Narrativa

Storia del nuovo cognome

Ferrante Elena

Descrizione: Storia del nuovo cognome è il seguito dell’amica geniale, pubblicato nel 2011. L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

Categoria: Narrativa

Editore: Edizioni e/o

Collana: Dal mondo

Anno: 2012

ISBN: 9788866321811

Recensito da Arianna

Le Vostre recensioni

Storia del nuovo cognome è la seconda parte della storia di Elena e Lila, il secondo capitolo di un romanzo che, seppur diviso in quattro parti, è un’unica, grande, narrazione.

Elena Ferrante getta in un istante, di nuovo, il lettore fra i tavoli e il rumore del matrimonio di Lila, ormai signora Carracci; la storia riparte dove si era interrotta e riprende anche lo sconcerto di Elena Greco – voce narrante e amica eterna di Raffaella Cerullo – per lo smacco fatto alla sposa: un gesto piccolo, come regalare un paio di scarpe, diventa sinonimo feroce dell’umiliazione cui le donne narrate dall’autrice sono costantemente costrette, della violenza addomesticata dalla normalità delle mazzate, delle logiche di potere e camorra che infettano ogni parola del libro, anche la più distante dal rione in cui si muovono Lenù e Lila, in cui crescono e si perdono senza mai separarsi davvero.

In questo libro le due ragazze si trasformano come succede solo da adolescenti, cambiando tutto in preda alla scoperta dell’esistenza, dei sentimenti e di se stessi.

Lila cancella ogni rigurgito di indipendenza rinchiudendosi fra le mura linde della sua nuova casa e quelle luride di una salumeria, Elena studia ossessivamente, prende il diploma sempre più impegnata a togliersi di dosso la maledizione della miseria e dell’ignoranza, scappa dai confini disgraziati del rione, nasconde il dialetto come si fa con un oggetto sporco, tesse relazioni con chiunque sia capace di aprirle la mente o, almeno, di svuotargliela dalle vite dei personaggi che riempiono questo libro, tragiche e infelici in mille modi diversi.

Eppure, nessuna delle due riesce del tutto nel suo intento.

Le fatiche di Lenù – che la Ferrante fa sentire a chi legge come se le frasi fossero un intreccio di ferro e piombo – però, non bastano mai: Lila la rimpicciolisce sempre, talvolta intenzionalmente, talvolta spiazzandola con la sua dolcezza; l’amica geniale (sempre che quest’espressione sia riferita a Lila) la tira a terra nella polvere, vanificando ogni suo sforzo e rimettendo in prospettiva ogni successo. Ma, allo stesso tempo, i passi avanti dell’amica sembrano essere l’unica vera felicità di Lila, la sua unica possibilità di riscatto attraverso la vita di un altro.

Elena Ferrante riesce in un’impresa che pare difficilissima: man mano che impariamo a conoscere le due protagoniste trasforma la cattiveria di un personaggio letterario incredibile – Lila – in energia e in disperazione, addirittura in bontà. Lila non smette mai di aiutare Elena, ma non smette mai neanche di ferirla: incantevole la parentesi della vacanza a Citara; fra le righe, fra una passeggiata sulla spiaggia e i profumi della Campania, la Ferrante racconta il dolore di Elena per essere arrivata ancora una volta seconda, per aver perso, o almeno così sembra, l’amore di Nino Sarratore.

Non c’è distanza dalla storia, la si vive insieme ai suoi personaggi; si finisce dentro a vicende come la surreale distruzione del cartellone pubblicitario nel negozio di scarpe, come lo smarginamento che ogni tanto sconvolge Lila, non lo si comprende ma lo si intuisce e questo basta per sapere che siamo di fronte a un libro che ha una forza spaventosa.

Con “Storia del nuovo cognome” Elena Ferrante riesce a spalancare gli occhi a chi legge, permettendogli di vedere le centinaia di sfumature di un sentimento che, in questo libro, è complesso come lo scheletro di una cattedrale: l’amicizia fra due donne.

...

Leggi tutto

LEGGI COMMENTI ( Nessun commento )

Aggiungi un tuo commento

Scrivi la tua recensione

Devi effettuare il login per aggiungere un commento oppure registrati

Elena

Ferrante

Libri dallo stesso autore

Intervista a Ferrante Elena


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.i-libri.com/home/wp-content/themes/ilibri/single-libri.php on line 862

Una raccolta che prende il via dai ricordi, dal vissuto recente e passato, dal mondo di oggi e da quello scomparso. Un Sepulveda al suo meglio, con 1a sua consueta e straordinaria capacità di convertire ogni riflessione, ogni denuncia in un racconto affascinante. Come nel brano che dà il titolo alla raccolta. Nel 1990 torna per la prima volta in Cile, dopo quattordici anni di esilio,con una fotografa, che otto anni prima ha catturato un'immagine in cui si vedono cinque bambini. Lo scopo del viaggio è ritrovare quei cinque bambini e fotografarli. Uno di loro, però, non c'è più... La sua storia è il pretesto per raccontare che cos'è successo al Cile, e com'è il paese dopo diciassette anni di dittatura...

RITRATTO DI GRUPPO CON ASSENZA

Sepùlveda Luis

C'è Remo, poeta bevitore, antifascista e protagonista di una surreale Resistenza alcolica, che ogni giorno si reca davanti alla statua di Garibaldi spronandolo a scendere dal piedistallo per porre rimedio a torti e soprusi. C'è Ciccillo, basso, grosso, peloso come un orso, un passato da stellina del beat nel gruppo I Planetari, che dilapida tutto per farsi star dell'ospizio comunale. C'è la Bombolina, esile donzelletta dalla mano pesante. C'è Bighe Boghe, fulminato sulla via dell'America come il Nando Moriconi di Alberto Sordi, innamorato di ogni moda e tendenza esterofila, che si ritiene il più grande ballerino al mondo di "boogie woogie" (che però, come ogni altra parola straniera, non sa assolutamente pronunciare).

Toscani innamorati

Senesi Vauro

Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla Doubleday, "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall'inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un'oscura divinità. Ma dietro la storia di una delle più originali invasioni aliene mai raccontate si nascondono diversi livelli di lettura, dove la provocatoria meditazione teologica va a braccetto con la denuncia politica e sociale. Palmer Eldritch, produttore e spacciatore del Chew-Z, è forse un abominevole Cristo negativo, forse personificazione di una Tecnica che tutto vede, afferra e mastica; ma forse è solo una povera vittima, un uomo qualunque... Droghe illegali, stimmate divine, tesi gnostiche, Barbie Dolls: "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" è tutto questo e in piú una grandiosa storia di invasione della Terra.

LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH

Dick Philip K.

Il piccolo libri del Natale; dal nascere al mondo e alla vita; l'enorme mistero della maternità. Una lettura della storia di Maria che restituisce alla madre di Gesù la meravigliosa semplicità di una femminilità coraggiosa, la grazia umana di un destino che la comprende e la supera.

In nome della madre

De Luca Erri