura teorica con “il monologo della civiltà patriarcale”. Oggi et al. Edizioni ha deciso di ripubblicare questo importante testo della scrittrice e critica d’arte fiorentina per dargli nuova vita.

“La lotta di classe, come teoria rivoluzionaria sviluppata della dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il socialismo e la dittatura del proletariato.”

Un testo, è vero, scritto negli anni Settanta,  gli anni della contestazione, della ribellione e del rifiuto del modello di donna subalterna e sottomessa al potere maschile, ma che qui ritroviamo estremamente attuale laddove affronta temi su cui ancora oggi si continua a dibattere, segno che ancora si fatica a superare reminiscenze religiose e pregiudizi troppo radicati nella nostra cultura. L’aborto, il matrimonio come strumento di riscatto delle coscienze, la libertà sessuale demonizzata e degradata a fonte di perdizione e di dispersione, sono invece qui oggetto di studio e riflessione. Sviscerati e trattati con occhio critico e fermo, senza sbavature meramente ideologiche. La critica non risparmia proprio l’ideologia là dove l’autrice dichiara ferma la rottura con il marxismo, additato come analisi parziale e incompleta della società perché sviluppatosi senza tener conto di più della metà del genere umano nella sua specificità.

Più volte viene ribadito l’antagonismo maschio/donna, risultato di una lettura troppo superficiale della questione da parte del “sistema” politico ma anche del pensiero filosofico, entrambi capaci di riportare astutamente la donna ad un ruolo che vanta origini antiche, dentro il tessuto culturale di un Paese  e di una società patriarcale e misogina, a cui la donna fatica ad opporsi. Un modello sessuale creato da una visione maschilista a cui la donna sembra sottomettersi naturalmente, diventando ciò che questo tipo di società si aspetta da lei. Tale sottomissione trova la sua massima realizzazione proprio nell’atto sessuale, un momento che diventa strumento di mero compiacimento per il compagno ed in cui si realizza una totale dipendenza dall’uomo.  

La cultura sessuale patriarcale, essendo rigorosamente procreativa, ha creato per la donna un modello di piacere vaginale […] La donna clitoridea non ha da offrire all’uomo niente di essenziale, e non si aspetta niente di essenziale da lui. Non soffre della dualita’ e non vuole diventare uno. Non aspira al matriarcato che e’ una mitica epoca di donne vaginali glorificate. La donna non e’ la grande-madre, la vagina del mondo, ma la piccola clitoride per la sua liberazione.”

E’ alla riflessione che l’intelligente testo di Carla Lonzi conduce il lettore. Più ancora è alla donna che rivolge l’impulso e il rimprovero, affinché prenda consapevolezza del proprio ruolo e si affranchi dall’autorità, fisica e di pensiero, del maschio, ma non attraverso l’affermazione di un’uguaglianza con l’altro sesso, ma con la maturazione di un pensiero nuovo in cui si consideri finalmente altro dall’uomo e si liberi definitivamente da canoni di una cultura patriarcale ormai superati.

Prendendo coscienza dei condizionamenti culturali, di quelli che non sappiamo, non immaginiamo neppure di avere, potremmo scoprire qualcosa di essenziale, qualcosa che cambia tutto, il senso di noi, dei rapporti, della vita. Via via che si andava al fondo dell’oppressione il senso della liberazione diventava più interiore. Per questo la presa di coscienza è l’unica via, altrimenti si rischia di lottare per una liberazione che poi si rivela esteriore, apparente, per una strada illusoria […] Per esempio, lottare per il domani, un domani senza condizionamenti per la donna, un domani così lontano che neppure noi ci saremo. L’uomo ha sempre rimandato ogni soluzione a un futuro ideale dell’umanità, ma non esiste, possiamo però rivelare l’umanità presente, cioè noi stesse.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( 2 commenti )

Lingua Madre » Blog Archive » Il Concorso Lingua Madre per Torino che legge 2016

[…] della differenza in relazione ai fatti di attualità. Ad esempio, Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi (Et al), Speculum di Luce Irigaray (Feltrinelli), Nato di donna di Adrienne Rich (Garzanti), ma anche il […]

Lingua Madre » Blog Archive » Gli appuntamenti di aprile 2016

[…] della differenza in relazione ai fatti di attualità. Ad esempio, Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi (Et al), Speculum di Luce Irigaray (Feltrinelli), Nato di donna di Adrienne Rich (Garzanti), ma anche il […]

