Narrativa

Storia del pinguino che tornò a nuotare

Michell Tom

Descrizione: Per Tom è l'ultimo giorno di vacanza in Uruguay prima di tornare a Buenos Aires, dove insegna inglese, quando sulla spiaggia si imbatte in un pinguino coperto di petrolio. Riesce a salvarlo, ma nel momento in cui tenta di ricondurlo al mare, il pinguino inizia a seguirlo. Tom non se la sente di abbandonarlo e lo porta a Buenos Aires con sé. Così ha inizio la grande amicizia fra Tom e Juan Salvador il pinguino, fatta di corse su una motocicletta per vedere il mare, di cene a base di pesce crudo e partite della squadra di rugby, nella scuola in cui il professore insegna e di cui l'animale diventa la mascotte. Perché Juan Salvador è un pinguino speciale e cambia la vita di tutti quelli che lo conoscono. Soprattutto quella di un ragazzo che ha troppa paura dell'acqua: insieme a lui, forse, anche il pinguino troverà il coraggio di tornare a nuotare...

Categoria: Narrativa

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Anno: 2016

ISBN: 9788811670841

Recensito da Elpis Bruno

Le Vostre recensioni

Storia del pinguino che tornò a nuotare

Punta del Este, Uruguay.
Lì comincia la Storia del pinguino che tornò a nuotare  di Tom Michell.
Proprio mentre sta per finire la vacanza dell’autore, che insegna inglese presso un college di Buenos Aires, una vera e propria avventura di amicizia incomincia inaspettatamente.
Sulla spiaggia di Punta del Este si spalanca uno spettacolo di morte, uno sterminio di pinguini causato dal petrolio. C’è appena il tempo di qualche riflessione sull’insensatezza delle azioni umane (“Non potei fare a meno di chiedermi quale futuro attendesse una civiltà capace di tollerare… una profanazione simile”) per accorgersi che, nella chiazza nera della morte, la vita manda un suo segnale disperato (“Un valoroso pennuto era vivo; una singola anima lottava nel bel mezzo di tanta morte”).
Senza esitare, Tom s’impegna a salvare l’unico superstite di quella moria e a lui appioppa il nome di Juan Salvado (“Il gabbiano Jonathan Livingstone.. lo stavo leggendo nell’edizione spagnola, intitolata Juan Salvador Gaviota”).
Dopo un inizio difficile (“Difficilmente gli appartamenti in cui si trascorrono le vacanze sono equipaggiati con il necessario per rimuovere il catrame dai pinguini…”), tra uomo e pinguino scocca la scintilla dell’amore e della comprensione reciproca (“L’animale, da terrorizzato, ostile e risentito… divenne docile e collaborativo”), in nome della quale Tom affronta il rischio del viaggio di ritorno a Buenos Aires, attraverso la dogana (“E’ sicuro che sia un pinguino argentino?”) che separa l’Uruguay dall’Argentina degli anni 70, ove il regime peronista è stato soppiantato da quello militare del generale Jorge Videla, per poi essere ripristinato da Isabel Péron.

Al college Juan Salvado diventa una celebrità e la sua comunicativa lo promuove al ruolo di confidente di studenti e personale docente e non. Intanto Tom pensa al futuro del suo simpaticissimo amico (“Quelli dello zoo davano l’idea di essere gravemente depressi”)…

L’epilogo non è scontato e celebra l’istinto; il titolo stesso nasconde una sorpresa.

Perché un’opera del genere sta mietendo un successo così vivace?
Che sia il desiderio di storie semplici a suscitare l’interesse collettivo?
Forse il lettore si ritrova in un eroismo che è alla portata di tutti, ma che pochi praticano?
Qualunque sia la causa, una cosa è certa: questa storia affascina, conduce in un viaggio incantevole tra le Ande, i gauchos e le meraviglie ecologiche della penisola di Valdés e ha il sapore della fiaba, senza avere gli aspetti truci che certe favole hanno…

Bruno Elpis

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Tom

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