Narrativa

Stoner

Williams John

Descrizione: William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

Categoria: Narrativa

Editore: Fazi

Collana:

Anno: 2012

ISBN: 9788864112367

Recensito da Marika Piscitelli

Le Vostre recensioni

La vita di William Stoner è anonima e incolore e si consuma stancamente, senza avventure né colpi di scena. La trama è facilmente intuibile, il finale è svelato con franchezza nella prima pagina, come a voler avvertire che non ci saranno sorprese. Lo stesso Stoner è un uomo mediocre, arrendevole, incapace di dominare gli eventi. Eppure vi assicuro che questo libro è un esempio di grande, grandissima letteratura.

Stoner va esplorato, discusso e riletto. Perché ti lascia la sensazione che ogni parola sia quella giusta, che ogni frase sprigioni una straordinaria intensità.

La prosa di John Williams è chiara, pulita ed elegante. Mai una forzatura, un’indecisione. E i personaggi sono vivi, profondamente umani, e l’autore li descrive con discrezione, è un narratore attento e compassionevole che non giudica e non commenta.

Vi farà arrabbiare e riflettere, commuovendovi e lasciandovi un senso di amarezza e tanti interrogativi. Perché nessuno conosce veramente la vita di un altro…

Nato nel 1891, in una fattoria vicino a Booneville, William Stoner arrivò a Columbia con un completo di panno nero pagato con i risparmi di sua madre e un vecchio cappotto pesante appartenuto a suo padre.

Iscriversi all’università non era stata propriamente una sua scelta, però fu l’unica strada che percorse, diventando poi ricercatore e insegnando fino alla morte.

Alla Columbia conobbe i suoi amici, Masters e Finch, ma non li seguì quando decisero di arruolarsi. «Non si sentiva in colpa per la sua decisione, e quando l’arruolamento divenne generale, fece domanda per l’esonero senza particolare rimorso. Ma era cosciente degli sguardi che gli lanciavano i suoi colleghi più anziani e della sottile irriverenza che si nascondeva dietro l’atteggiamento apparentemente immutato dei suoi colleghi».

Fu risoluto e coraggioso, però, quando chiese di conoscere Edith Bostwick, che sarebbe diventata sua moglie.

Edith è un personaggio straordinario, la sua storia è un libro nel libro.

«Il suo apprendistato morale, sia a scuola che a casa, era stato censorio nei modi e coercitivo negli intenti e quasi interamente mancante riguardo il sesso».

Un matrimonio che si rivela drammatico sin dall’angosciante luna di miele, che passa con rapidità dall’indifferenza all’insofferenza.

«Stette a guardarla per un pezzo. Provava un senso di remota pietà, amicizia riluttante e rispettosa consuetudine. Ma anche una tristezza dolente perché sapeva che quello spettacolo non avrebbe più suscitato in lui l’agonia del desiderio e che quella presenza non l’avrebbe più commosso come un tempo. Poi la tristezza si affievolì e la coprì gentilmente. Spense la luce e si coricò accanto a lei».

Quando finalmente scopre e vive la passione, donando anche a noi delle pagine incancellabili dalla memoria e dal cuore, Stoner non è in grado di difenderla, e si accontenta del rifugio dei ricordi…

«Oltre il torpore, l’indifferenza, la rimozione, quell’amore era ancora lì, solido e intenso».

Pubblicato per la prima volta nel 1965, Stoner è stato ristampato dalla New York Review of Books nel 2003. Per noi è il regalo di Fazi Editore.

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