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Carla

Lonzi

Libri dallo stesso autore

Intervista a Lonzi Carla


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

L’opera al nero è la storia di un personaggio immaginario, Zenone, medico, alchimista, filosofo, dalla nascita illegittima a Bruges nei primi anni del Cinquecento, fino alla catastrofe che ne conclude l’esistenza. Il racconto lo segue nei viaggi attraverso l’Europa e il Levante, lo vede all’opera nell’esercizio della medicina, sia al capezzale degli appestati sia presso i sovrani, intento a ricerche in anticipo sulla scienza ufficiale del tempo; lo segue nei perpetui e rischiosi spostamenti, tra rivolte e compromessi. Zenone rappresenta un esemplare umano che ha attraversato il Rinascimento dietro le quinte e sta tra il dinamismo sovversivo degli alchimisti del Medio Evo e le conquiste tecniche del mondo moderno, tra il genio visionario dell’ermetismo e della Cabala e un ateismo che osava appena chiamarsi tale. Il destino, il pensiero del personaggio sono ispirati al grande chimico tedesco Paracelso, a Michele Serveto, dedito anche lui a indagini sulla circolazione del sangue, al Leonardo dei Quaderni e a quel filosofo singolarmente audace che fu Tommaso Campanella. Una folla di comparse, mercanti, banchieri, ecclesiastici, operai, donne di ogni livello e condizione, si muove tra le pagine di un libro in cui nulla è sacrificato al pittoresco ma nel quale i decenni 1510-1569 ci appaiono in un aspetto nuovo, quotidiano e, al tempo stesso, sotterraneo, attraverso immagini colte dalla strada maestra, dal laboratorio, dal chiostro, dal banco di vendita, dalla taverna e, infine, dalla prigione.

L’opera al nero

Yourcenar Marguerite

Un pericoloso maniaco, detto il Collezionista di occhi, rapisce i bambini e li nasconde. Uccide la madre. Il padre ha quarantacinque ore a disposizione per scoprire il nascondiglio. Questo è il gioco. Quando l’ultimatum scade, la vittima muore. Ma l’orrore non finisce qui, perché al cadavere del bambino manca qualcosa: l’occhio sinistro. L’assassino però non vuole essere considerato un collezionista, ma un giocatore. E in questo gioco sinistro è intrappolato anche il reporter Alexander Zorbach, un ex poliziotto, narratore in prima persona, che man mano che la storia procede si rende conto che sta diventando sempre di più una pedina in un duello mortale. Il Collezionista di occhi finora non ha lasciato tracce. Ma improvvisamente compare una testimone misteriosa: Alina Gregoriev, una psicoterapeuta cieca, che sostiene di poter vedere nel passato dei suoi pazienti attraverso il semplice contatto fisico. E forse, ieri, ha avuto in terapia proprio il Collezionista di occhi…

IL GIOCO DEGLI OCCHI

Fitzek Sebastian

Per cucinare gli spaghetti all'assassina, il piatto più famoso di Bari, ci vuole la padella in ferro nero che si trova solo nella città vecchia. Ed è proprio lì che sorge il ristorante di Colino Stramaglia, inventore della famosa ricetta. Una mattina di primavera, all'apertura del locale, il grande chef viene trovato morto ammazzato in maniera talmente efferata da far sospettare un torbido movente passionale. Quale grave sgarbo avrebbe commesso l'illustre personaggio per meritare una fine così orrenda? E quanti misteri si celano dietro al mondo sempre più competitivo dell'alta cucina? Fra le persone informate sui fatti, un affascinante cuoco algerino, una spogliarellista brasiliana e un capocameriere con un'aria da becchino uscito da un film western. A indagare è il commissario Lolita Lobosco, che stavolta trova imbrattate di sangue le sue due attività preferite: l'amore e la cucina. Sullo sfondo di una città sempre più pulp, una nuova intricata indagine, con fosche tinte da noir mediterraneo, metterà a dura prova l'abilità e l'istinto della caparbia investigatrice barese.

Spaghetti all’assassina

Genisi Gabriella

Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare l'evento: Allan, però, è di un'altra idea e decide di punto in bianco di scappare. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige alla stazione degli autobus. Lì ruba la valigia a un giovane biondo dall'aria feroce, sale sul primo autobus che gli capita e inizia così, sbarcando in uno sperduto villaggio svedese sconosciuto, una serie esilarante di equivoci e di incontri, anzitutto con Julius Jonsson - un settantenne ladro e truffatore. I due dovranno sfuggire al biondo che li insegue, e finiranno col farlo fuori dandogli una botta in testa con un asse. Poi, aprendo la valigia rubata, scopriranno che è piena di 52 milioni di corone svedesi, e inizieranno quindi la loro fuga dalla polizia e da una gang criminale che vuole recuperare il denaro, in un viaggio rocambolesco tra Mercedes, camion e donne fatali. Finiranno nell'esotica Bali, dove Allan troverà l'amore: l'ottantenne Amanda.

Il centenario che saltò dalla finistra e scomparve

Jonasson Jonas